Salve, siamo Barbara e Paolo!

Da alcuni anni, per poter vivere in maniera più naturale, ci siamo trasferiti dalla città in campagna. Da quella fatidica partenza ad oggi – e speriamo per molto tempo ancora – viviamo e lavoriamo con i Cani; con loro abbiamo formato il nostro Branco-Famiglia.

Non siamo dottori in etologia, veterinaria, biologia o qualsiasi altra dottrina vi possa venire in mente che abbia attinenza con l’argomento in questione; tanto meno siamo comportamentisti o comportamentalisti che dir si voglia!

...siamo solo due persone che amano i Cani e la Natura, e i nostri titoli, sono acquisiti in campo, non in classe e tanto meno via internet.

Un nostro grande desiderio è quello di riuscire ad instaurare, con i Cani, un rapporto d’intesa; la massima aspirazione sarebbe arrivare ad interpretarne correttamente lo stile di vita e il modo di esprimersi… vorremmo essere per i Cani, un veicolo di comunicazione con il mondo umano, senza per questo, cadere nella presunzione di volersi affiancare ai grandi del settore, vorremmo solo partecipare ed inserire qualche virgola nella stesura del tema.

''Sono passati ormai molti anni dal giorno in cui decisi che la vita con l’uomo mi andava stretta. Pensavo spesso di essere un Animale solitario, ma la verità era che non mi trovavo nella società umana. Un giorno, guardando là, fuori, in quel mondo per me così estraneo, la mia attenzione fu catturata da due ipnotici gioielli: gli Occhi di un Cane.
Fu in quel preciso istante che decisi quale indirizzo avrei dato alla mia vita
.''

Inseriremo in questo spazio, momenti particolari della nostra Vita, alcuni dei quali sono riportati anche nelle pagine dei nostri libri, testi scritti per lasciare qualcosa di noi, ma soprattutto per aiutare le Creature dell'Associazione ''Negli Occhi del Cane''... non mancheranno (fra le tante parole) foto e filmati di momenti trascorsi con i nostri Gioielli: situazioni di casa, allenamenti, sport, giochi... attimi che per noi saranno sempre emozionanti e tanto preziosi... di tutto un po' della nostra Famiglia! :)

Nel giorno 1°aprile del 1989, ebbe inizio la nostra avventura nel Pianeta Cane con l’arrivo in casa di Cristina.

1°aprile 1989 ore 9,30 + o –

''Abbiamo finito il sale marino, non possiamo cambiare l’acqua a Chivas e Cointreau… ok, mentre Paolo si preoccupa di sistemare i nostri ‘pterois-volitans’ (pesci scorpione), io prendo il motorino e in un attimo sono al negozio di acquari, vado e torno.
Sono davanti al punto vendita, è chiuso. All’interno sento un gran abbaiare… a giudicare dall’insistenza e dal timbro di voce, deve essere un cucciolo con un caratterino niente male… strano che ci sia un cucciolo… qui non vendono animali diversi dai pesci… sarà il loro?… ma lo hanno lasciato dentro da solo?... sai che baraonda ha combinato con tutti quei ‘balocchi’ a disposizione… beh, da un momento all’altro dovrebbero arrivare i proprietari ad aprire, sono quasi le 10,00… fra poco lo scopriremo…
Passano alcuni minuti e ancora non si vede nessuno… dall’interno non si sente più nulla… che il cagnolino si sia addormentato?... sono le 10,15 possibile che ancora non arrivi nessuno?...
- Signore mi scusi, conosce i proprietari del negozio di acquari? -
- Si certo. -
- Sa dirmi perché ancora non hanno aperto? -
- Sono andati ad installare un impianto, saranno qui per le 12,00. -
- Grazie. -
- Di nulla. -
- A questo punto mi conviene tornare a casa… -
Tornata a casa, fra un metti a posto questo e un pulisci quell’altro, passano le 12,00 e poi le 13,00, fino a che alle 14,00 (circa) Paolo mi dice:
- Ma tu non hai fame?... -
- Ad essere sincera ho un certo languorino… è già ora di pranzo?... accidenti sono le due del pomeriggio… il sale, il negozio… ho fatto tardi! -
- Senti, adesso mangiamo, fra un’ora i negozi riaprono, se non abbiamo ancora finito di mettere a posto, se vuoi vado io… -
- Si, è meglio, anche perché così chiedi tu, cosa possiamo fare a Cointreau per quelle strane macchie… io non ci capisco niente di pesci… -
- Si, forse è meglio. -

Paolo alle 15,00 esce e dopo soli dieci minuti è di ritorno.
DRINN … il citofono.
- Si? -
- Barbara scendi?... ci ho ripensato, vieni anche tu. -
- Arrivo. -
Non chiedetemi come, né perché, ma ero più che certa che Paolo era già stato al negozio e invece di comprare quel che serviva ai nostri pesci, aveva visto il cucciolo e voleva portarlo a casa. Dire si, fare le scale a perdifiato e saltare in macchina è stato tutt’uno. Durante il breve tragitto cercai di fare la vaga… canticchiavo, guardavo il panorama… ho abitato in quel quartiere da quando sono venuta al mondo, ma non sapevo come nascondere la curiosità… avevo una gran paura che le mie sensazioni non fossero veritiere e allora… sai che delusione!... e come ci sarebbe rimasto Paolo se voleva farmi vedere qualcosa che non c’entrava niente con il cucciolo?... per fortuna la strada da percorrere era breve… dovevo avere pazienza ancora pochi minuti…
Eccoci di fronte alla porta del punto vendita… con fare tranquillo, ma non troppo, invito Paolo ad entrare per primo… il cuore in gola batte all’impazzata… le orecchie tese per cercare di sentire rumori di zampette o mugolii o… perché no, quell’abbaio insistente. Entro. Mi guardo intorno, non lo vedo… Paolo si avvicina a Franco, il proprietario del negozio, e in quel momento da dietro il bancone, salta fuori un… terremoto! Non curante di chi mi fosse intorno, mi lancio verso quel mucchietto di peli, e per alcuni istanti giochiamo come due fanciulli.
Ripreso il controllo di me stessa, mi avvicino a Paolo e a Franco per ascoltare quel che dicono...
La creaturina – giocando mi accorsi che era una femmina – era una cosina di pochi mesi che aveva la pretesa di assomigliare ad un Pastore Tedesco. Era stata sottratta ad un carico di cuccioli dalla dubbia provenienza, nonostante il suo spirito vitale, non era proprio in forma smagliante. Piena di parassiti… li aveva ovunque… addirittura li tossiva. Paolo ed io ci guardammo, non ci fu bisogno di parlare… prendemmo in braccio la cucciolina e via, di corsa dal veterinario.
Cristina, approssimativamente, dell’età di tre mesi, pesava solo tre chili, ma in compenso aveva una febbre da cavallo.
Il veterinario, un caro amico di famiglia, non aveva il cuore di esporci la diagnosi, perciò, silenziosamente, iniziò a scrivere la prescrizione medica, poi disse : “Se resiste alla terapia ci vediamo tra una settimana”.
E andammo avanti di settimana in settimana e di quindici giorni in quindici giorni…
Cristina ha raggiunto la veneranda età di quattordici anni… quattordici anni di momenti meravigliosi, unici per la loro simpatia:
- quando andavamo a trovare i miei genitori al mare e, nelle serate estive, ci attardavamo in giardino a fare due chiacchiere, lei cominciava ad abbaiare in maniera così insistente che non c’era altro modo, per farla smettere, che quello di accompagnarla in camera, indicarle il suo lettino e lasciare che si addormentasse… la sera era la prima a coricarsi e la mattina l’ultima ad alzarsi;
- non ammetteva ritardi sul servizio mensa: se passava l’ora della pappa, anche solo di pochi minuti, si armava di ciotola e veniva a cercarci… se facevamo finta di niente, ci girava intorno, ci urtava… e se ancora non aveva ottenuto l’attenzione desiderata, ci faceva cadere la ciotola davanti ai piedi… a quel punto… come non darle retta?!?!
- ingegnosa ed espressiva in molte cose, soprattutto nel trovare scappatoie quando le veniva chiesto di fare qualcosa di diverso dalle attività ludiche… tutto, purché non avesse alcun legame con la fatica.

E… ironia della sorte… ha scelto proprio un 1° aprile per salutarci.

A lei dobbiamo i molti cambiamenti della nostra vita e, il salto in quella dimensione, dove la forza interiore ha il potere di realizzare i sogni.''

* Con questo ricordo abbiamo iniziato il libro ''Alfa: questa sconosciuta'' (scritto nel 2007)

Video di Famiglia: Non solo lavoro

 

La Storia

Stella Grigia viene dalla traduzione dell'affisso "Vom Grauen Stern" di Alfa e Arek, i due Pastori Tedeschi, Fratelli di cucciolata, arrivati in Italia nel lontano settembre del 1990. Il nome del loro allevamento deriva dal color argento del manto della Mamma "Dolly Vom Wildbachtal", una femmina di grande temperamento che si è distinta nelle competizioni europee più importanti di SCH h3, IPO 3 ed FH.

Il nome del nostro credo è stato a loro dedicato in quanto i primi ad accompagnarci verso la conoscenza del Pianeta Cane.

Alfa prima di Arek, entrò a far parte del branco di casa Caldora, già composto da quattro elementi: Paolo e Barbara (bipedi), Cristina (una voce e una coda) e Gretel (tanti peli a forma di Pastore Tedesco). Alfa aveva solo due mesi quando fece quel suo primo viaggio in aereo da Hannover (via Francoforte) destinazione aeroporto di Fiumicino a Roma, dove Paolo l'aspettava. Ancora non l'aveva vista e già era terribilmente pazzo di lei.
Quando uscì dal trasportino dove era stata parcheggiata dodici ore prima, la Cucciolina si diede una bella stiracchiata, fece una lunga pipì e saltò fra le braccia del suo Compagno umano.
Giudicando dalle apparenze non sembrava proprio un Pastore Tedesco; pesava più di dodici chili, aveva due orecchie enormi e cadenti sui lati del muso come un Labrador, pelo folto e ossatura da Terranova. Era stupenda.
Arek si unì a noi all'età di due anni, quando decidemmo di trasferirci in campagna e di fondare la nostra Stella Grigia.
Stella Grigia racchiude in sé il desiderio di divulgare e di dividere con gli altri la passione e il rispetto verso i Cani.
Il filone educativo sul quale è stata basata la sua dottrina vuole riconoscersi nella semplicità di linguaggio fra due Specie Animali tanto diverse e tanto simili l'una all'altra. Gli idiomi possono essere assimilati con facilità solo se l'umiltà e la comprensione hanno la possibilità di emergere.
Pensa semplice e ti capirai con il tuo cane.

Cristina

Gretel e Cristina

Alfa

Alfa

Cristina, Gretel e Alfa

Arek

Quando e Come è nato tutto - Estate 1989 - stiamo facendo dei lavori a casa; Cristina passa la sua mattina alla scuola di addestramento di amici di una sorella di Paolo. Non la portiamo lì per fare un corso, ma per farle passare un po' di tempo con altri Cani, per farla giocare. Oltre ad occuparsi di addestramento infatti, il centro fornisce un servizio di pensione e di pascolo (l'odierno ''asilo''). Anche se mi dispiace non averla qui a gironzolare fra noi, capisco che lì sta meglio che non a casa in questa specifica situazione. Passa qualche ora in compagnia di suoi coetanei o comunque di Cani tranquilli con i Cuccioli; se vuole gioca o sennò riposa al fresco degli alberelli spersi qua e lù nei giardinetti ... a casa dovrebbe barcamenarsi fra calcinacci e vernici e, curiosa com'è, meglio non rischiare. ...

... ancora non lo sapevamo, ma quella scuola sarebbe diventata parte integrante della nostra vita.

...alcuni momenti che ho riportato nel libro ''Negli occhi del Cane'' (scritto nel 2003 in ringraziamento di una raccolta per liberare alcuni Cani da canili lager)

- Cominciai lavorando in una scuola-pensione, ove appresi i primi rudimentali accordi della cinofilia. La persona che affiancavo, anziana del settore di una decina di anni, mi aiutava a capire le regole del branco, cercando di togliere dalla mia mente tutte quelle sciocche convinzioni tipiche della nostra specie, in merito a come la pensa un cane e su come dovrebbe essere la sua vita in un pianeta governato da uomini.
Prima fra tutte: “ osservando un cane, vedere un animale diverso dall’homo sapiens”.
''...''
Non accettandolo per quello che è, noi rifiutiamo lati del suo carattere, rifiutiamo quell’impronta che serve a distinguere gli esseri viventi e le cose, cancellandone la personalità. Cerchiamo in poche parole, di trasformare un ruscello di montagna fresco, spumeggiante e naturale, in uno spumante d.o.c. altrettanto fresco e spumeggiante è vero, ma decisamente manufatto.

“ Osservando un cane, bisogna vedere oltre la punta del proprio naso “.
Vivendo a stretto contatto con l’amico peloso, cominciai a comprendere e ad assorbire tutte le nozioni che egli trasmetteva senza sosta.
Non immaginavo minimamente quante cose si possono imparare della vita di un cane e della sua natura, semplicemente tramite l’osservazione del comportamento, dell’aspetto fisico e dalle espressioni e movenze del corpo.
Possedendo il gran dono di non saper proferir parola, essendo il suo linguaggio fatto di atteggiamenti, gestualità, libera esternazione di naturalità e semplicità, leggeri contatti e modulazioni del tono della voce, non esiste la possibilità di un fraintendimento. (Ma se ciò dovesse accadere, sicuramente la colpa è da attribuire ad una errata valutazione da parte dell’uomo.)
Esaminando le sue azioni, imparai a scoprire i genuini valori della spontaneità istintiva; osservando il suo aspetto fisico, imparai a capire se ciò che turbava la sua tranquillità era da associare ad un malore o ad uno stress mentale, e se quest’ultimo, dipendeva dalla sua natura o se era acquisito. E soprattutto imparai che un cane è incapace di mentire e di fare del male (progettare il male).
Non sarà mai una sua azione mossa da un sentimento volto a colpire per arrecare un danno.

Non cominciammo dal gradino più in vista, ma da quello più nascosto...si proprio quello in fondo alla piramide ... quello che nessuno vorrebbe toccare mai, e che invece è il più importante: pulire là dove sostano i Cani, gli ambienti, le strutture e tutto quello che gira attorno a loro; pulire loro e i loro ''ricordini'', insegna a capirli e ad assisterli, e al contrario di quanto si possa immaginare, insegna le prime lettere del loro Alfabeto.

''Tutte le sere al mio rientro a casa, prendevo carta e penna e annotavo tutto ciò che di nuovo e di particolare avevo vissuto durante la giornata. Rileggendo ogni volta quei fogli e riflettendo su quello che vi era scritto, mi accorsi che piano piano i miei amici di pelo mi stavano insegnando a guardare più in là del mio naso, e allo stesso tempo impartendo lezioni di vita.

Quando iniziai a prendere direttamente dalle mani dei proprietari i cani che venivano a passare qualche ora con noi, e non parlo solo degli ospiti di vecchia data, ma anche dei nuovi, ne ebbi la conferma. Riuscivo finalmente a leggere nei loro occhi quel che fino a qualche tempo prima non era neanche alla portata dei miei sogni. Riuscivo, analizzando le azioni con semplicità, a capire il loro linguaggio.
(Sono padroni di una particolarissima mimica). E’ possibile scoprire il loro stato d’animo dal modo in cui muovono le orecchie, tendono le labbra, tirano la pelle, roteano, oscillano, alzano o abbassano la coda, da come rifuggono o mitigano lo stress improvvisando impercettibili scenette teatrali (si grattano, abbaiano, mugolano, sbadigliano, strappano l’erba…)
Ma quel che mi rese più sgomenta fu che iniziavo a rapportare tutto quel che leggevo nei cani alle azioni degli uomini e finalmente riuscivo ad spiegarmene alcuni atteggiamenti. Stava avvenendo in me il cambiamento, non interpretavo più il comportamento dei cani facendo riferimento al nostro, ma l’esatto contrario. Traducevo con semplicità.
Logicamente stiamo parlando di tutto ciò che l’uomo fa istintivamente, senza l’ausilio della falsificazione.
Vi siete mai fermati a guardare un gruppo di persone in moto perpetuo e pensare se c’è e quale è la differenza fra loro?… provate ad osservarne i movimenti, se sono fluidi o a scatto, la muscolatura del viso, se è rilassata o tirata, l’andatura della camminata, se è lineare, sciolta o rigida, e già da queste piccole note potrete distinguere una persona tranquilla da una inquieta … e qui mi fermo altrimenti rischiamo di cadere nei tranelli della psiche umana.''

''A mano a mano che il tempo passava, le frasi e le definizioni appuntate sui fogli sparsi divennero quaderni e in seguito diari di navigazione. C’era tutto, dalla terminologia tecnica, per esprimere correttamente in linguaggio umano l’idioma canino, alla modulazione degli abbai, ringhi e ululati cangianti a seconda delle situazioni. Ora teoricamente le basi dell’educazione cinofila erano mie, ma solo su carta, mi sentivo dopo tanto lavoro, sterile. Avevo bisogno di sporcarmi le mani, avevo bisogno di interagire con quel mondo; provvedere solo alle necessità del corpo, e assistere al film come spettatore, iniziava ad andarmi stretto, pensavo di essere pronta a parlare la loro lingua.''

''Andando avanti nel tempo, mi accorgevo quanto le basi erano si importanti, ma la metodologia, applicato forse meccanicamente, non funzionasse sempre a puntino. Cosa sbagliavo?…
Parlavo con loro cercando di esprimermi attraverso i tre influssi (visivo, uditivo, meccanico), agendo con semplicità, rispettando i tempi di attenzione e velocizzando o rallentando l’insegnamento degli esercizi a seconda del cane che avevo davanti (razza e non, sesso, età, crescita). Li guardavo pensando ad animali diversi dall’homo sapiens. Cosa sbagliavo?…

''Parlare meccanicamente una lingua non vuol dire parlare la stessa lingua.
Tenendo troppo a mente la teoria stavo dimenticando l’stinto, le azioni semplici dettate dall’innata impulsività. Per cui stavo venendo meno alla regola fondamentale che ogni essere vivente è diverso da un altro e che lo spirito vitale ci differenzia dalle macchine.
La presunzione umana stava prendendo il sopravvento sull’umiltà.
Ancora una volta dovetti piegare la testa agli insegnamenti dettati dalla purezza del cane.
''
...In seguito, a conferma delle mie sensazioni, un personaggio che è divenuto nel tempo un caro amico, prendendomi per mano, mi ha spiegato come rendere possibile la partecipazione attiva all’apprendimento e allo svolgimento di un esercizio, come respirare con il cane, come comunicare con lui attraverso uno stato emotivo, esplicitamente espresso in uno sguardo, in una parola, in un atto… allorché lasciai in un cassetto i concetti dei fondamentali e mi tuffai nella Filosofia Cinofila.

Come descrivere tutto ciò?… Come trasmettere emozioni di anni di lavoro?… Come spiegare il trasporto di un ululato?

... Dal libro ''Negli occhi del Cane''

Presi come mai da quel meraviglioso mondo, entrammo in società nella scuola e dedicammo ogni minuto, ogni secondo delle nostre giornate (spesso anche delle notti) a tutto quello che la interessava, barcamenandoci fra gli ''ospiti'' e il rifacimento della struttura. Eravamo talmente presi da quella passione che non ci accorgemmo subito che le intenzioni dei ''soci'' non erano uguali alle nostre e ... con tanta tristezza, dopo tre anni abbandonammo quel che credevamo fosse il Paradiso terrestre ...

...per cadere subito in un altro Paradiso che, sempre troppo tardi e sempre dopo aver speso: tempo, soldi e salute, ci rendemmo conto che altro non era che ''un Paradiso fatto di troppa materialità...'' un Paradiso che non si confaceva affatto alla filosofia della nostra Vita.

...raccolti i pezzi, ci congedammo... ma se pensate che sia finita lì, vi sbagliate, perchè usciti da quel mercato cinofilo, fummo accalappiati da altri mercanti e, costruita/avviata la terza struttura, ecco arrivare un nuovo colpo in testa.

Basta! Da quel momento in poi, giurammo di non farci più coinvolgere in società, nè reali nè fittizie (e così fu per molto tempo, ossia fino a quando non ci accorgemmo che persone che avevamo aiutato e ospitato, ci stavano giocando gli stessi brutti tiri di quelle che le avevano precedute ... per cui, l'ennesime ferita e l'ennesimo taglio netto con il passato!)

Campi Scuola - pagine in costruzione
campi scuola
cinoagonistica lanciani
indiana kayowa - via due ponti
stella grigia - via tiberina
STELLA GRIGIA

Viaggiando indietro nel tempo, torniamo al…

Era il Giugno del 1995 quando Paolo ed io abbiamo deciso di fondare la ''nostra'' scuola. E finalmente “Stella Grigia” diventa una realtà.
Eravamo amareggiati e stanchi delle incomprensioni nate, maturate e degenerate nel corso degli anni nell’ambito delle società delle quali abbiamo fatto parte (sia come soci fondatori e sostenitori sia come personale lavorante). Nelle società l’ago della bilancia non pende mai solo da una parte o solo dall’altra, certamente noi non siamo state persone facilmente comprensibili, come non lo sono stati per noi i nostri soci, però, in tutta sincerità, ci sentiamo di dire che da parte nostra c’è sempre stato un profondo rispetto verso tutti e profondo impegno verso tutto, non ci sentiamo di affermare con altrettanta schiettezza, che la stessa lealtà è esistita nei nostri confronti… mah!… quel che è stato è stato. Abbiamo imparato molto dalle persone che ci hanno accompagnato fino al ''grande momento'', sia dal punto di vista di conoscenza della materia, sia dal punto di vista di interazione con il genere umano, e di ciò le ringraziamo. Queste stesse persone, inoltre, hanno fatto in modo di far crescere in noi un amore smodato, se mai ce ne fosse stato bisogno, verso i Cani (e non solo per i motivi che tutti possono pensare/immaginare, ma per realtà molto più ''forti'' che non possono essere riportate in quattro frasi, seppur scritte con tanto sentimento)...e i Cani, meravigliosi esseri viventi possessori di un’Anima superiore, hanno reso possibile ''finalmente'' una comunicazione senza veli.
Non è stato facile ricominciare per l’ennesima volta, non è stato facile lasciare quel che avevamo costruito con tanta dedizione, non è stato facile continuare a guardare in faccia i personaggi che ci avevano ''preso in giro e sfruttato oltre ogni limite'' ...non è stato facile trovarsi chiusi nella morsa di una ''guerra fredda''… ma è stato possibile resistere a tutto questo grazie all’unione del nostro Branco, sempre grande e quanto mai vivo, oggi tanto quanto allora.

In tanti anni e più… prima e dopo.

Dal taccuino dei ricordi, ecco qualcosa di noi, dei nostri Cani, dei nostri Amici.

Ricordi - dal libro ''DIARIO: Similitudini fra Cani e Lupi - Ascoltando la Natura'' (scritto nel 2010)

Affascinata dal Cane fin da piccolina, non ho potuto dividere la mia infanzia con Lui se non che per brevissimi istanti:

Rinti un maschio di Pastore Tedesco. Ricordo Rinti nei primi giorni a casa: un cucciolo dal manto molto scuro, si divertiva a morderci i piedi – miei e di mia sorella – e più scappavamo, più lui ci rincorreva; più urlavamo, più lui si divertiva; ricordo le fughe sul letto e le notti insonni… guaiva… forse si sentiva solo… non gli era permesso di dormire con noi, però poteva stare in soggiorno… ma la solitudine non può essere colmata da una bella stanza, così, per tutto il tempo in cui rimaneva lì, si lamentava, ogni minuto sempre più forte, finché mamma non si alzava e andava a cullarlo.
Di Rinti non ho altri ricordi se non alcuni frammenti di attimi, che le foto mi confermano, in giardino ad Ostia… credo che quelli siano gli ultimi momenti passati con lui, Rinti non ha fatto parte della nostra famiglia per molto tempo.

Linn una femmina di Pastore Tedesco. Di lei ricordo anche meno. Ancora più scura di Rinti ma molto più tranquilla. Ho nella mente alcune immagini di Linn appena arrivata, alloggiata nel grande terrazzo del nostro appartamento… poi dopo alcuni giorni, la ricordo nel giardino della casa al mare… le mie mani immerse nel suo pelo nero… e lei che va via… in un’altra casa.

York un maschio di Pastore Tedesco. Aveva i colori del mitico Rin-tin-tin, il divo della televisione. Era buono, molto affettuoso. Amava stare sdraiato accanto alla finestra della sala… ed io dall’altro lato… lui fuori, io dentro.
Lo rividi alcuni anni dopo nel giardino di un amico di papà… non ricordo se mi venne incontro o no, non ricordo se voleva venirmi incontro e non poteva, non ricordo altro… solo un gran dolore… per come conosco ora i cani, non posso che confermare quel dolore… il distacco da quello che credi il tuo mondo è la cosa più amara che si possa vivere.

Muna una femmina di Schnauzer- Gigante. Con Muna per fortuna ho potuto vivere dieci anni… stupendi!
Quando arrivò a casa avevo quindici anni e lei non era altro che un orsacchiotto nero. Ricordo ancora come se fosse adesso, il primo incontro. Erano le otto di mattina di un giorno scolastico; esco di casa; prendo l’ascensore; arrivo al piano terra; apro la porta di quell’attrezzo infernale che funzionava una volta su dieci – otto piani non sono uno scherzo, soprattutto quando li devi fare in salita – e chi ti trovo davanti a me?!… un signore con una meravigliosa cosa pelosa che si poggiava con tutta la sua pancia sulla manona dello sconosciuto. “Muna” urlai. Non avevo dubbi sul fatto che fosse lei. Sapevo che papà ci stava preparando una sorpresa, ma non sapevo quando sarebbe arrivata. Nel mio modo di esultare credo di aver impressionato non poco quel signore, senza chiedere più di tanto – potevo benissimo sbagliarmi, non abitavamo solo noi nello stabile, ma sfido chiunque a deludere uno stato euforico come il mio, non poteva dirmi altro che “si, è lei” – lo invito a salire con me – avrei fatto tardissimo a scuola ma non mi importava niente, già non è che l’amassi tanto la scuola e ogni scusa era buona per non andarci, ma dopo quell’incontro come potevo andar via, aspettare ben cinque ore prima di tornare a casa dalla mia Muna, no, non era possibile, sarei entrata un’ora più tardi, avevo una stupenda giustificazione.
Non ricordo se a casa c’erano ancora papà e mia sorella o se erano già usciti per andare in ufficio lui a scuola lei – è sempre stata molto diligente mia sorella, per nulla al mondo avrebbe perso un giorno di scuola, l’ho sempre ammirata molto per questa sua coscienziosità – di sicuro, però, c’erano mia madre con il mio fratellino piccolo.
Muna. Non capivo nulla di cani, ma li amavo più di qualsiasi altra cosa al mondo. Questa volta nulla avrebbe interferito sulla sua permanenza in famiglia, ormai ero abbastanza grande, non mi si potevano più raccontare tante frottole.
Muna mi accompagnò per tutta la stupida crescita di adolescente, e mi seguì anche quando cominciai a muovere i primi passi nel mondo del lavoro.
Anche se non mi trattava con molto rispetto, non mi importava ‘un fico secco’… ero la sua compagna di giochi, la sua riserva inesauribile di cibo, il suo cuscino… con lei ho diviso le mie fughe dalla realtà e le sue fughe da me che la chiamavo… poter rincorrere un leprotto fantasma o la voce del vento, era per Muna più forte di qualsiasi richiamo… amavo la sua espressione goliardica quando si fermava un istante a riprender fiato: la lingua penzoloni da un lato della bocca, le orecchie larghe in posizione di riposo, il respiro forte… approfittavo di quel momento per cercare di catturarla, mi avvicinavo piano e quando le ero ad un tiro di guinzaglio… invece di prenderla, la spronavo a scappare ancora, via di nuovo a correre a perdifiato, era la mia unica espressione di libertà… in lei mi sono sempre identificata: voglia di libertà… purtroppo la coscienza di non poter osare di più mi portava a dover interrompere sempre troppo presto quei magici momenti.

Muna: fra Paolo e me già esisteva una profonda amicizia…
Muna ha vissuto l’inizio della nostra storia.

Paolo e il Mondo Cane -

La mia storia con il mondo del Cane, ha inizio nel settembre del 1986.
“È una mattina come un’altra, il lavoro di DJ mi tiene fuori casa tutta la notte e al mattino, con gli occhi appiccicati a causa dei fumi vaporizzati nel locale, la mente offuscata dal sonno e i vestiti impregnati dell’odore smielato di profumi e cocktail, mi appresto a rincasare.
Dopo un paio di giri dell’isolato finalmente trovo un posto per la macchina a pochi metri dal portone, a quest’ora non se ne parla proprio di parcheggiare a distanze che superino i dieci passi, già non sono mai stato un camminatore, alle cinque del mattino poi, i piedi li ho più piatti di Paperino.
Prendo dal cruscotto l’ultimo pacchetto di Marlboro, afferro la chiavi di casa che puntualmente mi cascano sotto il sedile, mi chino per recuperarle frugando fra le cartacce e Dio solo sa cos’altro, fra me e me mi ripropongo per l’ennesima volta di portare a lavare la macchina e, finalmente riesco ad uscire da quel trabiccolo super molleggiato, una lussuosissima e costosissima Rover 3500 V8, acquistata dopo aver preso la triste decisione di rottamare la mitica FIAT 127 Top…
Arrivato al piano, uscendo dall’ascensore, sento un ringhio sordo provenire dalla parte interna della porta di casa, Marcella è tornata, ho pensato, e il suo cane è con lei. Mia sorella crede che il suo Dobermann sia un mansueto cuccioletto del peso di 20, 25 kg. e invece è una sonora rompiscatole lunatica che quando decide di fare’’ il cane da guardia’’, ti puoi anche impiccare ma tu da quella porta non entri.
E così è stato. Ebbene si, mi rode ammetterlo, ma Crazy mi ha tenuto fuori, finché la dolce sorellina non si è svegliata. Ho dormito tre ore rannicchiato sullo zerbino.

Qualche giorno dopo, ho avuto la malaugurata idea di raccontare la scena alla mia amica di sempre, Barbara, d’altronde non le ho mai nascosto niente, conosce di me ‘’vita morte e miracoli’’, perché dovevo tenerla all’oscuro di questa situazione?!... perché non facevo un soldo di danno!... mi ha preso in giro per tre giorni!!
Cosa mi avrà detto la testa quando l’ho incontrata, di farne la mia confidente, proprio non lo so. Beh, comunque, risate e battute sarcastiche a parte, decido di prendermi una rivincita e la porto a conoscere Crazy. Altra stupidaggine: Barbara è la compagna bipede di una femmina di Schnauzer Gigante che non mi ha fatto entrare in casa, un pomeriggio in cui ,l’amica folle, mi ha chiesto di fare un salto in appartamento a penderle, boh, non mi ricorda neanche cosa… ‘Tu chiamala da fuori, e vedrai che non ti dirà niente’ eehh ho visto infatti! … mai fidarsi delle donne ricordatelo, mi sono detto.

Tornando alla Dobermann, ho racimolato un’altra brutta figura.
Arrivati sul pianerottolo di casa, Crazy ci ha sentito e, come da manuale, ha ringhiato. Il mio animo un po’ incosciente e un tantino perfido mi ha spinto ad aprire ed ecco che, Barbara se ne esce con una delle sue vocine smielate… non è passato un secondo che le due femmine erano lì davanti a me a farsi complimenti e a darsi bacetti come se si conoscessero da sempre.
È stato deprimente per me … da maschio orgoglioso quale sono, già ero pronto a richiudere al volo la porta per evitare ‘’il peggio’’, e invece la dentata, cioè la coltellata, me la sono data d solo … che onta!!!

''Forse anche il domatore di Leoni, che mette la testa nella bocca spalancata del re della giungla, quando era ancora adolescente, aveva paura dei Gatti!''

Dalle esperienze, dalle avventure, dagli studi,
dai mille e più pensieri notturni, dalle mille e più domande diurne,
un estratto di nozioni sulla Vita con il Cane.

A bordo del Nissan Vanette ... partiamo alla volta della campagna insieme a: lavatrice, frigorifero, brandine, ciotole e il Cuore della Famiglia: Cristina, Alfa, Arek, Gilda, Thika, Attila, Trilli, la Gattina Isabeau e suo figlio Ginger. Felici, speranzosi, forti di un amore più grande della passione, uniti in un Branco tanto strano quanto vero, iniziamo un fantastico viaggio che ancora non è finito.

Spirito di avventura e tanta fantasia ci hanno accompagnato fin da subito. E forse senza una buona dose di follia pronta a condire tutto, non ce l'avremo mai fatta.

La nuova casa era completamente da rifare; per mesi ci siamo trovati a pregare che non piovesse mai perchè dormivamo all'aperto, riparati solo da un balconcino del piano alto, sotto il quale avevamo posizionato il frigorifero, la macchina del gas e le due brandine. Insieme ai nostri Cani e ai due Micetti, abbiamo vissuto un po' lo stile dei ''barboni'' ma, guardando verso quei ricordi, non ne cambiaerei una virgola. La mattina ci adoperavamo ad organizzare e sistemare il giardino al fine di renderlo operativo (soprattutto con le recinzioni); due muratori, un elettricista e un idraulico si occupavano di casa (il loro ''aiuto'' durà circa 10 giorni, dopodichè decidemmo - Paolo ed io - di occuparci anche di quello che facevano loro perché, seppur non avessimo tanta esperienza, sicuramente avremmo fatto prima e meglio ...!). All'ora di pranzo scendevamo a Roma a lavorare, e alla sera si rientrava.

Ad aspettarci a casa c'erano: Cristina, Attila, Trilli, Isabeau e Ginger.

Attila e Trilli trovatelli adottati e riadottati.
Attila un maremmano con i colori e il cuore di un pastore tedesco, del peso approssimativo di 50-60 chilogrammi (nessuno mai ha avuto il coraggio di metterlo su una bilancia).
Fu preso in affitto insieme al terreno della scuola-pensione dove abbiamo iniziato a muovere i primi passi nella cinofilia. Quando arrivammo Attila era già offeso all'anteriore destro (spalla pluri-fratturata).
Si diceva fosse il capo incontrastato dei Cani del circondario; si parlava di lui come di uno spirito libero, non gli resistevano recinzioni, cancelli e catene, per cui girava a suo piacimento nell'area antistante la scuola.
Capitava spesso che la mattina venivano trovati Orfanelli legati alla porta di entrata, fra questi Trilli: una cosina volpinoide con impronta terrier. Appena rimessa dalle condizioni precarie (fisiche e psicologiche) in cui fu trovata, divenne la controparte di Attila.
Per un breve periodo si unì a loro anche un Gattino, "Minimo" , che allevarono come il loro cucciolo, tanto che dopo poco tempo il Micetto soffiava ai suoi simili e faceva le fusa ai Cani.
Quando ci trasferimmo il Felino non c'era più, e Attila e Trilli ci erano entrati nel cuore, così li portammo con noi.
Cristina, che già aveva avuto modo di conoscerli alla scuola, fu molto contenta di ritrovarli a casa.
Trilli prese subito possesso di tutto ciò che era morbido e vicino alla cucina; Attila, assaporando i profumi della famiglia si trasformò con noi in un enorme peluche e in un guardiano coscienzioso. Ricordo quando immobilizzò un cacciatore, entrato in giardino per recuperare una preda uccisa, intrappolandolo in un angolo con il solo sguardo. La nostra attenzione fu richiamata dall'abbaiare incessante di Trilli. Al nostro arrivo si sedettero ed aspettarono che il malcapitato andasse via. Più nessuno ha avuto il coraggio di entrare.
Amavano abbuffarsi di albicocche e dormire all'ombra degli ulivi, di uno in particolare situato al centro del giardino, dove Attila al richiamo di Trilli poteva controllare tutto alzando solo la testa, ed è lì che ci piace ricordarli con la loro amica Cristina.
http://www.stellagrigia.eu/curiosita/attila_trilli.htm

Isabeau e Ginger Lei una meravigliosa tartarugata e Lui un particolarissimo rosso. Facevano parte della schiera di Gatti che sostavano nella stessa scuola di Attila e Trilli. Al contrario degli altri però, Isabeau una casa ce l'aveva ma...come sempre: è tanto facile dire di si e ancor più facile è liberarsi dello ''sbaglio''. Polemica a parte, anche per Isabeau, che poco prima della nostra partenza aveva avuto dei cuccioli (solo 1 rimasto vivo), preparammo una tanetta e ...via ... lontano da tanta falsità.

A casa, avevamo allestito per loro, una grande voliera per farli stare al sicuro quando in giardino c'erano Alfa, Arek, Gilda e Thika; mentre erano liberi di andare dove volevano quando invece c'erano Attila, Trilli e Cristina. Di notte erano i sovrani del territorio, e a noi faceva molto piacere vederli correre da una parte all'altra del giardino e saltare su ''questo o l'altro'' albero. Per loro fu una pacchia fino a che Ginger non si imbattè in una Volpe. Con il Selvatico non è facile avere la meglio e una mattina trovai Ginger stranamente silenzioso e ''fermo''. Aveva delle ferite interne da film dell'orrore. Per fortuna era ''rosso'' , e la sua prverbiale ''determinazione'' lo salvò! Dopo 15 gg. dall'operazione era di nuovo lui, anzi no, era lui ma sembrava il Fratello grande per quanto era più tranquillo ...probabilmente la paura fu davvero tanta ...tanto da farlo diventare quasi un Gatto di casa.

Isabeau ha tenuto a battesimo praticamente tutti i nostri Micini raccattati qua e là o tuffatisi personalmente dentro il giardino, alla bramosa ricerca di cibo e riparo. La regina chiuse gli occhi all'età di 24 anni senza aver visto mai il veterinario se non negli ultimi mesi quando le fu diagnosticato un problema ai reni. http://www.stellagrigia.eu/curiosita/micetti.htm

... Gli altri ''Fanciulli'' venivano con noi perchè erano un po' troppo ''vivaci'' per restare in una situazione non ancora pienamente efficiente. In più, ci aiutavano nel lavoro.

Cosa vuol dire: essere aiutati nel lavoro?

Sciogliamo un terribile frainteso che vive nelle teste di chi crede che il Cane felice sia solo quello che va al parco a giocare con gli amichetti e, una volta rientrato a casa, non ha altro desiderio che non sia quello di mangiare e di andare a dormire, eccezion fatta per una uscitina serale, giusto il tempo per fare ''due gocce d'acqua'' - occupazione più, occupazione meno (ossia: possibili intervalli di giochi con i familiari che ''di interattivo'' hanno solo una pietosa meccanizzazione!) - ed entriamo nel vivo della coscienza di un Cane.

Innanzitutto: Chi è il Cane?

La prima cosa che l’uomo dovrebbe approfondire per conoscere il Cane è la sua evoluzione.
Nato per mano dell’uomo, che ha accolto probabili soggetti singoli in cerca di cibo, forse, o forse soltanto curiosi (vedi video sul Lupo Artico di David Mech e Jim Brandenburg dal minuto 32.47 https://www.barnesandnoble.com/w/dvd-national-geographic-white-wolf-richard-kiley/3914257), o feriti (dubbi che non risolveremo mai, vista la lontananza del periodo dell’accaduto), ecco che nell’arco del tempo, in più zone della Terra abitata da entrambe le Specie ‘’Lupo e Uomo’’, ci fu l’avvicinamento, la conoscenza più approfondita e la nascita di una lunga storia collaborativa. Da evidenziare come i soggetti delle diverse sottospecie, hanno sicuramente dato la prima impronta sulle diversità di quelle che un domani si sarebbero chiamate ‘’razze’’. Facile l’osservazione che certifica come ogni Animale, Pianta e Roccia, si adegui alla vita del luogo ospitante, migliorando nelle sue caratteristiche, per ottimizzare la propria vita (Legge Naturale).
Generalizzando sull’origine del Cane, si è identificato il suo predecessore nella sottospecie ‘’Canis Lupus Familiaris’’; erroneamente si è pensato che si trattasse di soggetti con caratteristiche simili solo dal punto di vista biologico, come accade per la classificazione di tutte le altre sottospecie, e che fosse perciò una sottospecie ben precisa. Essi in comune avranno anche delle particolarità biologiche, ma non solo quelle. L’avvicinamento all’uomo, non è avvenuto solo in una parte del Globo, per cui sotto questa effige, vanno inclusi tutti i soggetti che hanno avuto il contatto e che poi, dall’uomo sono stati trasformati nei millenni per avere l’Animale DOC!
Il Cane è una derivazione di una derivazione di una derivazione, dei vari singoli raggruppati in quella sottospecie. La variazione ha avuto bisogno di secoli, millenni, e poi, a un certo punto, ecco arrivare i primi veri Cani.

Interessante leggere in questo link, uno studio che avvalora la nostra teoria.
http://archive.archaeology.org/1009/dogs/index.html?utm_medium=email&utm_source=flipboard

Selezionando nei vari passaggi, le caratteristiche della personalità dei soggetti che più si addicevano ad un determinato lavoro (fisico e mente si adeguano al territorio dove i soggetti dimorano per vivere in armonia con l’ambiente – è una specializzazione della selezione evolutiva – l’uomo ha scelto fra tali caratteristiche senza trascurare la docilità e la duttilità degli individui), ecco che anni e anni e anni dopo quel primo magico incontro, nasce il Cane così come lo conosciamo noi.
Le diversità caratteriali e fisiche sono l’una lo specchio dell’altra, e ancora oggi è possibile dare dei tratti specifici guardando l’aspetto dell’Animale senza averlo dovuto vedere lavorare prima.

Alcuni sciocchi pregiudizi comportamentali della nostra epoca, vogliono nei Cani, l’annientamento di alcune caratteristiche che la Natura prima (nel loro PapàLupo) e l’uomo poi, con molta molta fatica hanno selezionato; più di tanto però, o per fortuna, non si potrà mai fare, perché per quanto il Cane possa essere nato in laboratorio, possiede pur sempre un’Anima selvatica.

Interessante leggere in questo link, sullo studio avviato da Konrad Lorenz, che avvalora quanto appena scritto.
http://www.stellagrigia.eu/articoli/neotenia.htm

continua a leggere ''Progetto Cane Lupo''

Il Cane, un Animale sociale.

Per Animale sociale si intende un essere vivente che trova ragione di vita solo nell’ambito di una comunità.

Non tutti gli esseri sociali riescono a vivere in contesti di comunità multiple (provviste di più specie animali), il Cane si, ma il concetto di socialità per il Cane non è ‘’vivere in una comunità fatta di tante famiglie’’ come può essere per l’essere umano, è altresì il ‘’vivere nella propria comunità’’.
Esiste una grande differenza fra il vivere nelle comunità e il vivere nella propria comunità.
Per il Cane esiste il piccolo mondo del Branco/Famiglia, quel meraviglioso piccolo mondo nel quale tutto si svolge per il bene di Esso, e dove esiste un senso di collaborazione e di attaccamento che permette ai soggetti che lo compongono di raggiungere un perfetto equilibrio sociale.
Con questo non dobbiamo pensare però che il Cane non possa vivere in un luogo dove sono presenti più comunità, ma dobbiamo pensare che per lui ‘’uscire da casa’’ vuol dire ‘’andare fuori dalla tana insieme alla Famiglia’’ … fare, disfare, agire, operare, giocare, passeggiare, lavorare, ‘’vivere’’ con Essa e in Essa come è nell’ambito della tana così anche fuori.

Egli vive nella Famiglia e per la Famiglia.

Questo concetto ha un significato molto profondo che trova la sua radice/origine nell’attaccamento.

L’Attaccamento - Fin dal momento della nascita, si crea fra Madre e Figlio, un legame che diventa sempre più saldo, ... leggi tutto l'art. ''Il Cane è un Animale sociale'' presentazione del libro ''DIARIO - Similitudini fra Cani e Lupi - Illuminanti Riflessioni'' - *Il comportamento – nascita ed evoluzione* - studio sul linguaggio naturale del Cane - l'importanza di saper leggere per comunicare con semplicità.

Come scoprire le necessità del Cane, come instaurare con lui un rapporto che parli di Famiglia, di collaborazione della Famiglia, di conoscenza e rispetto dei componenti della Famiglia?!

Lo Sport ci ha aiutato a capire la naturalità del Cane

Per arrivare a comprendere il nostro percorso dobbiamo tornare nuovamente indietro, al tempo dei primi passi con Cristina, Gretel, Alfa, Gilda e Arek, in un crescendo di esperienze con tutti gli altri nostri meravigliosi Figli.

LO SPORT COME FONTE DI ESPRESSIONE PERSONALE ED EDUCAZIONE SOCIALE

Lo Sport è una delle attività più importanti, a livello personale e sociale, che un Individuo possa praticare per affinare la propria crescita fisica e psichica in perfetto equilibrio.
Nello Sport, se la scelta della disciplina seguita non è condizionata da altri all’infuori di noi stessi (della nostra volontà), abbiamo la possibilità di esprimerci per quel che siamo e, senza veli, possiamo mostrarci nella maniera più spontanea e naturale.
Tramite lo Sport, educhiamo la nostra speciale ‘’nota distintiva’’ – quel particolare ‘’nonsoché’’ che ci differenzia, e fa di noi un Elemento unico – al fine di poterla esprimere senza danneggiare la nostra ‘’figura’’ (senza farci del male) né quella di coloro con cui veniamo in contatto,
Lo Sport ci educa nel rispetto delle regole (regolamento peculiare della disciplina scelta), nel rispetto verso coloro con i quali condividiamo la passione (fornendoci quella particolare educazione, durante l’allenamento, che ci insegna il significato di collettività – comunicazione e collaborazione); ci educa nel rispetto delle norme sociali che impongono giustamente un limite d’azione dando un tempo e un luogo per poter entrare in ‘’gioco’’, come anche un tempo e un luogo dove saper attendere, e un tempo e un luogo dove non sarà possibile esprimerci in maniera completa bensì educati alla circostanza (senza per questo però, infliggerci un comportamento castrante, diverso solo come intenzione, tensione ed eccitazione).
Lo Sport ci unisce e ci fortifica sia caratterialmente che socialmente, lo Sport ci appaga nell’intimo e ci dà la possibilità di partecipare ad iniziative solamente distensive o importanti in quanto utili al pubblico ufficio. Ci impedisce pertanto di cadere nei viziosi meandri della frustrazione e della depressione, poiché anche se solo per un tempo limitato o in una forma circoscritta, possiamo essere noi stessi in pieno appagamento, esprimendoci educatamene per quel che siamo e non per quello che gli altri ci impongono di essere.

- Dignità, rispetto fiducia stima sacrificio impegno valore della sconfitta e della vittoria conoscenza del negativo e uso del negativo come spinta per risorgere o migliorare, tutto questo lo possiamo trovare nello Sport. - e non solo questo …

Nel rispetto del Cane e di quel che è, attraverso lo Sport le persone imparano a guardarlo sotto il suo vero aspetto: Individuo, Amico, Compare, Fratello.

Lo Sport rappresenta per noi e per il nostro Cane, una scuola di vita.
E come per noi è indispensabile andare a scuola per imparare l’a, b, c, al fine di educare la nostra modalità comunicativa, il nostro comportamento a livello sociale, al fine di imparare le basi del ‘’sapere’’ per meglio affrontare l’esterno e meglio interagire con il prossimo, e al fine di trovare l’indirizzo che più ci permette di essere chi siamo, così anche per loro (per i Cani) dovrebbe essere. Sfruttando la saggezza inclusa negli insegnamenti dello Sport, i Cani potrebbero vivere la nostra stessa esperienza per crescere in equilibrio, fiduciosi in loro stessi e sicuri nella Famiglia (appagati nella certezza di se e della collaborazione).

… la scuola come istruzione di vita, educa e completa gli Individui.

Lo sport con Fratello Cane

Lo Sport come scuola per accrescere la sicurezza e la conoscenza fra Cani e uomini (i componenti della Famiglia); come istruzione affinché sia possibile acquisire la coscienza di se e si possa educare la singola peculiarità nell'equilibrio. Lo sport per non soffocare o lasciare in balia di se stesso un Infante che vorrebbe vivere in collaborazione e invece vive in una strana forma/ampolla di solitudine. Lo Sport come espressione dell’io. Lo sport per recuperare deficit psichici dati da esperienze che hanno insegnato una reazione sbagliata compromettendo la crescita. Lo sport nel rispetto delle razze e dei ruoli (rispetto degli individui). Lo sport per insegnare all'uomo un'apertura sociale nell'accettazione della diversità.

Le razze sono caratterizzate dalle loro diversità fisiche e psichiche. Questo ci dice quanto sia importante relazionarci con i vari soggetti, per alcuni versi in maniera similare, e dissimile per molti altri, adeguatamente alla situazione/circostanza/individualità. Spesso noi umani non ci rendiamo conto dell’importanza di queste diversità e, sposando una teoria di crescita, ci comportiamo con tutti nello stesso modo.
Lo Sport, ci aiuta a conoscere, a capire, a vivere in un modo più idoneo il rapporto con il nostro Compagno Cane. Lo Sport ci aiuta a svelare le peculiarità della razza a cui appartiene (se è un mix, ci aiuta a capire le diverse caratteristiche delle razze che in lui sono comprese e quale fra loro è quella che spicca maggiormente), e ci aiuta a capire la sua specifica individualità.
Lo Sport non è solo competizione, anzi … lo Sport è soprattutto educazione. La nostra educazione a capire come crescere il nostro Amico e la sua educazione ad interagire con il prossimo senza soffocare il proprio ‘’io’’ ma senza per questo ostentandolo senza equilibrio.

Lo Sport è anche un magico qualcosa che ci permette di recuperare i tanti danni che ignorantemente gli procuriamo. ... leggi tutto l'articolo sulla Sport

Come siamo cresciuti nello Sport

I nostri Cani Sportivi e le loro specialità caratteriali educate ed espresse con l'aiuto e attraverso (anche) le discipline sportive

VIDEO 1 - Quattro passi con le mie Stelle
VIDEO 2 - I nostri Cani Sportivi
VIDEO 3 - I nostri Cani Sportivi 2
VIDEO 4 - Heelwork to music
VIDEO 5 - 25 anni di Agility
VIDEO 6 - Divertirsi - Le discipline sportive
VIDEO 7 - Le condotte Lupine
VIDEO 8 - Estate 2012: Armonia della condotta
VIDEO 9 - Lo Slalom
VIDEO 10 - Andare incontro al Cane e non contro

Alcune note sui nostri ‘’Atleti’’
Eccoci tornati al momento in cui, da conoscenti di una marea di
''idiozie'', ossia detti popolari in merito ai vari comportamenti del Cane e di tutti i perché e per come (un Cane) vive talune esperienze patendole o gioendone, diventiamo’’Apprendisti Stregoni’’.
Le mie cavie, sono le povere Cristina e Gretel. La cavia di Paolo è Alfa.

A settembre del 1989, inizio le prime rudimentali lezioni di obbedienza con Cristina. L’A,B,C del mondo cinofilo.
Cristina - non era un Cane disubbidiente, non aveva quindi bisogno di un corso scolastico, ma guardando (io) i ragazzi della scuola che si allenavano con i loro Pastori Tedeschi e Dobermann, tutte le volte che andavo a riprenderla all’ora di pranzo tornando dagli archivi (uno dei lavori che facevo a quel tempo), beh, ero come rapita da quello che vedevo, tanto da entrare in una sorta di ipnosi dipendente… sapevo che con Crissy non potevo fare certe cose (e nemmeno ci pensavo), però, piroettare qua e là nel campo di lavoro seguendo i ritmi delle marce, forse forse non era proprio una cosa azzardata e forse sarebbe piaciuto anche a lei
:D
Cristina,
dopo aver iniziato la scuola con l’insegnante, nel momento in cui aveva appreso i pochi esercizi necessari per poter far subentrare me, cominciò piano piano a condurmi in questo settore. Già dopo le prime lezioni ero totalmente fuori di testa e viaggiavo fra emisferi paralleli … avevo trovato la mia dimensione, la mia forma espressiva, stavo dando corpo a tutte quelle fantasie che ogni tanto si affacciavano dentro di me e poi riscappavano ‘’nella tana’’. Finalmente avevo trovato, con i Cani, il mio ‘’essere’’.
Cristina fu un’insegnate particolare. Con lei non potevo e non volevo pretendere, e lei se ne approfittava come pochi! … il percorso intrapreso, fu così un po’ meno facile, ma proprio grazie a questo, fu per me permeante tutto quello che piano piano apprendevo. Il top dell’impossibile lo raggiunsi facendo il corso di Agility da Perla. ‘’Piroettare’’ e ‘’saltare’’ ogni tanto, per Cristina era divertente, ma più di quel ‘’ogni tanto’’ non andava.
- Non potevo mollare, non potevo chiedere a Crissy più di quello che mi dava, e volevo andare avanti … in comune avevamo una gran testardaggine, però lei era una testona Figlia dei Fiori, io lo ero all’opposto e avevo un’energia al di sopra della righe… cominciai così a cercare di capire cosa potesse interessarla, come poterla indirizzare verso la collaborazione, come farle capire e apprezzare la bellezza di una corsa/rincorsa insieme. Tanto ardore ci misi che alla fine la convinsi a darmi retta per alcuni minuti, quei pochi che ci volevano per affrontare un percorso. Non eravamo certo una gran bandiera da sventolare, ma a nessuna delle due importava (a lei meno che a me
:D ). Nel nostro piccolo, ci industriavamo fra qualche salto e qualche ostacolo tecnico, saltavamo e correvamo quel tanto che bastava per fare qualcosa insieme e per ''tenerci in forma'' ...sicuramente non ci annoiavamo e facevamo tutto senza stress (per noi era un po' come la musica ''New Age'' che, se non rilassa, comunque non nuoce :D ... ) - ancora qualcosa di Cristina sul Diario dei nostri Pastori Tedeschi e Risultati sportivi

Paolo invece era preso da questo sport (l’Agility) quanto forse lo ero io dall’Utilità e Difesa.
Con Cristina azzardai anche un paio di gare… a cui partecipai per solidarietà con la scuola (cioè con Paolo) e, accompagnando i ragazzi, per solidarietà con loro.

Aprile 1983 – Livorno
Cristina ed io. La manifestazione si svolgeva nella Fiera all’aperto. Un posto molto bello, forse un tantino assolato… il ring di agility ospitava degli attrezzi bizzarri quanto i nostri costruiti da Paolo – alcuni ostacoli erano veramente improponibili – ma la cosa più bizzarra di tutte, era il giudice. Di fresca nomina, non aveva molta dimestichezza con il regolamento. Le zone di contatto erano valide, per lui, quando non venivano toccate – ricordo l’euforia di un concorrente il cui Cane non le facevo mai, neanche con le zampe impiastrate di colla – e lo slalom era (sempre per lui, il giudice) un ostacolo da eliminare, in quanto troppo difficile. Per quel che riguarda la mia gara – un disastro – venni esortata ad uscire quando la vivace Cristina (annoiata da quegli ostacoli messi in un ordine non congeniale alla sua logica) decise di affrontare lo slalom con la sua proverbiale flemma – nel vederla così poco vivace, il giudice mi eliminò in quanto, in quel particolare ostacolo, non avevo il Cane sotto controllo… fra i punti interrogativi che mi apparsero in faccia, chiesi: ‘’e per tutto il resto del percorso allora?!? Cristina ha fatto esclusivamente quello che voleva… e solo adesso che l’ostacolo richiesto lo fa, seppur lentamente, Lei (il Giudice) mi elimina per mancato controllo?!? MAH!!!’’ ... uscii dal ring festeggiando con la mia Cristina, un numero incalcolabile di rifiuti e di risate, che fino a quel punto ci eravamo fatte… con noi festeggiò pure tutto il pubblico – non ho mai capito se le persone festeggiavano perché si erano divertiti nel guardare le espressioni di Cristina, oppure perché, finalmente, rendevamo nuovamente agibile il campo!?!

Game-Fair maggio 1993 ... una gara in una giornata caldissima, nell’ambito della fiera che si teneva a Bracciano, una manifestazione legata ai Cani e ai Cavalli. Io ero un po’ spaesata, troppa folla e troppo caldo (dei protagonisti primi attori neanche ne parlo, tanto quelli stanno dappertutto ;) …) Cristina invece era a suo agio come sempre; Lei non dava peso a niente, tutto le scivolava addosso come l’acqua e, anzi, nel momento in cui entrammo nel vivo del percorso da affrontare (che stavamo affrontando … cioè che io provavo ad affrontare mentre Lei un po’ mi dava retta e un po’ andava dal ‘’suo ‘’ pubblico che rideva e applaudiva!! …) sostenne la nuova situazione con estrema ‘’leggerezza e semplicità’’ … eh si! … Cristina entrò nel ring con disinvoltura, si guardò un attimo intorno e poi rivolse su di me la sua attenzione (non ci credevo ma speravo tanto che lo facesse :D :D ) rispondendo alla mia chiamata e alla ‘’preghiera’’ di accompagnarmi nel percorso :D … ogni ostacolo che superava era una grazia che ricevevo … con questo non voglio dire che non le andasse, no, Lei aveva piacere a fare quelle cose lì ma, al suo tempo e con il suo entusiasmo :D … il pubblico le faceva il tifo, e ad ogni manifestazione ‘’d’affetto e simpatia’’ Cristina rispondeva con una felice scodinzolata!!! … ad un certo punto anche Massimo Perla che era lo speaker, si mise ad incentivare il tutto! .. quando abbiamo sfidato e superaro l’ultimo salto (ormai saltavo anche io … sembravo una Rana …), Massimo se ne uscì dicendo ‘’Ringraziamo Barbara e Cristina per lo show, in verità non erano concorrenti, le hanno pagate!’’ :D:D
E così ci prendemmo l’ultimo scrosciante applauso!!! … sinceramente non sapevo se vergognarmi oppure fregarmene e godere della ‘’Bugia’’ :D :D :D

Due sole gare ma tanta inverosimile simpatia :D :D :D

Lasciando Cristina e le ‘’fatiche’’ ;) torno ancora indietro fino a novembre del 1989 - Gretel

Gretel - ‘’Ero lì, con la mia Cristina al guinzaglio, mentre guardavo i ragazzi della squadra che si allenavano. Era bello guardarli ed era bello ascoltarli (dopo l’allenamento) mentre facevano domande e si chiarivano dubbi; dopo ogni allenamento facevano il quadro della situazione e tiravano le nuove righe per andare avanti nelle fasi di educazione/addestramento delle sequenze da affrontare (disciplinate dai regolamenti di gara).
Ignorantemente non capivo granché di quello che facevano e dicevano, però lo trovavo molto molto interessante, perché seppur attraverso ‘’metodologie’’, venivano fuori espressioni dei Cani che non conoscevo se non nelle azioni dei Cani della Polizia nei film o, sempre nei film, nelle azioni dei Cani di famiglia che si industriavano in qualche magica impresa :D … Tutti sappiamo che nei film le azioni sono finte, però nella realtà certe cose accadono veramente, e i Cani ci sono nella Polizia e nelle Forze speciali! … e in tanti ci siamo sempre fatti domande tipo: ‘’ma come fanno ad insegnare certe cose ai Cani?’’ … ‘’sicuramente gli addestratori saranno bravi, ma anche i Cani non devono essere da meno!’’ … ‘’ si però, anche se i Cani possono capire al volo e vivere certe cose, ci sarà una qualche ragione che avvalora tutto il discorso?!’’ …
Ero, come tutti gli umani, ancora cretina credendo a certe favole sulle emozioni degli Animali diversi dall’uomo e sulle intenzioni che da queste emozioni derivano, però, anche se non ero neanche entrata in quel particolare settore e me ne stavo sulla porta d’ingresso a guardare,inconsapevole, speravo intimamente, di affacciarmi ad una istruzione che forse mi avrebbe indirizzata positivamente verso ‘’ALTRO’’!
Il docet vedeva in me uno strano elemento spinto da un’altrettanta strana passione che emergeva giorno dopo giorno, e fu così che mi propose di prendere una cucciola di una singolare cucciolata che era appena nata.
…per giorni non ho pensato ad altro e con Paolo non abbiamo parlato che di questo … il si era matematico che arrivasse, ed infatti ecco che: ‘’decidemmo di far crescere la nostra Famiglia!’’ <3 !

Gretel - Una femmina di Pastore Tedesco dalle linee di sangue antiche. Figlia di Cani da lavoro dell'allevamento "La Folgore Nera" di Ettore Zamperini, Gretel, cucciola di due mesi, a gennaio entrò nella mia vita e nella mia anima! Nero focata, il pelo appena appena lungo, un musino meraviglioso, un'espressione gioiosa e quanto mai fiduciosa. Gretel! … Tanto l'amavo che avevo paura di fare qualunque cosa con lei; avevo cominciato a capire quanto erano distorte le nozioni generali (che ci portiamo dietro da generazioni e generazioni) sui Cani con Cristina, e con lei non volevo ripetere gli stessi errori danneggiandola con le mie sciocchezze da sapiens. Fu lei ad insegnarmi che un Cane non bacia per amore bensì per chiedere qualcosa, che sia questo qualcosa cibo o attenzioni (forme dell'attaccamento); fu lei ad introdurmi nel mondo del lavoro e a farmi da cavia - purtroppo - per imparare a ragionare sulle tante sciocchezze che "gli altri fanno e dicono" e che tu nella tua beata ignoranza devi saper valutare... Si e come, se non sai niente? ... Fu lei ad insegnarmi la pochezza di una teoria, la stoltezza dei dottorati e l'importanza del "sesto senso".
Con Grerel tutto era facile: giocava con qualsiasi cosa, rispondeva a tutte le forme di addestramento senza fare tante domande, era solare e disponibile … e perciò in campo non avevo nessuna difficoltà e il nostro rapporto era di reciproca fiducia. Questo mi portò a credere che metodi e addottrinamento basato sul pensiero di un Animale più semplice di noi sapiens, potevano portare ad una comunione sociale perfetta. .
Gretel infatti, nella vita di tutti i giorni aveva dei comportamenti normalissimi, espressivi ed educati; era tranquilla in mezzo a chiunque e ovunque la portassi; potevo lasciarla libera in ogni dove e al richiamo rispondeva felice …
… aveva un unico grande problema, a cui nessuno dell’epoca è riuscito a tener testa purtroppo proprio perché tutti erano legati ai detti popolari e ai metodi … :(
Cominciai con il tempo a capire che attraverso lo Sport e tutto quello che ad esso era collegato, le dava serenità, ma come si usciva da quello, e soprattutto si entrava nell’intimità espressiva delle forme di attaccamento, cominciavano i problemi.
Perché lo Sport dava certezze?
Cosa sbagliavo al di fuori dello Sport?
- Lo Sport è un susseguirsi di espressioni personali e di rispetto di regole. Ognuno segue delle direttive e agisce nella sua individuale espressività.
- Fuori dagli schemi dello Sport, esistono ugualmente regole e atteggiamenti speciali che non sono i soliti dettami della convivenza ma argomenti più intimi mossi da specifiche motivazioni.
Lo Sport le dava quelle certezze e la possibilità di parlare di lei senza che i dialoghi fossero fraintesi, e io cretinamente non lo capii subito. … Purtroppo non avevo accanto qualcuno che fosse così addentro al pensiero di un Cane, da potermi aiutare ad aprire gli occhi e non a chiuderli sempre di più … probabilmente avevo bisogno di una doccia fredda di saggezza ‘’Lorenziana’’ - di Konrad Lorenz - , ma non avendo questa fortuna, i fraintendimenti continuarono fino a che un giorno non decisi di assecondare quello che vedevo e di lasciar correre su tante cose. … A lei devo l’inizio di un percorso verso un mondo molto diverso dal nostro, un mondo privo di affettazione e colmo di semplicità, carico di espressività ma non di artificiosità, collaborativo ad un livello molto innocente e perciò chiaro!

NOTA - Mai limitare quel che si osserva unicamente alle ‘’espressioni caratteriali’’ ma espandere le vedute ad ‘’altre espressioni’’ pensando, inoltre, che se si ha di fronte un Essere Vivente solare e sicuro in certe situazioni, se in altre mostra atteggiamenti di insicurezza, sta solo chiedendo cosa deve fare!
A Gretelina devo un Grande Rispetto e Amore! -
ancora qualcosa di Gretel sul Diario dei nostri Pastori Tedeschi

Ed eccoci arrivati alla più massiccia fra le figure atletiche: Alfa!

Alfa - 1990, docet, insieme a sua moglie e ad un’allieva della scuola, nonché cara persona con la quale siamo diventati molto Amici, partono alla volta do Oberweser, per andare a prendere Arek e Akf Vom Grauen Stern, due Cuccioli della prima Cucciolata dell’allevamento, Figli di Dolly Wildbachtal e Neuman’s Yanko, i quali daranno alla luce una seconda cucciolata ugualmente fantastica! … Mentre sono lì, si inebriano di quella Cucciolata tanto da parlarne ininterrottamente al loro ritorno a casa … Paolo rimane folgorato dalla descrizione di una femminuccia nera come la pece e brillante come se avesse mangiato argento vivo :D… tempo dieci minuti e la nostra Famiglia era cresciuta di un ‘’letto’’ <3 !!!

Dal Diario dei nostri Pastori Tedeschi – ‘’Ancora ricordo quel giorno verso la metà di settembre del 1990 … Alfa era partita la mattina presto da Oberweser, una cittadina tedesca ai confini con l’Olanda, e dopo uno scalo a Francoforte era arrivata, nel pomeriggio, all’aeroporto di Fiumicino (Roma)… una palla nera come la pece che, uscita dal trasportino nel quale aveva viaggiato per dodici ore, si diede una bella stiracchiata, fece una lunga pipì e saltò fra le mie braccia .. da lì a poco eravamo a giocare sul piazzale dell’Aeroporto; sembrava fosse appena uscita dalla sua cuccia come se il viaggio fosse durato 5 minuti!. … e sembrava che ci conoscessimo da sempre!!!’’

Già in quel incontro all’Aeroporto, fra loro nacque qualcosa di speciale! …
Questo li ha portati a vivere un po’ tutta la loro vita in maniera molto particolare, e seppure fra loro non ci fossero assolutamente problemi, alcuni problemi Alfa li aveva, ed erano con i suoi simili. (
leggi anche sul Diario dei nostri Pastori Tedeschi e Risultati sportivi), … lo Sport l’ha sicuramente aiutata a superare quelle incertezze che la facevano agire oltre le righe, perché attraverso le richieste di Paolo e il lavoro che svolgevano come binomio, Lei trovava in Lui e nelle loro attività insieme, la soluzione - protezione e discernimento delle situazioni e, logicamente, delle motivazioni per cui alcune azioni si attivano, non confondendo così i segnali che le arrivavano; nonché, la distrazione dall’attenzione verso quel qualcosa che la aveva traumatizzata all’età di 4 mesi.
Con Alfa, Paolo ha rotto il ghiaccio con le discipline sportive, iniziando dall’Utilità e Difesa, passando poi all’Agility e tornando a fine carriera all’Utilità e Difesa.
Il nero del suo mantello, le dava quella classica vena folle caratteristica di tutti i soggetti con la colorazione come la sua; in termini tecnici il temperamento la portava ad avere una elevata spinta che le permetteva di ‘’fare’’ e ‘’fare’’ e ‘’fare’’, per cui sia nelle fasi di obbedienza che in Agility, era ‘’esuberante’’ e potente (vista anche la sua mole da non sottovalutare ;)…), e nella fase di ricerca, fra curiosità, brio e piacere di trovare delle conferme appetitose, non si faceva lasciare indietro da nessuno (in IPO 3 ha concluso la pista con 98/100 punti!!!); in attacco era un vero predatore che all’occorrenza non disdegnava la lotta finalizzata però non alla conquista bensì all’arresto dell’azione! - questo fu un grande insegnamento che ci permise di cominciare ad essere più osservativi sulle differenze espressive delle intenzioni (ossia le motivazioni che generano le azioni) -;

Lo Sport mette in luce chi sei, chi è il tuo Compagno e chi/cosa siete insieme. Completa gli Individui e le Coppie fortificando attraverso l’educazione delle peculiarità caratteriali.

Dopo un lavoro i preparazione di circa un anno, Paolo e Alfa cominciarono le competizioni sportive insieme a Stefania e Alf (lei è la cara Amica che, insieme a docet et moglie, andò in Germania a prendere i cuccioli).
Alfa e Alf avevano 16 mesi quando, con Paolo e Steafnia, hannoebuttato in Lavoro nella prima classe, e storici rimarranno sempre i loro tre avviamenti accompagnati dall’inseparabile ‘’Trottolino Amoroso’’.
Sinceramente credo che Paolo e Stefania volessero raggiungere un record di punteggi mai toccato fino ad allora: 100, 100, 100… altrimenti non mi spiego il perché di tanta ostinazione nel fare l’Avviamento… personalmente ero abbastanza stufa di vederli nella ripetitività di quelle sequenze e non sopportavo più quella canzone, per cui, visto che ero il loro portafortuna, li minacciai di abbandonarli … finalmente smisero.
Velocemente, prepararono il primo brevetto, ma il caso volle che in quel lasso di tempo, Paolo conobbe l’Agility e se ne innamorò.
Dopo il primo brevetto di lavoro, lui e Alfa si tuffarono nell’Agility, mentre Stefania continuo ''Lavoro'' con Alf.

Per quel che riguarda le competizioni di Agility, il loro grande debutto su ad Ancona.
Per rompere il ghiaccio, si misurarono nella classe più semplice: debuttanti large, e la vinsero - risultato 1° classificato; subito dopo affrontarono il 1° brevetto large, e vinsero anche questo - risultato 1° classificato; ed infine, sostennero la gara Open che racchiudeva le classi junior e senior in un’unica classifica. … e si aggiudicarono il 4° posto.

Alcuni ricordi di quel giorno -''La gara si svolgeva alla Fiera. Appena arrivati, scoprendo che la competizione si sarebbe effettuata al chiuso su pavimentazione in moquette, eravamo un tantino preoccupati, Alfa non conosceva il fondo di moquette, come avrebbe reagito?... sicuramente bene, tutto le scivolava addosso come l’acqua su una superficie impermeabilizzata, però… l’inconveniente delle probabilità c’era… comunque, preoccupati o no, eravamo lì, qualcosa avremmo fatto… entrati nel padiglione chiediamo dove fosse il ring di Agility; ci informano che per motivi di spazio non avevano potuto mettere gli ostacoli all’interno bensì nel parcheggio al di là del padiglione. Barbara ed io ci illuminammo – gli altri concorrenti un po’ meno. Il parcheggio era una distesa di cemento… ci sentivamo a casa. Eh si! Non possedevamo un campo regolamentare in erba per allenarci, ma un piccolo parcheggio in cemento dove, sottraendo un po’ di posto alla macchine, montavamo i nostri ostacoli… e che ostacoli!... spranghe di ferro rubate ad uno scheletro di gazebo e assemblate alla meno peggio… non avevamo il tubo morbido… quello rigido era stato ricavato da un tubo dell’aria condizionata… del tavolo non avevamo nemmeno l’ombra… per non parlare della palizzata… una volta ci si arrangiava così!... … ma oltre a questo, quello che contava più di tutto, è che Alfa ed io avevamo una grande fiducia nel nostro binomio! Barbara puntava tutto su noi e sul meraviglioso rapporto di rispetto-fiducia che ci univa… e visti i risultati del debutto, le considerazioni fatte, non ci eravamo sbagliati!!!. '' -

Video : Alfa ad Ancona nel 1993

Paolo - mia Madre ha una carnagione olivastra, e mio Padre non si può davvero dire che è uno Svedese. Io non potevo avere la pelle chiara e non potevo avere i capelli biondi; anche i miei occhi sono scuri e il mio modo di fare è più simile a quello di un Bufalo che a quello di una Gazzella; ho i piedi lunghi e piatti ma l’equilibrio non è mai stato il mio forte. Eppure nella mia vita (emh , nella mia giovinezza ;) adesso sono un po’ pantofolaro :D) ho sempre fatto Sport, e anche a livelli abbastanza alti. Il mio preferito era la pallavolo, a seguire il nuoto e il calcio; ma che ci si creda o no, non ho mai amato correre, non ho mai saputo farlo in maniera consona allo Sport, non ho mai avuto fiato e, nonostante questo, sono sempre riuscito a raggiungere gli obiettivi che mi prefiggevo (e a passare per un atleta …tanto che anche Barbara che mi conosce da sempre, ancora non ci crede!)

Alfa ed io - Alfa era nera come i miei capelli, dalla mole ‘’possente’’ e ''potente’’ nella forza fisica, poco portata per le ‘’questioni che richiedevano destrezza’’, ma non per questo si è mai tirata indietro di fronte a ‘’cose’’ che non erano proprio alla sua portata fisica. Era testona e aveva una grandissima voglia di fare; qualunque cosa le proponessi, lei era lì … davvero non si poteva pensare che nella sua testa, lei non si sentite leggera come una Farfalla e veloce come un’Antilope …
Eravamo uguali, non c’erano ostacoli che non potessimo non affrontare, e dove non arrivavamo con la destrezza (forse più mentale che fisica) ci arrivavamo di ‘’potenza’’ (abbiamo anche abbattuto qualche salto e cappottato qualche tubo nei percorsi di Agility, ma quello non è dipeso da una intenzionale ‘’forma distruttiva’’, bensì, dalla nostra eterna sbadataggine … siamo sempre stati, entrambi, un po’ ‘’ciappottoni’’ per scarsa ‘’armonica sincronia’’ dei gesti).

Uguali caratterialmente, ugualmente scapestrati e determinati, ugualmente anche un po' distratti ... non poteva esserci che ‘’grande intesa’’ fra noi.

Alfa sarà sempre la mia Alfa, perché in lei ho visto me stesso ... e mi piace pensare che pure per lei è stata la stessa cosa … anche perché, altrimenti, come sarebbe stata possibile (fra noi) una simile intesa?... Alfa, la mia Anima nera!

Barbara - Cosa fece ancora lo Sport per me- In un momento emotivo molto difficile, quando stavo vivendo nel pieno del suo dramma un fatto di cui ancora oggi mi sento responsabile (anche se so benissimo che non potevo sapere all’epoca quello che so oggi, e che le scelte prese sono state tutte effettuate in perfetta buona fede), ecco arrivare questa meravigliosa lupina! - Gilda

Gilda … Lupina perché il suo manto era grigio similmente a quello dei Lupi, e la sua corporatura me li ricordava molto. Nella realtà era una femmina di Pastore Tedesco che arrivava dalla Germania; nata in un allevamento di linee di sangue da lavoro, ma soprattutto da un Allevatore cresciuto con le Greggi e i Cani da Pastore. Questo ha permesso lui di avere la cura per una ‘’dinastia’’ che fosse conforme al vecchissimo stampo di razza che voleva Individui forti fisicamente e mentalmente, completi ma non esagerati nelle manifestazioni espressive tanto da renderli difficilmente gestibili con una normale direttiva di lavoro. (il che avrebbe richiesto delle attenzioni diverse e diversamente formative).

Come la presi fra le braccia, seppi che una parte del mio cuore aveva ricevuto un nome: ‘’Gilda’’!

Se dovessi descriverla con termini umani, la presenterei come una bontempona che aveva ereditato dal Sole la sua luminosità; una Creatura sveglia e svelta, sempre pronta a dire di ''si''. Se invece devo espirmermi come si conviene ad un tecnico, potrei dire: docile, duttile, ottima tempra fisica e psichica, ottimo temperamento (curiosità e capacità organizzativa), adeguatamente aggressiva attiva se stimolata nella conquista di un oggetto, predatrice e possessiva nella giusta causa. … Tali caratteristiche la portavano a rispondere a qualsiasi cosa nella retta forma, ossia con l’adatto intento e la giusta intensità di risposta relativa alla proposta e di risposta relativa al disegno d’azione.

NOTA: Se a queste caratteristiche ci si propone nel rispetto delle fasi di crescita, il Soggetto Cane, attraverso lo Sport cresce in equilibrio, potenziando fiducia nella sue azioni e serenità nel sociale esterno oltre che in quello familiare; se invece si trascurano i passaggi, Egli può subire il deficit dell’obbligo di crescita, patendolo nelle manifestazioni sociali interne ed esterne.

Nel momento in cui Paolo ed io nascemmo nella Cinofilia, anche se non c’era lo schifo di oggi basato sulla totale ignoranza e menefreghismo in merito al logico / dovuto rispetto delle Specie diverse dalla nostra (riguardo dovuto anche per importanza sociale nel sociale globale), non esisteva una mentalità molto ‘’allargata’’ verso le diversità individuali. Erano pochissimi infatti coloro che vedevano il Cane (per non uscire dal tema), sotto spoglie caratteriali molto differenti se non per particolarità di ‘’razza’’. La maggior parte dei tecnici, sapeva certamente riconoscere se i Soggetti con cui venivano in contatto erano abili o no a svolgere certune mansioni, e sapevano vedere sommariamente cosa / chi avessero davanti stimolando al meglio quel che gli si presentava, ma non percepivano altro (o soprattutto) che determinate caratteristiche esclusive di ''alcuni'' Soggetti, per cui de / con‘’gli Altri’’, non capendone le modalità espressive, non sapevano come interagirci!

Di grande aiuto per noi umani che ci accingiamo a voler ‘’parlare’’ con altri Animali, è la sensibilità e non da meno è la capacità di riuscire ad uscire dai nostri panni per entrare nei loro (senza portersi dietro retaggi umani).
… di grande aiuto è quel ‘’pizzico di fortuna’’ che ti mette sulla strada di quei ‘’coloro’’ di cui abbiamo parlato poco fa.
… nonché, di immenso aiuto, è l’Animaletto che ti accompagna nel viaggio: ''Gilda fu una vera Maestra!''

Mi ricordo ''uno stage al campo, con l'Allevatore di Gilda, Edwin Wenchel, Stefano Codemo e Carmelo Sesto. Tre giorni da urlo che non dimenticherò mai per la loro preziosità ...(e perché forse senza quei tre giorni, Arek "Mufasa" o intimamente "Gatto", dalla Favola Monster &Co." della Disney, il meraviglioso mostro Sulley-Mulley, non sarebbe mai entrato nel nostro Clan - ma procediamo con ordine).
Durante questo corso, i tre Tecnici, che erano le persone più all'avanguardia di quel tempo (e solo pochissimi altri sono riusciti, a tutt'oggi, a raggiungerli), mostrarono la diversità dei Cani. Non che prima non si notasse, ma misero in luce come sia strafondamentale diversificare le stimolazioni. Il problema era, e lo e' ancora, trovare la pazienza per rispettare le fasi della crescita, e di mio aggiungerei, avere rispetto per il Cane come individuo.
Edwin, Stefano e Carmelo, ci mostrano le strade per "andare incontro al Cane e non contro" ... - alcuni momenti in questo Video

Continua a leggere nel Diario dei nostri Pastori Tedeschi e Risultati sportivi

Qualcosa di molto intimo mi legava a Gilda … forse perchè è stata quella scintilla che mi ha dato la carica per reagire, o forse perchè in lei vedevo uno specchio di me, e perciò, forse, è per questo che nella nostra intimità riuscivamo ad esprimerci al meglio, cosa che non accadeva in ‘’pubblico’’.
(...come lei, io da piccola, ero solare e sempre ben disposta verso tutto e tutti, ben predisposta verso i contatti sociali ma stavo bene anche da sola … con il crescere le esperienze mi hanno portato a selezionare moltissimo le possibilità dallo stare distante dalla mia tana con la mia Famiglia, portandomi a scegliere verso quest'ultima. Gilda era uguale! ...e probabilmente in Lei ho cominciato a vedere la mia Anima - la mia parte più naturale).

Legato a Gilda, è l’arrivo di Arek

Arek - dal Diario - ...''Fratello di cucciolata di Alfa. Un amore segreto vissuto di nascosto come le più tormentate delle storie d'amore. Già prima di nascere c'era per lui un curriculum vitae di quelli che solo per i grandi viene scritto. D'altronde nasceva da famiglie di un certo tipo e nasceva proprio per fare tutte quelle grandi cose che da lui ci si aspettava facesse.
Questo vuol dire però, fare i conti senza l'oste! Non basta un sangue blu per fare un Reale, oltre alla dinastia occorre la giusta educazione e istruzione, e un’adeguata emotività che parte dal cuore dell’Anima. Un Animale sensibile come lui, non può in nessun modo sopportare l'isolamento dal Branco vivendo il contatto sociale come si presta in una vita militare. La sua forza non poteva bastargli. Per questo, di nascosto, gli donavo le poche attenzioni che potevo.

La fortuna volle poi, che ci fu quel corso di cui ho parlato prima con Gilda, e il suo ‘custode’ si rese conto che fra loro due non c'era altro che il guinzaglio.
Mentre era in campo, a un certo punto mi sentii chiamare: Barbara! ... Eccomi! ... E' tuo!

… Arek entrava a far parte della nostra Famiglia con tutti gli onori riservati a tutte le nostre Creature. ...''

- ...alcuni flash della mia mente: “ Sei appena arrivato, sei alto poco più di una bottiglia di coca-cola, sei grigio come un lupo e dai tuoi occhi esce solo amore… non posso parlarti, non posso toccarti, posso solo guardarti di sfuggita… tu mi vedi e urli con tutto il tuo cuore ‘ehi sono qui’… ora non posso, ma quando tutti se ne saranno andati, lo sai che verrò da te… amavo quegli incontri clandestini, tu mi riempivi di baci ed io di carezze e calore, ti portavo i biscotti, la ricotta e tutto l’amore di cui avevi bisogno… da un giorno all’altro ti chiusero in cella di rigore e le visite furono impossibili… ti guardavo mentre lavoravi sul campo, gioivo con te e con te soffrivo… rimanevo nell’ombra, in silenzio ti amavo… poi un lampo di genio, chiesi se potevo averti alla fine della tua carriera agonistica, mi fu risposto di no perché a quel punto avresti meritato la casa del padrone… non ho smesso sperare… i giorni passavano, tu crescevi, bello, sano, fiero… i giorni passavano le sofferenze aumentavano, la tua voglia di vivere si spegneva, le fughe per te erano sempre più difficili… finalmente nel terzo giugno della tua vita italiana, la rottura definitiva… ho fatto la mia offerta senza sapere come onorarla, ma avrei rubato per te… il tuo libretto mi venne consegnato, eri al fine uno di noi.” ... -

Il mio Mufasa – ci sono cose che ci legano in maniera profonda, nate in un’intimità proibita e poi esplose nel momento in cui è arrivato a casa
…e senza questa intimità, puoi arrivare ad avere legami esclusivamente condizionati da tutto ciò che è esterno alla coppia che Coppia non sarà mai!

Nel mondo addestrativo e soprattutto in quello sportivo, a parte che in ‘quel corso’ e con ‘quelle persone’, si parlava moltissimo di schemi e di sequenze. Arek, avendo vissuto solo di quelli senza per di più la complicità sociale-familiare del suo 'compagno di squadra’, non riusciva, nel momento del bisogno, durante un’incertezza, a trovare la sua sicurezza interiore, l’unica che gli poteva permettere di affrontare più vicende estranee alla sua ‘cultura’. Ogni Animale che nasce ‘sociale’ è‘collaborativo’, e trova quindi nella collaborazione la maniera più idonea per affrontare la vita. Nel momento in cui si sente solo, può trovare solo in se stesso la forza di reagire (che sia, la reazione, anche una fuga). Se però, Egli ha vissuto delle esperienze negative collegate alla ‘tal’ situazione che deve affrontare, può non essere in grado di elaborare altra soluzione che non sia l’immobilità, la forma più passiva del comportamento che si possa manifestare.
Arek si chiudeva nel suo bozzolo e attendeva inerme che le cose esterne cambiassero …
Mi sono scoperta spesso in ginocchio accanto a lui, china per proteggerlo e poi incitante per rianimarlo … ‘…va tutto bene Mufasa, dai alzati, andiamo a correre e a toglierci di dosso il peso della castrazione’.

Per fargli superare tutte le sue passività, lo trattai come se fosse ancora un Cucciolo; nella riabilitazione cominciai daccapo la sua educazione familiare; passai dalle attenzioni delle cure parentali ai giochi delle attività ludiche nelle zone rendez-vous; cambiai tutto il suo vocabolario umano … tutto per cercare di creare in l un distacco da quel che conosceva .
Arrivò anche il momento di riportarlo in un ‘campo’ … scelsi un ‘cinto con gli ostacoli da Agility’ e persone che con il ‘lavoro’ non avevano nessuna familiarità. In questo modo ruppi gli schemi che lo angustiavano e Arek ricominciò a ‘sorridere’!

Non era scritto da nessuna parte che dovesse ricominciare a fare Sport a livello agonistico, ma doveva comunque superare il suo problema, perché non è ‘fuggendolo’ che sarebbe cresciuto.
Tre persone mi aiutarono in questi momenti tanto difficili; la loro ‘’serenità personale e professionale’’ fu molto importante per noi e ci permise di fare ancora qualche passo avanti verso ‘’la rinascita’’! – Carmelo Sesto, Carlo Fagioli, Marco Reale!
La nostra Casa, il tempo, la pazienza e il grande legame che si era fortificato fra noi, ci permise di ‘’prendere a schiaffi’’ tutti coloro che sposavano i metodi e rendevano i Cani schiavi di certezze schematiche.

Per avere un quadro un po’ più dettagliato su Arek, potete continuare a leggere sul Diario dei nostri Pastori Tedeschi e Risultati sportivi

Cristina mi accompagnò nell’anticamera di questo meraviglioso palcoscenico; Gretel aprii la porta del corridoio; Gilda mi fece assaporare l’importanza del corridoio, ossia del giardino di casa; Arek mescolò tutte le carte e poi mi diede una bella spinta per entrare con lui sul Palcoscenico! … GRAZIE!

Video: alcuni di quei momenti


Il corso con Edwin, Codemo e Carmelo, la piccola Gilda, Alfa e Arek, e una serie di note che da tempo ci martellavano la testa, ci portano (Paolo e me) a guardare molto più in là delle semplici apparenze. Anche l'amicizia che si stringe con Carmelo, ci aiuta a spingerci oltre e a dare corpo ad un'impronta che già da qualche tempo spingeva forte sui nostri cuori. Fu così che, per uscire un attimo dalle tensioni che ci opprimevano, decidiamo di staccare la spina da Roma alcuni giorni e di accettare l'invito di ''Oroval''. ... Oltre a lavorare con Arek e Gilda, Carmelo ci regalò lezioni di spontaneità e tanta familiarità. Ci accolse in casa come se ci conoscesse da sempre ed entrammo nell'intimità degli Oroval. Parlando dell'Allevamento Oroval, ''una Oroval'' in particolare, si ''innamorò'' perdutamente di Paolo.

Thika manto nero, temperamento da Malin, determinata e spontaneamente affabile, era in cerca di una Famiglia e di un Compagno con il quale condividere la sua ''follia''. il colpo di fulmine prese anche Paolo. E in meno di un lampo, Thika aveva il cognome ''Caldora''. ... e lo Sport non ha fatto altro che sviluppare questa intesa!

Thika - dal Diario dei nostri Pastori Tedeschi - ...''Talmente era forte il legame creatosi fra noi due, che due settimane dopo, nel tour de force, del “Game Fair”, Thika scappò dal guinzaglio di Barbara per farsi circa un Km. in mezzo alla gente per venire da me! Abbiamo condiviso da allora, 13 anni di vita, sempre insieme, un legame unico che ci ha permesso di affrontare tutte le più varie situazioni, dalla vita in campagna alle corse nel bosco, dalle gare di Agility sperse nel territorio italiano, al Campionato del Mondo di Copenhagen, e ancora dall’Utilità e Difesa al Mondioring, dalle trasmissioni televisive fino al riposo della pensione … sempre e comunque con una facilità data dal nostro rapporto speciale. Un guinzaglio invisibile ci ha sempre legato; ovunque andavamo, lei era la mia ombra e ci capivamo al volo su tutto.''

Thika aveva un modo di parlare tutto suo, e tanto era penetrante che lo ha trasmesso a sua Figlia ''Scrooge'', e alle sue Nipoti ''le Veline''.

Urlava la sua voglia di fare e aggrediva gli ostacoli dei percorsi di Agilty sfiorandoli quel tanto che bastava per non abbatterli; anche se a volte, tale era l'energia che la invadeva che, incurante del fatto che potesse farsi male, ci passava attraverso. Thika, tramite lo Sport, ha trovato la possibilità di esprimersi in tutta se stessa e di completarsi.

Fra le tante prove superate, vorrei riportare la Disfida di Volterra, competizione nella quale ne andava della qualificazione in Nazionale. ... Paolo aveva subito alcune ingiustizie in precedenza con Alfa, e quella sera, non si può dire chi fosse più determinato fra lui e Thika, a voler arrivare in fondo alla velocità della luce. Giro dopo giro, erano sempre più ''gasati'' e, nonostante la stanchezza si facesse sentire, hanno tenuto duro fino all'ultimo, aggiudicandosi il Trofeo e la qualificazione per ''Copenahgen''.

Video: Thika a Volterra 1997

Thika fu uno di quei Cani che potremmo portare ad esempio per la situazione che ha vissuto da quando lasciò l'allevamento a quando ci tornò! ... Cucciola piena di temperamento, con doti sportive molto spiccate, fu acquistata da un allievo di un ''pseudo-grande-tecnico'' che di tecnico e di grande aveva/ha solo il portafoglio e la presupponenza! Già all'età di 4 mesi era finita sotto i ferri perchè aveva inghiottito un rocchetto di filo di rame, il che vuol dire che era una soggetto da tenere sempre sotto controllo! A questo aggiungiamo anche che non sta scritto da nessuna parte che se un Cane si chiama Oroval e ''la voglia di fare'' nonchè ''la tempra fisica e psichica'' lo supportano magistralmente e ''l'aggressività'' è più presente che mai, questo soggetto sia nato imparato! Un soggetto del genere facilita alcuni passaggi, ma sicuramente ne ostacola altri, per cui, come sempre capita fra coloro che si sentono grandi, anche Thika fu lavorata sotto stimolo e chiusa per essere pulita! ... A parte il fatto che noi non siamo d'accordo su certe didattiche, a maggior ragione non lo siamo su Cani di questo genere che, per un nonnulla, escono ''facilmente'' dai binari! La lavorazione in ''caricamento'' è ostativa per la riflessione. La morale della favola fiu la rottura di Thika per lo Sport ''Utilità e Difesa''. ... Il suo proprietario non la volle più e la riportò in allevamento ...

Sono convinta che Paolo era destinato a Lei, perchè con Lui, Thika non solcò più certi schemi e rivide un campo di Lavoro solo quando (anni dopo) fece il Cane Bianco - azione di disturbo, in un Campionato Regionale valido per la qualificazione al Campionato Italiano.

Thika è stata anche: la femmina di Pastore Tedesco che più di tutti gli altri, ha dato corpo alla parola Versatilità, come vuole la natura del Pastore Tedesco, con l'aggiunta di una simpatica e dirompente ''energia vitale''
Per avere alcune note in più su Thika, potete continuare a leggere sul Diario dei nostri Pastori Tedeschi e Risultati sportivi


Entrati ormai nel mondo dell'Agility, non poteva mancare a casa un Border Collie! ... Non pensate però che Apache with Greys sia stato un Border come tutti gli altri, perchè del Border che siete abituati a vedere, Lui portava solo i colori e alcuni particolarità caratteriali. Dentro Apache, carico di temperamento nella giusta misura, c'era un Guerriero saldo di nervi, audace e duro come Braveheart. Grande come uno zainetto Invicta (*) pieno di sorprese come un Uovo di Pasqua, Apache mostrò chi era quando aveva appena un mese, o forse neanche l'aveva raggiunto quell'età, ma poco importa, perchè la Tenacia che già era ben presente in Lui, gli permise di reagire ad una situazione negativa nella sua scomodità, affrontandola di petto, anzi di denti :D : rimanendo imprigionato fra i tubi di scarico del bagno dell'allevatrice, invece di piangere o comunque di emettere suon che richiamassero l'attenzione di qualcuno, Lui cominciò a rosicchiare il metallo per liberarsi da solo. Chiunque altro non avrebbe fatto altrettanto. A conferma delle sue qualità, Apache ha sempre mostrato una predisposizione a reagire alle stimolazioni ludiche attraverso la bocca, mordere gli piaceva da matti!!! ... e fu per questo che un giorno, mentre mi trovavo alla scuola per un allenamento di Lavoro, invece di presentarmi dal figurante (Marco Reale - campo attiguo al nostro) con Arek o con Gilda, portai nel ring il piccolo Apache. In Lui c'era qualcosa di più del ripetitivo classico, e ho voluto togliermi lo sfizio. Marco divertito dalla cosa, ha cominciato a comportarsi come una vera preda, Apache è impazzito di felicità, sono sicura che nella sua testa il fumetto che apparì fu ‘finalmente hanno capito qual è il mio vero io’…
Alla fine della seduta di addestramento, Marco ed io ci fermiamo a chiacchierare. Eravamo molto contenti del risultato della prova e abbiamo deciso di tentare la sorte.
(*) ... soprannome che Marco Reale diede ad Apache, in occasione di un attacco: prova del lanciato, Apache gasato più che mai si lancia contro Marco che lo sfida, i due si incontrano, Apache salta e morde saldamente la manica servita da Marco, dalla foga e dalla velocità della corsa, dall’armonia e dalla grazia dell’impatto, esce un lanciato da applauso, i duellanti creano un tutt’uno, c’è una tale sintonia, una tale fiducia che Marco, invece di fermarsi e terminare la fase con il lascia e la vigilanza, continua a combattere con Apache, e nella rotazione, si chiude il braccio intorno al collo in modo tale da far scivolare Apache dietro la sua schiena. Apache rimane penzoloni, attaccato alla manica - dimostrando saldezza di nervi, morso duro e sicurezza - Marco a quel punto dice:’ mi sono fatto un nuovo zainetto… vi ricordate gli invikta a strisce bianche e nere?... eccolo qua, una zainetto peloso’… siamo tutti sbottati a ridere, Apache per nulla turbato è rimasto lì, con il suo morso fermo, appeso alla spalla di Marco… che coppia!...

La gara di Torino, al cospetto del giudice di agility e di Lavoro, Giancarlo De Martini (unico giudice italiano in grado di giudicare un Border Collie nella disciplina Utilità e Difesa) - leggi Risultati sportivi ''Alfa e Apache: IPO 3 / IPO 1''

Apache si cimentò anche in Agility logicamente, e pure fra gli ostacoli lasciò alcuni segni indelebili! ... Storica la gara a Torino dove, insieme a Thika hanno lasciato a bocca aperta parecchi addetti ai lavori - Giugno 1996. Una bella gara aTorino, nel campo G.A.R.U.
Per avere alcune note in più su Apache - potete continuare a leggere Risultati sportivi


La Figlia di Thika - Simba in arte Scrooge - intimamente, la nostra Nana <3 ... Nasce dalla prima cucciolata di Thika (un impegno preso con Carmelo Sesto, il suo Allevatore, nel momento in cui l'abbiamo ''adottata''). Non siamo mai stati fautori di cucciolate, ma, impegno preso a parte, quando decidemmo di confermare la richiesta di Carmelo, era ora di staccare per un po' dal mondo delle gare e da tutto quello che lo circonda; era ora di rientrare nel tepore di casa, di dedicarsi all'intimità della Famiglia e di godere delle piccole e meravigliose ''cose del Branco''. ... L'evento di Thika e dei suoi Cuccioli fu un'ottima ''terapia disintossicante'' (almeno per il primo momento ...).
Quando Scrooge nacque era già particolare e fra lei e noi si suggellò un legame! ... Personalmente avrei voluto tenere tutti i Cuccioli, ma, purtroppo non avevamo la possibilità di farlo. Vissi il distacco da Loro in maniera turbante e fu allora che cominciai ad elaborare concetti delle forme di attaccamento che non avevo mai approfondito.
La nostra Scrooge mantenne la follia della Mamma e una piccola parte della serietà del Papà, e questo fece di Lei un soggetto ''folle con discrezione'' .

Essere infantile ma grande all'occorrenza, disponibile ma con una certa personalità che non dà per certo ogni risultato, han fatto di Lei una insegnante tranquilla e scrupolosa mai ossessiva pur se abbastanza esigente; quella rara insegnante che ti permette di sbagliare e ti dà la possibilità di correggerti senza che il ''voto'' influenzi il ''giudizio in pagella''.

Nana mi ha aperto anche le porte di uno Sport che stava nascendo. l'Heelwork to music'', una forma di ''obbedienza'' svolta a tempo di musica. Questa disciplina mi consentì di ampliare maggiormente la comunicazione con ''il Cane'', perchè la musica è padrona di emozioni. Il linguaggio con il Cane è fatto essenzialmente di trasmissione di stati d'animo, per cui: cosa poteva esserci di meglio di un lavoro con una musica di sottofondo?
Sfruttai la cosa anche nell'insegnamento agli Allievi, e il risultato fu davvero sorprendente!!! - Grazie Scrooge!!!
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tutt'altro che avara come vuole il nome che portava ;) :D

Per avere alcune note in più su Simba di Oroval potete continuare a leggere sul Diario dei nostri Pastori Tedeschi e Risultati sportivi


Il tempo passa, e comincia a spargersi la voce della presenza di un Grigio ''niente male'' nella cinofilia romana. Sto parlando di Arek e delle sue prestazioni in gara. Durante un allenamento nel campo scuola dell'allevamento di Casa Soder con il Figurante Bruno Sarandrea, il titolare Gerardo Dragonetti rimane colpito dal mio Lupone e chiede una monta con una sua femmina molto brillante. Avere un Cucciolo suo ci riempiva di gioia, e fu così che arrivò Timon

I Piccoli nascono a casa dell’allevatore, e, accompagnati da lui, troviamo: sette Cuccioli Grigi che fanno il finimondo in un piccolo recinto antistante il box; belli, di carattere, famelici, socievoli, giocherelloni… quale scegliere? ... Mentre ero lì con Paolo, fu un particolare atto di Uno di loro a dirmi: ''è Lui''!. Era una cosa che vedevo fare spesso al Padre quando ''afferrava più palline insieme, rimboccando la manica o un grosso ramo appena tagliato''. Come Arek, il Piccolo raccolse una bottiglia di plastica e, per non farsela ''rubare'' dalla Sorellina, la sbattè a terra e la rimboccò. ... Non cercavo davvero un sosia di Arek, ma quella cosa mi piacque tanto che ... Timon entrò a far parte della Famiglia continuare a leggere di lui sul Diario dei nostri Pastori Tedeschi.

A differenza di Arek, Timon si è presentato subito come un perfetto Cane sportivo, ossia un Individuo completo che brilla nelle sue caratteristiche senza eccedere in ''diversi equilibri''. ... Per poterlo descrivere, potrei dire semplicemente ''un Cane da Pastore Tedesco come tutti noi che siamo cresciuti con Rintintin, pensiamo che sia un Pastore tedesco (al tempo del telefilm - un Cane Lupo <3 ). Timon presenta queste caratteristiche perchè la sua Mamma ha smorzato un po' la serietà di suo Papà, rendendolo più accondiscendente e spensierato, meno sensibile agli stress e decisamente più ‘’aperto’’ alle novità alle quali ha sempre reagito nell’espressività, con il giusto peso e la giusta serietà, ossia senza perdere di vista il divertimento e l’impegno.

Mentre Paolo la allenava fra gli ostacoli, io fremevo per provare le sue doti in ‘’Lavoro’’ e, quando ci riuscii, risultò: completo nell‘istinto alla ricerca in pista (sez. A), e istinto predatorio nelle prime fasi di sospetto del figurante (sez. C). E per l’obbedienza (sez. B), tutto di lui parlava di duttilità e docilità, per cui, non era davvero l’insegnamento degli esercizi di obbedienza che potevano dar da pensare a strane risposte.
In gara, solo chi sapeva guardare, lo avrebbe giudicato a dovere, e a quel tempo, i tecnici non volevano esaminare esclusivamente soggetti di grande valore; sapevano infatti riconoscere l'importanza del soggetto sportivo… Personalmente non mi importava che lui fosse il Campione del Mondo; Lui era Timon, un Cane che viveva in casa con noi e tutti gli altri, e si divertiva a lavorare, a giocare, a …fare niente anche, pur di farlo con la sua Famiglia.
... Terminato lo step dell’Agility, la sua espressività si è continuata a formare nel lavoro e poi nel mondioring. ...
In Utilità mi ha permesso di vivere gli ‘’esami’’ con estrema serenità perché ‘’Lui’’ era sereno; era serio mentre lavorava, ma sereno, e io invece mi sentivo sempre messa in discussione. Timon mi ha insegnato ad accettare i miei limiti senza chiedermi oltre; mi ha insegnato che il rispetto va dato anche a se stessi oltre che al prossimo, e da qui la frase ''
che rispetto vuoi che abbiano gli altri verso di te se tu sei la prima a non rispettarti'' . Avere rispetto, non vuol dire chinare il capo sempre comunque, ma pure ''tirarlo su 'sto capo, per mostrare una qualcerta dignità''... Una grande lezione di vita ...
Molta della sua serenità, la dobbiamo non solo alle sue doti e ai suoi Genitori, ma anche al fatto che con Paolo decidemmo di educarlo sportivamente dando retta solo al nostro istinto, per cui Timon venne cresciuto esclusivamente da noi due. E questo, unito all'’aver frequentato i campi di Agility prima di fare Lavoro, e aver lavorato nel silenzio del nostro campo, gli ha concesso quella estraneità dalla confusione, dalla novità, e gli ha dato la possibilità di abituarsi al silenzio del ring di lavoro.

Alcuni filmati del suo lavoro in Risultati sportivi

 

- Nulla succede per caso … Lei era nata per stare con suo Padre e suo Fratello … e come Lei, anche il Piccolo che aveva conquistato Paolo in quell’incontro che ci ha fatto conoscere l’intera cucciolata. … nel loro cognome c’erano scritti pure i nostri … Lei arrivò dopo pochi mesi, mentre lui ci mise molto di più … ma era destino che si riunissero! (leggi di Time-Keeper nelle storie della nostra Associazione Negli Occhi del Cane’’ e nel Diario del Pastore Tedesco). -


Arriva Paperina! – una piccola Lupa dal cuore domestico che non ha mai dimenticato cosa significa ‘’cavarsela’’.
Tina Paperina è la cucciola che giocava con Timon e con Time Keeper, quel giorno in cui andammo a conoscere tutta la cucciolata. … fin da subito mostrò di essere una guerriera che usava la sua forza senza spettacolarità ma con determinazione; Lei agiva e basta. Sia nel voler conquistare una cosa, che nel cedere al vigore dell’Altro, lei manteneva un decoro che oso chiamare ‘’nobile’’.
Differentemente da un altro Cane (avversario o semplice interlocutore), nel ‘’cedere’’ non assumeva quegli atteggiamenti tipici di chi ‘’abbassa le penne’’; Lei accettava ‘’l’esito della chiacchierata’’ senza chiedere oltre e senza manifestare alcun disagio; non l’ho mai vista chiedere all’altro ulteriori chiarimenti o cercare di imbonirselo. … era di poche parole, quelle giuste!
Se qualcosa o qualcuno aveva attirato la sua attenzione, Lei teneva lo sguardo fisso su quella cosa o su chi l’aveva interessata, e non cedeva fino a che non era convinta di aver ricevuto tutti gli indizi che le servivano per capire.
Una Creatura del genere andava conquistata. Aveva un animo selvaggio e un cuore docile, rispecchiando appieno il suo Antenato, però, aveva anche una duttilità domestica che le permetteva di imparare senza chiedersi tanti perché :D. Appena portata a casa, se non avesse avuto quell’atteggiamento gioioso rivedendo il Fratello (Timon), non avrei pensato che fosse una Creatura con tanto bisogno della Famiglia. Lei e Timon mi insegnarono la sofferenza del distacco del Cucciolo dal Branco natio.

Mi insegnò molto su ‘’cose esterne al comportamento dell’Animale domestico’’; fra queste: l’attaccamento (nel discorso naturale) e come si entra in confidenza con qualcuno che non ha esperienze sociali normali, e che non ha un gran bisogno di comunicare con l’esterno, soprattutto se quell’esterno non è ritenuto utile/salutare/conforme al proprio modo di essere.
Non a caso, infatti, fu Paperina ad aiutarmi nella crescita delle due Saarloos - Arowen ed Eowyn!
(leggi il Diario dei nostri Saarloos sul sito www.canelupodisaarloos.eu).

Per quel che riguarda lo Sport, con lei, mi tuffai esclusivamente nel mondo dell’Agility, ma senza voler fare chissà cosa. Mi sarebbe piaciuto toccare il terzo brevetto e poi ritirarmi a giocare e basta.
Paperina Imparò a gran velocità tutto l’imparabile. Le rimase una piccola ombra sociale, ma non le impedì di raggiungere l’obiettivo. … obiettivo che, andando avanti con la ‘’carriera sportiva’’, mano a mano che procedevamo verso la meta, mi/ci importava sempre meno di raggiungere … il mondo cinofilo stava cambiando tanto tanto tanto … quelli dell’Agility erano sempre più fuori di testa (come anche quelli del lavoro … !!!), e a me andava sempre meno di far parte di quel circolo vizioso.
Per accedere al terzo brevetto, bisognava fare tre podi netti in secondo brevetto … noi ne facemmo sei … perché? … perché non ho tenuto assolutamente il conto. Questo a dimostrazione di quanto non mi importava più. … E quando la cosa fu portata alla mia attenzione (forse me lo disse Paolo leggendo il libretto delle qualifiche, non mi ricordo … ), non ci pensai nemmeno ad iscrivermi a un terzo brevetto. … avevo deciso che il chiassoso mondo dell’Agility non mi apparteneva e non apparteneva nemmeno a Paperina.

Probabilmente quegli anni di Sport, vissuti nell’intimità che ci ha sempre distinte dal resto dei concorrenti, ci ha fatto crescere, ci ha dato l’opportunità di conoscerci e di assisterci, di fare Branco, e, finito quell’episodio, siamo state più unite che mai


Dal Diario del Pastore Tedesco - ‘’ Mi dormiva accanto, dividendo il cuscino, come fece suo Papà Arek anni prima.
Insieme abbiamo anche covato un uovo di Oca, che purtroppo però, non siamo riuscite a portare ad un traguardo glorioso. Dopo i 60 giorni di cova, l’uovo si è regolarmente schiuso, ma all’interno, il nostro cucciolo non c’era.
Arancia (MammaOca) lo aveva lasciato indietro, probabilmente a ragione, però … nell’incertezza ci ho provato, e Paperina mi è stata di grandissimo aiuto!!! -
(leggi di Paperina sul Diario del Pastore Tedesco e approfondisci il suo curriculum sportivo su Risultati sportivi)

- Entrano nella nostra Famiglia i ‘’Maligni’’ -
; Non pensate subito male ? … Maligno è un simpatico appellativo che si dava, in quegli anni, ai Pastori Belga Malinois. Cani molto esuberanti, vivaci, determinati e con un filo di tensione addosso che li rendeva sempre attivi (oltre al temperamento che, davvero, non gli mancava). Si racconta che ‘’tanti Pastoristi usarono il sangue Maligno per dare un po’ di carica ai loro beniamini neri focati o grigi, e non si è mai saputo se questa storia fosse una favola o verità ;) …)
A farceli conoscere nei loro particolarissimi comportamenti, fu Martino (il caro amico Martino Martinelli), che insieme alla sua Helen ci ha documentato un Cane di cui si sapeva davvero pochissimo. Notammo subito che aveva molte cose in comune con il Pastore Tedesco, ma più di lui, presentava una forma di attaccamento con il Compagno umano che ‘’forse’’ si vedeva solo nel Dobermann (quando nel Dob non erano presenti forme di insicurezza ma pura appartenenza).
Dart fu il primo dei nostri Malin. Leyla la seconda, Amidala la terza. … Dart e Amidala provenivano dallo stesso allevamento di Helen - linee di sangue da lavoro IPO -, mentre Leyla no, e aveva linee di sangue da ring francese.
Questa specifica, porta ad una comprensione della loro sottile / diversa espressività, che ne ha fatto dei Compagni specialissimi sia in casa che nello sport.
Dart e Amidala – seri e attivi nel momento in cui si chiedeva loro di ‘’fare qualcosa’’; quieti in casa e bravi con le altre nostre Creature. Anche Leyla era brava con gli altri, ma a differenza di Dart e Amidala, era poco disponibile ad apprendere, ossia, aveva un certo caratterino che faceva di lei un tipetto da domare. Non intendendo, con questo, che è stata educata in sottomissione, ma solo che ci ha fatto una marea di ‘’domande’’ prima di cedersi ad una confidenza molto intima.
Sono stati tre Maestri del dialogo fra Uomo e Cane; nel lavoro erano particolarmente affidabili; nella vita normale, lo erano Dart e Amidala; Leyla viveva un po’ in allerta. Le linee da ring francese, sono selezionate sull’attenzione. Se poco-poco il Soggetto che vive l’attenzione non è sereno, questa espressione può dare segni di irrequietezza. A questo punto è fondamentale che il Cane Malinois si fidi del suo Compagno umano, altrimenti per la Coppia, non ci sarà una lunga vita.

DART - Il primo Pastore Belga Malinois che vidi lavorare fu Helen La Maschera di Ferro di Martino Martinelli.
Vidi nuovamente i Malinois al Campionato del Mondo di agility del 1997, scatenati e precisi in campo, tranquilli fuori del ring.
Cercai di saperne di più tempestando di domande Martino e non togliendo mai di dosso gli occhi dalla sua Helen e da qualunque altro esemplare mi capitasse di incontrare.
Un giorno, intorno alla metà di dicembre del 1997, andando al campo XCenter school di Perugia, Martino mi disse di aver parlato con Liliana Berruto dell’allevamento “La Maschera di Ferro” (da dove veniva Helen) e che se volevo aveva un Malinois per me! Anche se era un Maschio ero felice lo stesso!! Il 21 dicembre mi misi in macchina la mattina e partii per Bricherasio (vicino al Sestriere). Dopo pranzo ero li, una mezzoretta di chiacchierata con Liliana e via con il mio Cucciolo; il tempo di passare a fare un saluto ai “De Martini” al Garu e poi via di corsa verso casa ... arrivai in tarda serata. Da quel giorno siamo diventati indivisibili. Dart era un Cane particolare, bravissimo con i suoi simili, non confidente con gli estranei e talmente attaccato a me da essere (io) in qualsiasi situazione ciò che di più importante esistesse per lui!! Del maschio di Malinois si diceva che fosse un Cane attaccabrighe con gli altri Cani, mordace con le persone e difficile da gestire perchè poco docile e aggressivo anche con il suo compagno bipede ... invece Dart era l'esatto contrario; ha vissuto a casa con altri maschi adulti, non ha mia neanche provato a girarsi a me e non ha mai morso nessuno se non i figuranti :D
Con Dart ho passato anni interi sempre insieme ovunque io andassi, che fossero alberghi o ristoranti, gare normali o campionati, che stessi al campo o che andassi ad insegnare in altri centri ... andando oltre gli importantissimi risultati sportivi raggiunti con lui, la parte più bella è stato il modo in cui abbiamo condiviso la nostra Vita!

Dart - Risultati sportivi

LEYLAErano rimaste tre femminucce di una cucciolata fatta da una amica di tanti anni fa. Leyla attirò subito la mia attenzione perché aveva un modo di fare che sembrava cozzasse fra un’espressione e l’altra. Leyla aveva un so che di ‘’magico’’ (o diabolico ;) :D )… era seria ma anche infantile (non mi riferisco solo alle espressione date dall’età) … era sicura, aperta … non chiedeva di essere ‘’adottata’’ ma cercava il contatto. … Paolo non sapeva che ero passata da Flora a vedere la Piccola, … e meno che mai si aspettava che arrivassi al campo con un Cucciolo. … Era un periodo un po’ particolare il nostro, e credevo di fargli una gradita sorpresa. … Quando la misi in macchina, Leyla mostrò tutta la sua saldezza … e quando la mostrai a Paolo, dicendogli che era un mio regalo per lui … … … beh … … … ero felice per Paolo … … … ma già mi mancava tanto quella meravigliosa Giallina <3

Leyla - Risultati sportivi

Come è accaduto tutte le volte che ho scelto un Cucciolo per Paolo, anche questa, il rituale si ripeté … dopo un periodo di lavoro con lui, Leyla mostrò il suo lato Selvatico … Se mi era piaciuta tanto, c’era sicuramente un motivo … questo motivo era ‘’la diffidenza verso il popolo umano, il casino e la versatilità dell’Agility.’’
Che c’entra l’Agility con il suo carattere?
Moltissimo!!!
Un Cane che nasce per uno sport specifico, non può farne un altro. Le certezze di cui ha bisogno, le trova sia nel suo Compagno-conduttore che nel lavoro, che sta svolgendo, che in se stesso. Se quello che sta facendo non rispecchia il suo ‘’io’’, non può trovare sicurezza nel ‘’mestiere’’ appreso, e perciò, non potendo essere se stesso, difetta di espressività.

Vivendo con Leyla, ho avuto ulteriori conferme su chi ero e come ero.
Leyla possedeva una certa ‘’levatura neotenica’’. Mostrava delle particolarità specifiche di altri Soggetti legati più alle Origini che non alla falsificazione della modellazione.
- Il Cane, il nostro lato più vero - <3


Conosciuto Dart, nel mondo dell’Agility si sparse un po’ la mania del Malinois. E come accade tutte le volte che esplodono le mode, le persone non ascoltano più consigli e si gettano a comprare ‘’la merce’’ fino all’esaurimento dello scaffale! … alcuni dei nostri allievi non furono da meno. … Amidala è uno di quei Malin che per forza di cose dovette, poi, cambiare casa.

AMIDALA arrivò al campo insieme alla Sorella (avevano 2 mesi). Erano meravigliose!!! Amidala era più pacata rispetto alla Sorella che mostrava più brillantezza nelle espressioni. Sembrava che una provenisse da un allevamento di Pastori Tedeschi e l’altra da uno di Belga, ma si vedeva perfettamente che erano, invece, l’una il completamento dell’altra come vuole la Legge del Branco ‘’Uno di Uno’’ (Diario: Similitudini fra Cani e Lupi – Illuminanti Riflessioni’)
Per via della vita non molto regolare (per un Malin) della sua compagna umana, Amidala stava spesso con noi, … e nel momento in cui venne deciso per lei, non ce la feci a mandarla altrove. Aveva già una vita poco regolare, … cambiare un’altra casa ancora la avrebbe destabilizzata del tutto.

video:La nostra - Pamia

Versatile e disponibile fino all’incredibile … con Lei ho giocato e ballato, e toccato (in via ludica) tutti gli sport allora conosciuti. Imparando con estrema facilità, Amidala mi ha rivelato un lato del Cane che non conoscevo in tale veste: la disponibilità ad apprendere ‘’duttilità’’.
Le mie Creature erano famose per avere un carattere molto particolare, e nelle loro particolarità, la duttilità esisteva solo se ritenuta utile.
Amidala era sempre pronta a fare qualunque cosa pur di stare insieme. Questa forma di duttilità la possiamo trovare (escludendo le parole ‘’pur di stare insieme’’) anche nei vari Border Collie (non Apache!!!), che di fronte ad un bocconcino o ad una pallina, fanno capriole e verticali.
La completezza espressiva della duttilità di Amidala, era nella forma che si completa con la docilità, e nasce da strutture di attaccamento / dipendenza, espressività ben diversa dalla normale proprietà di un ‘’individuo sociale’’, perché escono fuori per un bisogno vitale proprio di Animali familiari! - <3 . Ami

Ami: 2012 - passi di condotta con Ami, Nemo, Kiara, Han, CreeKee, Odette, Tortuga e Jack

 

Maga Magò, femmina di American Staffordshire Terrier, nata nel 1999.
Da ‘’molti’’ questa razza è particolarmente ricercata per via delle speciali doti ‘’aggressive’’ che la contraddistinguono; da ‘’molti altri’’ invece, potremmo dire che viene scelta per la stessa ragione, ma con un fine promotore decisamente diverso, ossia dimostrare che l’aggressività in suo possesso è un mera bestialità data esclusivamente da un’educazione sbagliata.
Da noi capitò per caso: ‘’Andavamo a lavorare la sezione ‘’C’’ dell’Utilità e Difesa, da Mauro Passerelli, figurante ufficiale enci e titolare dell’affisso ‘’haraghei's’’. … Una cucciolata di Staffy era nata da due mesi, e Mauro stava consegnando i Piccoli alle nuove Famiglie. … Parlando del più e del meno, Mauro fa vedere una femminuccia a Paolo. … Una piccola Tartaruga Ninja si affaccia dal portone di casa. … Che splendore di fumetto!!!
Mauro chiede a Paolo se è interessato a prenderla per poter diffondere un po’ di cultura sulla razza, sfatando ‘’miti e leggende’’. Paolo acconsente con molto entusiasmo! … Da sempre ci sta a cuore il rispetto delle razze, degli individui e la loro crescita in equilibrio sia con loro stessi che in un contesto sociale (senza per questo denaturalizzare la Creatura)

Entra così nel Branco anche la Ninja che di pedigree ha un nome altisonante ‘’AUDACIUS LADY’, ma che per noi è la meravigliosa ‘’MAGA MAGO’ ‘’.

Ai tempi in cui Magò entrò nella nostra Famiglia, l’American era un soggetto vivace, per quel che riguardava la voglia di fare (infatti era sempre pronto a giocare) e anche molto socievole. Al contrario del Cugino ‘’Pit’’ che era principalmente un ‘’attaccabrighe’’ (selezionato per i combattimenti negli stadi.) … Logicamente parlo in via generale, quindi non me ne voglia chi ha avuto un Pit tranquillo e bonaccione. … Con il passare degli anni, anche l’American cominciò ad essere meno disponibile verso il prossimo e meno giocoso. La selezione dei soggetti, purtroppo, non è ‘’del tutto’’ in mano a persone competenti, per cui, da accoppiamenti ‘’studiati casualmente’’, non poteva che uscire un guazzabuglio di caratteri che, come Madre Natura vuole, alla fine ha tirato fuori l’essenza della primissima selezione, quella cioè, dove tutto ha preso vita e che solo con un preciso studio, ha portato allo standard di razza.

Maga proveniva da linee di sangue molto importanti e molto ben selezionate, e sicuramente questo dato ha giocato a suo favore, il che non vuol dire che non volesse dare qualche morso qua e là, ma solo che non cercava assolutamente la scusa per farlo.
.
Purtroppo di ‘’mestieranti’’ ne è pieno il mondo, e quindi non tutti i soggetti nascono in seguito ad una selezione ragionata.

Per vostra curiosità, inserisco un estratto di un documentario eseguito da National Geographic, che dà uno spunto su come è avvenuta la primissima selezione dei soggetti Lupo che un domani sarebbero diventati Cani e, nello specifico di quel che doveva essere il loro lavoro (altrimenti nessuno avrebbe mai partorito l’idea di creare un Animale modificandone un altro - parlo del Lupo da cui è nato il Cane - . Un estratto da documentario National Geographic La vita nasce dalla morte.)

Ricordo il suo primo incontro con una ragazza portatrice di handicap: “Maga si avvicinò alla panchina dove la ragazza era seduta, e con il suo fare gattone e morbidoso la invitò a farsi accarezzare. In un attimo le mani della ragazza erano sulle invitanti guanciotte di Maghella e un mega sorriso si stampava sul viso della nuova amica.”
Magò era così con tutti: uomini, donne, bambini, cani adulti, cuccioli… Possedeva un solo difetto: la testardaggine dei terrier.

Maga Magò, era carica di dolcezza, un pasticcino ripieno alla crema

Oltre ad essere una tenerona, la nostra piccola Ninja, è stata una vera fuoriclasse in agility; non era un missile lanciato nello spazio con la furia del tuono, era obbediente, brillante e molto essenziale; a suo sfavore forse aveva un po’ di timidezza, data da una sensibilità che la faceva stare attenta a molte cose (fra le quali quella di avvicinarsi ad una persona disabile con pacatezza).

Mi permetto di riportare tutte le sue gare

23/23.06.2002 Roma, 1° livello, 1° eccellente netto;

06.07.2002 Volterra, 1° livello, 1° eccellente netto; jumping 1° eccellente;

13.072002 Perugia, 1° livello, 1° eccellente; jumping 1° eccellente netto;

08.09.2002 Lucca, 1° livello, 1° eccellente; jumping 1° eccellente netto;

12/13.10.2002 Bastia Umbra, 1° livello, 2° m.b.; jumping 2° eccellente netto;

09.03.2003 Perugia,1° livello,1° eccellente netto; jumping 1° eccellente netto; 1°combinata.


Attraverso queste poche frasi che la descrivono, speriamo di aver fornito alcune note che parlano di una razza particolare che, giustamente educata, può vivere tranquillamente una normale vita sociale. - Non solo dinieghi, non solo permissività, ma un’educazione nel rispetto dell’io di un soggetto che ‘’deve’’ sfogare la propria energia per non cancellarla o per manifestarla in un eccesso di stress.


Per chi volesse accompagnarsi ad un amico della sua razza, mi sento di ricordare che è comunque, un cane con un certa determinazione e quindi, necessita di un compagno umano che sappia dargli un indirizzo sicuro. Se riuscirete ad instaurare con uno Staffy, il giusto rapporto, non potrete non innamorarvene.

ATTENZIONE – RISPETTATE LA RAZZA SENZA FARNE UN PELUCHE, PERCHE’ NON LO E’!

‘’ho una cucciola per voi’’
Queste le parole di Carmelo che mi misero addosso una tale euforia che a raccontarla mi vengono ancora i brividi!
Una cucciola esile, scattante, adorabilmente vivace ed estremamente docile. Una Grigia dai colori netti e brillanti.
Una ‘’Scintilla di Vita’’ si aggiungeva alla Famiglia.


Mulan Febbraio 2000 - Quando arrivò Mulan era uno di quei periodi frenetici che non sai mai a chi dare i resti. Da poco avevo aperto un negozio di articoli per Cani e Gatti; Paolo si occupava dei campi; e insieme cercavamo di arrivare alla fine della giornata tutti interi.
Nello sport, né Paolo né io, avevamo ancora rinunciato al sogno di voler cambiare i concetti sbagliati della preparazione per le competizioni e quale fosse il loro giusto fine, il perché delle gare o comunque dello sport. (dal Diario dei nostri Pastori Tedeschi)

Lo Sport illumina il binomio nell’educazione delle proprie specializzazioni e, oltre all’equilibrio individuale, facilita la comprensione dell’importanza della collaborazione, sviluppando un alto senso sociale. (leggi ‘’LO SPORT’’)

Mulan era uno scricciolo di Cane. Mi ricordava molto ‘’me’’ da piccola. Come lei ero ossuta, non molto alta e piena di vitalità. Mettere su qualche chilo o stare ferma, era praticamente impossibile. I suoi occhi esprimevano la voglia di vivere e brillavano esattamente come i miei quando qualcuno si attivava con me. I suoi colori così accesi e delineati, parlavano di quanto caratterialmente fosse decisa. Vedendo molto di me in lei, senza cadere nel tranello della trasposizione del proprio essere in un altro e di conseguenza addossar lui/lei ‘’effigi’’ che non si è riusciti a conquistare, iniziai un ‘’colloquio ludico’’. Si può dire che passammo la nostra vita giocando. … il Gioco è una forma di educazione sociale che ben si addice a soggetti altamente infantili e altamente attivi. Si crea (attraverso il gioco) fra gli Individui che partecipano, un legame quasi dipendente che agevola la formazione del rispetto reciproco e consolida la loro unione.

Attenzione - Quando si parla di gioco, molto spesso le persone vedono un’attività futile che non arricchisce chi gioca. ‘Un gioco è un gioco, null’altro’’ – pensano. E invece no! Il gioco è la prima forma di educazione individuale e sociale che, colui che gioca, intraprende per conoscere se stesso e gli altri nelle forme di interazione che si distinguono da quelle di ‘’premura’’
Il gioco è la base delle esperienze comunicative è il fulcro della crescita conoscitiva.

Può essere interessante leggere tutto il capitolo sull’Apprendimento del libro ‘’Diario: Similitudini fra Cani e Lupi – Illuminanti Riflessioni’ di cui riporto alcune righe:

- ‘’ La capacità di imparare e assimilare ciò che è ritenuto utile.
Attraverso l’apprendimento avviene la modifica dell’arte conosciuta: comportamenti, pensieri e azioni, che fino a quel momento erano parte dell’essere, subiscono un’evoluzione, migliorano la qualità della vita, facilitandola e/o rendendo possibile il superamento di difficoltà fino ad allora ritenute insormontabili. Talune esperienze di vita, influenzano a tal punto la psiche del soggetto che le vive, da permettere in lui il cambiamento in maniera relativamente permanente, poiché nell’affrontare un’ulteriore nuova esperienza, egli può aver bisogno di modificare ancora la sua arte così come possono bastargli le conoscenze in suo possesso.
È un processo ’’esperienza-dipendenza’’ di acquisizione, in funzione all’adattamento comportamentale; è un processo attivo, rispondente a stimoli esterni e interni, che favorisce l’accrescimento della conoscenza. E, pur essendo un processo complesso, generato dalla fusione di motivazione, emozione, memoria e pensiero, avverte nella sua forma più semplice l’iniziativa istintuale; di fatti, l’apprendimento può avvenire sia in modo conscio che inconscio.
Le fasi della crescita di un individuo, favoriscono o meno l’arricchimento dell’arte in maniera spontanea o voluta; la maturazione dell’individuo comporta l’interessamento o meno allo stimolo chiave che, se ritenuto interessante, lo fa attivare (l’individuo) verso la ricerca della relativa risposta che determini l’assimilazione della nuova azione.

Un Bimbo, fino a che non raggiungerà lo stadio di crescita in cui sarà in grado di prendere decisioni autonome, reagirà a stimoli chiave, quale la carezza della Mamma, le sue dolci parole, il suo odore, il suo calore, attraverso sensazioni emozionali. Tanto più le sue esperienze saranno forti, tanto più gli effetti derivati rimarranno presenti. Allo stesso modo del cucciolo d’uomo, verranno vissute tali esperienze, dai cuccioli di altre specie animali, nel nostro caso, dai Lupi e dai Cani. Apprendimento involontario.
Solo quando cominceranno ad attivarsi autonomamente, rispondendo agli stimoli con coscienza, avremo un’acquisizione di esperienze volontarie.

I vissuti emotivi rendono il soggetto più ricettivo.
L’apprendimento deve procedere per gradi, la stimolazione deve rispettare i tempi di assimilazione, e, anche se procede in modo ordinato, non deve sottoporre l’individuo ad un sovraccarico di input, che causerebbe una regressione nella crescita della curva di apprendimento.

L’educazione è un tentativo cosciente di promuovere l’apprendimento. Attraverso il gioco, le Mamme e gli insegnanti per i fanciulli umani, le Mamme e le Balie per i piccoli di Lupo e di Cane, stimolano un arricchimento esperienziale che renderà non traumatico l’inserimento nella vita extra familiare – socializzazione con il mondo e le faccende annesse –
Il passaggio da un processo iniziale (scuola esperienziale) ad un processo pratico (condizionamento volontario) ad un processo cognitivo (concetti progettati), si ha quando l’atto risolutorio non è più istantaneo ed istintivo, ma prevede una scansione dati derivante da associazioni mentali basate su operazioni volontarie per terminare con un processo conclusivo analitico. …’’

‘’…’’
‘’…Apprendimento scolastico o esperienziale insegnamenti impostati attraverso attività ludiche, per l’esternazione delle particolarità caratteriali che fanno la singolarità dell’individuo. Il gioco permette l’espressione spontanea e immediata (istintiva) del se; con il passar del tempo, i giochi diverranno più impegnativi, volti alla stimolazione delle capacità di elaborazione nel susseguirsi di facili concetti. Questa fase mira alla rivelazione della personalità. È un passaggio obbligatorio per favorire l’entrata nel mondo al di fuori del familiare (per i Bambini è identificato nei primi giochi con la Mamma e poi con l’insegnante e i compagni di classe all’asilo; per i cuccioli di Lupo prima con la Mamma e con i fratellini, e poi con la Mamma, i fratellini e la Balia nelle zone rendez-vous; per i cuccioli di Cane ugualmente ai Lupetti e poi con le famiglie adottive e, se serve, con un professionista di elevata e provata esperienza teorica e pratica, che conosca bene tutti i rituali del linguaggio naturale).

Apprendimento praticoè un atto risolutorio non subitaneo, poiché scaturito dalla valutazione del caso; azioni scaturite da casualità e sperimentate con discernimento volontario….’’

Dal libro ‘’A TE – Educazione Naturale’’
- importanza dell’educazione e del gioco: l’educazione nasce dalle cure parentali e si sviluppa nel gioco; il gioco è educazione, è istruzione e scoperta, è conoscenza delle proprie attitudini e delle proprie potenzialità; ed è infine, rispetto dei ruoli, perché il gioco di un Cucciolo è sempre un gioco sociale.
‘’…’’
- Il gioco lascia spazio alla fantasia, alla libera interpretazione, alla creatività, al coinvolgimento. Aiuta la concentrazione! La concentrazione implica la tranquillità interiore. E la libera interpretazione, consente lo sviluppo della personalità.


Il gioco fa parte di quelle particolari attenzioni del quotidiano come la carezza, la pulitura del pelo, degli occhi e delle orecchie … il gioco insieme alla passeggiata, alla preparazione del cibo e il momento del riposo in un luogo tranquillo, creano nel Cane la sicurezza. … Al contrario, cioè la mancanza gi tali attenzioni / interazioni, provoca dei disagi tali che possono condurre ad una forma di difficoltà psico-comportamentale e fisica osservata negli Orfanatrofi (leggi l’art, Il disturbo anaclitico’’)

I giochi prendono vita nelle tane e nelle zone rendez-vous, per cui fuori casa, per molti Cani, non è lo stesso ''giocare''. ... Mulan, con me giocava sempre, e attraverso il gioco aveva appreso gran parte della sua educazione, il che la portava a riconoscere la parte seria del gioco. ... Paolo l'ha condotta in gare alcune volte, ma anche se era con il suo Papi, Mulsn cercava me. ... Fu così che le sua carriera si interruppe con largo anticipo e, messa in pensione, la Pastorella,continuà la sua vita spenserata assieme alla sua ''Mamma'' <3

Mulan - Risultati sportivi

 

Nel 2001, con la nascita delle Veline, si consolida la Teoria del Branco -

- Dal libro ‘’Diario: Similitudini fra Cani e Lupi – Illuminanti Riflessioni’’

- La famiglia del Lupo, è un organo socialmente perfetto. Il pensiero che esprimono, nel loro modo di vivere è la rappresentazione del concetto di insiemi che corrisponde all’unità. Vi ricordate i primi passi dell’insiemistica alle elementari?

- I numeri non sono altro che l’unione di una serie di cose corrispondenti alla quantità che li uguaglia. Es.: all’insieme dei numeri 1, corrispondono tutte quelle cose che sono nella realtà 1, ossia, 1 sedia, 1 banco, 1 matita, 1 quaderno, 1 persona, 1 animale, eccetera, eccetera fino a che vi va di riportare esempi… tutte queste cose ‘’1’’, animate e non, sono raggruppate nell’unica entità che li rappresenta integralmente, il numero 1; stesso concetto vale per il numero 2 e il 3, e così via fino all’infinito numerico.
Bene, anche nell’ambito di una famiglia, abbiamo la stessa evoluzione di concetto, con la grande differenza però, che stiamo parlando di esseri viventi e non di cose, esseri pensanti che volutamente, o naturalmente, incastrano i propri ruoli per creare la perfezione del numero 1 – Inizio di ogni di cosa (Pitagora).

L’unione di due numeri 1 (maschio e femmina – diversità necessaria per avere la possibilità di creare un nuovo numero 1), dà vita a un Branco. E il Branco si completa con la nascita della cucciolata.
La cucciolata: l’insieme di singoli individui che possiedono una caratteristica che li diversifica uno dall’altro e che gli permette, una volta cresciuti, di mettersi in luce per quel compito specifico utile al completamento dell’entità di appartenenza ‘’perfezione che la Natura offre ai suoi figli agevolandoli istintivamente nell’applicazione del processo di Armonia’’.
Armonia facile da cogliere, se solo ci si ferma ad osservarli mentre comunicano fra loro, un dialogo fatto di gesti, espressioni, voci che esprimono un sentimento, un’intenzione, uno stato d’animo inequivocabilmente coerente.

Il Cane, come suo papà Lupo, esprime solo sentimenti naturali, non concetti ma stati d'animo.
Queste meravigliose creature parlano con il corpo, con le espressioni e con i vocalizzi semplici, semplici come il loro modo di essere.
Parlare con loro, vuol dire comunicare attraverso un’emozione, vuol dire trasporre senza veli, quel che di più puro custodisci nel tuo profondo, ad un altro essere, che ricambierà la tua fiducia rendendoti partecipe della sua armonia.
Dal libro: ‘’Alfa, questa sconosciuta…’’

Ciò che rende la famiglia del Lupo, superiore, sta nella personale individualità che muove ogni sua azione, limitata nel progresso delle emozioni, equilibrata nella spontaneità di espressione, volta al solo benessere collettivo. Ogni singolo comportamento è dettato dalla semplicità del bisogno: il bisogno di unire le proprie forze per sopravvivere in un ambiente ostile, il bisogno di procreare per salvaguardare il proprio stato, il bisogno di assistersi e completarsi per mantenere l’equilibrio. Ogni singolo componente del Branco è votato al compimento della sua mansione.

Io sono Uno, ma in realtà non sono che una parte di 1

 

Alcuni tratti della storia delle Veline dal ‘’Diario del Pastore Tedesco’’ - Le Veline – "... potremmo dire che sono nate per volere dello Spirito Santo, perché se non avessimo la certezza che Scrooge e Timon dormivano insieme, non sapremmo davvero come sia potuto accadere che la nostra Nana abbia potuto mettere al mondo "stiGioiellini". Scrooge non ha mai accettato un maschio; ha scelto lei ‘chi dove come e perché’; noi ci siamo accorti del suo stato solo quando ha cominciato a lievitare verso i 40gg. Un'eco di controllo ci ha dato la bella notizia!
Già mi vedevo nella cassa parto e viaggiavo con la fantasia, mentre Paolo contava il già numeroso Branco
..." - continua a leggere sul Diario del Pastore Tedesco

Ed è proprio nella cassa parto che ho vissuto con la mia Nana e le piccole Pesti <3.

Come la Natura vuole, Scrooge e Timon, uniti per loro scelta, hanno dato vita ad una Famiglia.
Da loro sono nate delle Creature che fin dal primo istante hanno parlato della realtà che ci circonda e si fortifica nell’intimità di atti molto particolari. Il bisogno delle premure di una Mamma, l’importanza di crescere nella tranquillità della Tana, la fondamentale interazione fra Fratelli e Sorelle. L’individualità viene fuori e con lei le forme di socialità in equilibrio costante.

Crescendole insieme, senza mai dividerle, le Veline ci hanno messo a nudo la collaborazione nel Branco e l’equilibrio di questa collaborazione dato dalla diversità che esiste fra i suoi singoli componenti. Ognuno di loro ha un ruolo che va ad incastrarsi perfettamente fra le righe del pentagramma ‘’Famiglia’’. ...

In una Famiglia naturale, non esistono componenti identici fra loro perché ognuno deve completare l’altro per far ‘si che la perfezione dovuta per ‘’sopravvivere’’ esista davvero! …Questo ci riporta ai tempi in cui anche la Famiglia umana era un organo sociale importante e perfetto. Ci riporta a quando nella Famiglia si cresceva, si viveva e si moriva.
Tutti per Uno, Uno per Tutti - esattamente come narrato dalle leggende sui Tre Moschettieri del Re. …

– Fra esseri umani è possibile che da una dualità di figure, una di queste possa modificarsi per trovare la sua strada nel contesto in cui vive; in altre specie animali, formate da Membri che ‘’dipendono in toto’’ dalla Famiglia, è molto difficile che la ‘’mutazione/adattamento’’ avvenga perché, a parte l’uomo, gli Altri, non hanno una ‘si fatta potenzialità di coscienza.
Nell’adattamento possibile, è probabile, che ci siano manifestazioni di forme di stress. –

(Anche nell’uomo è possibile la manifestazione di stress, ma mentre l’uomo è in grado di ragionare su eventuali ‘’convenienze’’, gli altri Animali no, per cui, se non arrivano ad un accordo, la scissione è necessaria. …
Lo so che un ragionamento del genere fa pensare a molte faccende umane, ma noi stiamo parlando di accordi musicali fra note che si distinguono in do, re, mi, fa, sol, la, si scritte su un pentagramma privo di ‘’effetti speciali’’)

Han Kiara Odette Esmeralda Melody Cree-Kree
Han e Kiara i soggetti più forti, in equilibrio con doti naturali senza eccessi. Odette, più determinata di Kiara e con un frizzo di all’erta maggiore, molto disponibile verso ogni proposta; Esmeralda, tanto temperamento e ‘’scarsa’’ attenzione pur se molto rispettosa delle regole; Melody, meno temperamento rispetto ad Esmeralda ma con una docilità alta e una buona duttilità; Cree-Kee, ottimo il temperamento, scarsa la docilità … con una duttilità molto presente solo se la mansione era ‘’da lei’’ ritenuta appagante. …

Tutte insieme rispecchiavano molto le caratteristiche dei loro Genitori, e questo dava quegli input importantissimi per verificare il valore di essere ‘’Sei’’ per un ‘’Uno’’ più completo.
Es.: avete presente quando si dice ‘mi manca una mano per poter essere efficiente al massimo’? …ecco loro erano le mani mancanti, e avevano perciò il dono di poter fare più cose ‘’insieme’’ e completare il ‘’lavoro’’ prima e meglio di chiunque si deve organizzare da solo.

Lo Sport, come sempre, ci ha mostrato i meandri delle loro particolarità.
Han e Kiara - Utilità e Difesa con l’aggiunta del Mondioring;
Odette e Cree-Kee - Heel-work to music;
Esmeralda e Melody - Agility-

Perchè la scelta di queste discipline?

A parte Cree-Kee, tutte le Veline hanno risposto molto bene, interagendo con umani esterni a casa, alle stimolazioni sulla predazione. Ma mentre Han e Kiara erano più disciplinati nelle loro espressioni, Esmi e Melody uscivano nella manifestazione solo se interpretavano il gioco come gioco e basta. Questo ci ha messo in evidenza che in Agility avrebbero potuto dire ‘’meglio’’ chi erano senza alcun tipo di ‘’limitazione’’; così, è in quello Sport che si sono pronunciate. Odette purtroppo, a sette mesi si fece male e, per non andare a ‘’stuzzicare’’ l’ipotesi di danni seri in età adulta, la scelta per lei è stata di tenerla fuori da un certo tipo di espressioni. La sua ‘’voglia di fare’’ l’ha messa comunque in mostra eseguendo coreografie di lavoro al piede a tempo di musica. Come lei anche Cree-Kee ha parlato di se attraverso l’ ‘’HeelWork to music’’ ma mentre quello di Odette fu un po’ un ripiego, per Cree-Kee fu una scelta ‘’tutta sua’’ ;) :D . …

Le Veline - Risultati sportivi

Importantissimi segnali ci hanno mandato in continuazione per come procedere nell’educazione al lavoro e l’equilibrio di casa. Mai hanno mostrato insofferenza una con l’altra e mai con altri membri del Branco. Avevano un modo un po’ chiassoso di esibirsi nelle faccende domestiche, al contrario delle loro esibizioni in esterno.
Da cosa era data questa diversità di espressione?
Sicuramente dal fatto che a casa si sentivano molto sicure e molto padrone della situazione, al contrario di quando erano ‘’fuori casa’’. … Poi, non erano così ‘’adulte’’ da potersi comportare come avrebbe fatto un elemento più ‘’evoluto’’ – per evoluto intendo più grande, più responsabile; un genitore forse. Tutto di loro ci parlava di una forma di infantilità che Cree-Kee capeggiava, seguita in un crescendo da Esmeralda, Melody, Odette, Kiara e Han. … E poi … a dirla tutta … quando mai un elemento saggio, si mette a fare il pagliaccio in terra straniera? … la saggezza della non confidenza ha messo in luce un’altra meravigliosa caratteristica del mondo naturale.

 

 

Si concludono le vicende sportive legate alle competizioni e si aprono porte che ci conducono in ambienti che conoscevamo superficialmente e ... siccome ''tutte le strade portano da qualche parte '' e ''chi si ferma è perduto'', ecco che poco dopo ci troviamo immersi nei meandri della Natura. ... A questo punto, il distacco con la ''normalità'' è evidente più che mai, e per noi è sempre più difficile accettare le forme antropocentriche che hanno assoggettato l'intero Pianeta e, nel nostro piccolo, il mondo legato agli Animali domestici (derivazioni del Selvatico) e alle Creature ancora distanti dall'evoluzione data dalla crescita ... i Bambini!

Bambini, la purezza dell'Infanzia e la semplicità delle emozioni.
In ogni Infante di qualunque Specie Animale, esistono momenti di beata spensieratezza. ...


- Settembre e Ottobre 2020 - In tema sportivo, Paolo ed io, ringraziando i Ragazzi con cui abbiamo condiviso alcuni giorni di settembre e ottobre, vorremmo lasciarvi delle immagini video che parlano di questa spensieratezza, di questa voglia di giocare e di correre insieme come si fa solo (purtroppo) quando si è Bambini.

Da ricordi lontani, lo Sport che rende più forte il legame <3 - video - ''Sport Agility Divertimento Amicizia''

30 settembre 2020 – rubo qualche minuto ai Ragazzi che stanno lavorando, ed entro in campo con Tortuga. Rivivo emozioni del passato, vivo la sua splendida espressività, vivo e gioco con Lei e, per attimi sospesi nel tempo, siamo due Infanti seri e felici di poter essere come siamo <3 <3 Grazie Tortuga <3 '' - video - Tortuga - 10 anni e mezzo - settembre 2020

Il sito Stella Grigia.com



Natale 1998 - La cinofilia è cambiata ... Una volta il termine ''cinofilia'' veniva usato per indicare una disciplina di vita che racchiudeva una forma di educazione e divertimento sociale fra l'Uomo e il Cane. Da qualche tempo, il Cane non si diverte più con il suo uomo, perchè il bipede è cambiato. ... E' cambiato (e molto) nella sostanza che non ha più. Adesso egli vuole solamente ''avere'' e ''raggiungere'' senza porsi il minimo quesito se anche gli ''esseri'' con i quali vive, vogliono la stessa cosa. … La ‘’cinofilia’’ è diventata una forma esasperata di ‘’follia’’ – siamo nell’era della ‘’cinofollia’’.

Un giorno, mentre sfaccendavamo a casa, mi viene la malsana idea di aprire un negozio per piccoli Animali. Credevo di poter trasmettere qualcosa di utile, per i Cani e per le persone, attraverso le chiacchiere quotidiane che ci si attarda piacevolmente a fare con un negoziante amico. Credevo che eventuali consigli su cibo, attrezzature, igiene, in correlazione al comportamento, potessero essere un buon aiuto per l’equilibrio psico-fisico. ... Nel piccolo negozio volevo allestire anche un mini armadio di curiosità che variavano fra ‘’cose per umani e cose per Cane e Gatti’’. Magliette, tute, coordinati per la cucina e per il bagno, agende, calendari, carta da lettera (ancora si usava in quegli anni <3) e tante altre cosette simpatiche per l'utilizzo umano, oltre a maglioncini, copertine, prodotti naturali per l’igiene e la salute per i Fidi Compagni, e piatti, piattini, ciotole e ancora e ancora altre cose che oltre ad essere utili, erano molto particolari e deliziosamente fini. Il tema era la Natura e gli Animali 8noi compresi).

Per rendere tutto perfetto, chiesi ad una mia amica (dell'epoca) se le interessava entrare in società. Era una ragazza alla quale piacevano gli Animali e in più, era a caccia di un lavoro. Era molto brava nel settore estetica e, all'idea di diventare una toelettartice, accettò con entusiasmo.

Il negozio fu aperto in un battibaleno (più o meno, dato che siamo in Italia!). Paolo costruì il mobilio disegnato da me; la mia socia si impegnò a trovare un grossista, mentre noi contattammo dei rappresentanti che conoscevamo da anni (visto che era un po’ che ‘’bazzicavamo nel Mondo Cane :D )

Come aprimmo, le novità del negozio, tutta l’assistenza che davamo e la bravura della toelettatrice, ne fecero un luogo di incontro dove si parlava di tutti gli aspetti del Cane. Avevamo anche una veterinaria in collegamento e una clinica; pensione e pascolo giornaliero (quello che oggi chiamano ‘’asilo’’); senza dimenticare la Scuola che, all’occorrenza, era sempre pronta a dare del suo, e in più, era il principale veicolo pubblicitario. ... Era un posto davvero speciale. …

L’unico neo era ‘’la società’’. …

Quando chiesi alla mia amica (dell’epoca) di aprire con me l’attività, non pensai minimamente che ella era sempre stata una dipendente e che, come tale, credeva che il datore di lavoro avesse come unico compito quello di stare in negozio e gestire ordini, incassi e spese. Ella non valutava che attorno al negozio esiste un mondo che permette la riuscita dell’esercizio, e che quindi, io non potevo essere sempre puntualissima e non potevo non fare le cose esterne che portavano lavoro all’interno (es.: lavorare alla Scuola con Paolo).
Morale della storia, la Favola negozio finì con l’avvento dell’euro, solo dopo due anni dall’apertura.

Di quei due anni mi rimase, oltre all’amarezza di aver perduto un’amica, un arricchimento conoscitivo sulla scarsissima conoscenza dell’uomo, in merito alla faccende del Cane, ferma ai preconcetti delle prime forme di educazione antropocentrica. Da qui, le clamorose turbe psichiche (umane) che fanno agire la persona in danno del Compagno peloso convivente, rendendolo un ‘’disadattato’’. …
Anche noi (Paolo ed io) quando cominciammo ad assaporare la realtà del Cane, non sapevamo quante idiozie circolano fra le chiacchiere di condominio, ma dopo dieci anni (1989 data della nostra nascita in questo settore) in cui le discipline cinofile avevano preso molto piede (e perciò si era diffusa una diversa conoscenza), non credevamo che le dicerie fossero ancora così tanto vive/presenti. … Questa realtà ci fece entrare in un corridoio che non credevamo esistesse, e cominciammo a vedere aspetti della vita umana davvero tristi (per non parlare di quella dei Cani :( …)
Per dare un piccolissimo esempio su cosa intendo, vi riporto un fatto (anche banale da un lato, ma importante per centrare il pericolo delle visioni distorte) che anche la mia socia non ha mai digerito (non in senso coordinato verso il mio pensiero ma esattamente concorde con il resto del popolo): ‘’Il nome che avevo scelto per il negozio era 'In bocca al Lupo'. La frasetta che tutti gli uomini credono sia uno sviatore di fortuna se il Lupo non muore (così da non riuscire a portali in bocca, sinonimo di mangiarseli), è l'augurio più bello che si possa fare perchè 'essere portati in bocca da un Lupo, vuol dire che Questi tiene talmente tanto in considerazione colui che porta, da ritenerlo suo Figlio; e come tutti i più sani Genitori, Egli lo proteggerà contro tutto e tutti'. ‘’ ... La pochezza mentale di alcune persone (vittime anche delle Favole che vogliono il Lupo cattivo e l'uomo buono), venne fuori come lessero l'insegna, e solo dopo aver spiegato il vero significato dell'augurio, decisero di entrare (almeno a curiosare).

Per non fare di tutta un’erba un fascio, è doveroso dire che, ho conosciuto anche alcune persone davvero particolari, e con loro ancora ho un bellissimo legame!

Il 2000 arriva e si conclude con un allontanamento sociale.

A marzo dell’anno successivo, il negozio non era più nostro (tanto per puntualizzare, trovai io l’acquirente), e ognuno tornò sulla sua strada.


Arricchita di molte esperienze, ha inizio un nuovo percorso didattico. … Le Veline e Mamma Scrooge mi fecero da guida <3 nel viaggio del tempo, toccando le vette con i Cani Lupo di Saarloos e i Cani Lupo Cecoslovacco - guarda il trailer ''Attenzioni oltre la tana'' - il video completo è nel libro ''Diario: Similitudini fra Cani e Lupi'' - documentario di 30 minuti che puoi trovare anche in collegamento a pag. 240 nel libro ''A TE - Educazione naturale''

Aggiungi un po' di cultura con - video - ''Il Cane Lupo di Saarloos'' e - video - ''Il fascino del Cane Lupo Cecoslovacco'' e - video - ''Stella e Rey - da un gioco - la natura - lo sport''

Il sito della nostra scuola

 

La conoscenza del Lupo e del Cane si fa intensa -

Un ricordo di Lupo – da ‘’Il diario dei nostri Saarloos’’ www.canelupodisaarloos.eu

Lupo - Un pomeriggio del 199…e qualche cosa, sicuramente più di 20 anni fa, ho incontrato Lupo, un esemplare maschio, di sette anni, di Lupo Artico. Avevo tanto sentito parlare di lui, e già prima di conoscerlo, lo amavo perdutamente.

Lo vedo sdraiato nel suo bellissimo recinto, un piccolo bosco dislocato su un terreno con leggere pendenze ai lati e un rialzo nel centro. La sua spalla sinistra è appoggiata alla rete del confine destro di quel giardino un po’ isolato – il confine destro del recinto è attiguo a un vialetto di passaggio. Sbirciando dalla stradina, mi accorgo che il muso di Lupo è rivolto nelle mia direzione, ma data la distanza che mi separa da lui, non riesco a capire dove è diretto il suo sguardo.
Magnetizzata da quella figura, mi avvicino e, senza accorgermene, mi ritrovo accucciata accanto a lui all’esterno del suo bellissimo eremo.”

La persona che lo aveva accolto all’età di un anno, era l’unica che Lupo accettava accanto. Fra loro due c’era un qualcosa che andava oltre il legame che si instaura con un Cane, non dico ‘più forte o meno’ solo diverso. Vedendomi lì, non ebbe timore e mi lasciò per un po’ a godere di quella vista meravigliosa.
Non so dire quanto tempo ho trascorso attaccata a quella rete, ma posso dire con certezza, che gli occhi color ambra, incrociati al mio arrivo, da subito mi hanno invaso l’anima.
Sappiamo tutti che non bisogna infilare le mani fra le magie delle reti di protezione, che non bisogna avvicinarsi troppo agli Animali rinchiusi e che Selvatico è il contrario di Domestico, ma resistere è difficile.

Lupo restava lì sdraiato e mi guardava, di tanto in tanto strofinava il suo bellissimo muso sulla rete… non ho saputo contrastare la tentazione di toccare quel manto, non ho potuto rifiutare l’invito a miscelare i nostri odori… quando Lupo sentì le mie dita sulla sua spalla ci si strofinò sopra. Cominciai allora a carezzarlo lievemente e poco dopo a grattarlo fin dove potevo arrivare.

D’un tratto Lupo distoglie da me l’attenzione, la sua Amica è tornata. Stupita dall’intesa creatasi, Ella mi chiede se voglio entrare da lui.
Che domanda?!… “certo che voglio entrare, è una vita che aspetto un’occasione del genere, si, si voglio entrare da lui, dimmi come devo comportarmi ed io lo farò
Sii naturale, fai quello che ti viene di fare senza mai perdere il controllo” è ciò che mi risponde.

E come fai a non perdere il controllo, l’emozione è alle stelle, quasi quasi mi viene da piangere dalla gioia, la cosa più difficile da mantenere è proprio il controllo. Se dovessi agire d’impulso mi tufferei su di lui e lo abbraccerei tanto forte da diventarne parte, ma non credo proprio che questa sia la tecnica giusta per avvicinare nessuno, tanto meno un Lupo.

Io vado avanti, lo prendo al guinzaglio (una catena lunga un paio di metri) e lo porto fuori dal recinto, tu aspetta qui davanti, voglio che ti conosca fuori dal suo territorio… vediamo come si comporta e poi, se è il caso rientriamo con lui.” Continua a dirmi con estrema tranquillità.

Mentre Lei oltrepassa il primo cancello di accesso, il mio cuore batte alla velocità della luce, sento i miei occhi inumidirsi, bagnati dalle lacrime che non controllo… devo calmarmi, dominare l’emozione, sopire la gioia che mi invade, altrimenti non riuscirò mai a farmi accettare.

Lupo riempie di feste la sua Amica, una novità è nell’aria. Con estrema facilità, il suo bel collo viene cinto come se fosse un cagnolino. Tenuto saldamente da Lei, Lupo esce ergendosi sulle zampe posteriori e raggiungendo un’altezza che mi sovrasta.
Tutto quello che mi viene in mente di fare, è assumere un atteggiamento infantile - se avessi posseduto una coda me la sarei rotta per la velocità con cui la dimenavo. Lupo accetta la mia sudditanza e mi invita ad entrare nel suo regno.
Lupo è libero, mi annusa, i suoi movimenti sono fluidi, le orecchie, dapprima portate erette, si abbassano mano a mano che prende fiducia nel mio odore. La sua Amica mi porge dei biscotti - credo - lui annusa le mie mani, ne raccoglie uno e corre via, dopo un attimo torna con un legnetto.”

In quel breve momento di assenza Lei mi dice di comportarmi in maniera meno fanciullesca, Lupo potrebbe cambiare la sua buona predisposizione nei miei confronti, in poca considerazione in quanto, mostrandomi al limite della sottomissione, assumerei di fatto un ruolo troppo inferiore. Lupo conosce le persone e conosce una piccola parte di vita civile, lo dimostra l’essersi fatto prendere al guinzaglio, il gradire i biscotti e il non essere troppo diffidente nei confronti degli odori estranei – è vero che mi aveva già assorbito in essenza al di fuori del recinto, ma di fatto rimanevo un estranea. Lupo conosce alcuni aspetti della vita con l’uomo, ma non bisogna sottovalutare che è un Lupo.

Tornato da me, tenendo il legnetto in bocca, mi si siede accanto e appoggia tutto il suo peso sulla mia gamba. Le parole mi escono dalla bocca in caduta libera, come l’acqua di un ruscello, una cantilena smielata più che un discorso di senso compiuto, oserei dire. Lupo si alza e si mette trasversale, sbarrandomi la strada, allora lo accarezzo. Lui lascia cadere il legno, alza lo sguardo e per un attimo ancora i nostri occhi si appartengono. Le mie mani si perdono fra il pelo del suo immenso capo. Mi chino su lui fino a toccare le zampe anteriori e infine il costato. Il corpo è diverso da quello del Cane, la sua robustezza, la tessitura del pelo. Toccando Lupo, ho toccato la roccia, il muschio e l’erba del prato. Mai avrei voluto staccarmi da Lui. Avrei voluto dire 'lasciatemi qui e dimenticatevi che esisto' ”.

Grazie Stefania per avermi dato la possibilità di conoscere Lupo.

Conosciamo il Lupo

‘’ Il Lupo, affascinante creatura del cupo bosco e delle distese innevate, è da sempre una costante nei sogni e negli incubi degli uomini.
Molti sono coloro che, ammirandone il grande equilibrio, lo hanno elevato a Spirito Guida, e come tale, ne hanno preso ad esempio i comportamenti, cercando di imitarli al fine di poter condurre una vita più armonica con la Natura.
Questi uomini poi, hanno tramandato ai propri figli quel che avevano appreso, e, cosa più importante di tutte, hanno insegnato loro, a rispettare e amare, una creatura capace di mantenere l’equilibrio nello sviluppo dell’eco-sistema.
Altri uomini, invece, anch’essi affascinati dalla maestria del Lupo nella caccia, e dalla solidità dell’attaccamento alla famiglia, hanno sì percorso il cammino dei loro simili, ma con l’ulteriore scopo di avvicinare il Lupo, fino a renderlo dipendente dal nucleo familiare dell’uomo.
La socialità del Lupo ha permesso ad alcuni individui, questo tipo di cambiamento, dando origine a nuovi nuclei familiari etero-specifici. …
‘’ Dal libro: ‘Diario: Similitudini fra Cani e Lupi - Illuminanti riflessioni

Il Lupo per me è un esempio di vita!
‘’…È un Animale sociale/familiare che vive l’equilibrio della sua natura. Sviluppandosi nelle varie sottospecie, ha permesso il consolidamento dell’equilibrio in ogni territorio che ha battuto, È un grande comunicatore, tanto grande da dover ritenere opportuno, noi umani, prendere ad esempio la sua espressione sociale (con familiari e non) e il suo modello di vita, per migliorarci e migliorare la nostra realtà … ‘’se solo riuscissimo a vederne il Vero significato’’, cosa che potrebbe avvenire se non analizzassimo tutto sempre seguendo una logica lontana dagli istinti degli Animali semplici.

Socialità/familiare - Il Lupo è un Animale Mammifero che vive con e per la Famiglia. In essa ha creato una collettività perfetta dove esiste il rispetto fra i membri e l’accettazione del ruolo individuale. Per il Lupo la Famiglia è il mondo; difficilmente se ne allontana e se essa viene privata di un qualche elemento ne subisce emotivamente la perdita. …’’ Dal libro: ‘’A TE – Educazione Naturale’’ - pag. 239

‘’…La natura sociale del Lupo, questa sua evoluzione per la vita di branco, con le necessarie qualità “sociali” (la capacità di comunicare, di vivere fianco a fianco, di sopire la propria aggressività impulsiva, di collaborare per l’allevamento dei cuccioli, di cooperare nella caccia), ha consentito lo sviluppo del processo evolutivo da lupo a Cane.
Come per il Lupo, anche per il Cane (
suo Figlio – come riconosciuto da ricerche scientifiche) – ‘’Per il Cane esiste il piccolo mondo del Branco/Famiglia, quel meraviglioso piccolo mondo nel quale tutto si svolge per il bene di Esso, e dove esiste un senso di collaborazione e di attaccamento che permette ai soggetti che lo compongono di raggiungere un perfetto equilibrio sociale.
Con questo non dobbiamo pensare però che il Cane non possa vivere in un luogo dove sono presenti più comunità, ma dobbiamo pensare che per lui ‘’uscire da casa’’ vuol dire ‘’andare fuori dalla tana insieme alla Famiglia’’ … fare, disfare, agire, operare, giocare, passeggiare, lavorare, ‘’vivere’’ con Essa e in Essa come è nell’ambito della tana così anche fuori.
Egli vive nella Famiglia e per la Famiglia.
Questo concetto ha un significato molto profondo che trova la sua radice/origine nell’attaccamento.’’
Puoi leggere tutto l’articolo su www.stellagrigia.eu/articoli/il_branco.htm

L’Attaccamento - Fin dal momento della nascita, si crea fra Madre e Figlio, un legame che diventa sempre più saldo, minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno. E questo accade fra tutte le Mamme che per natura crescono i propri piccoli e tutti i Figli che necessitano di tale assistenza per sopravvivere. È un legame che ha un inizio e non ha una fine, ed è per tutti ugualmente importante, pur essendoci delle diversità a seconda della specie animale di appartenenza.

Un rapporto di intesa globale fra Genitrice e Figlio, permette a quest’ultimo di crescere in sicurezza, al contrario di un altro che invece vive la dipendenza dalla Mamma solo ed esclusivamente per mangiare e dormire, un’intesa limitata ad un mero contatto fisico privo di coinvolgimento emotivo che lo porterà ad uno sviluppo solitario (soggetti del genere, tenderanno ad assumere comportamenti negativi e/o esasperati con il mondo circostante).

Occuparsi di un Figlio vuol dire prendersi cura di lui assistendolo, nutrendolo, educandolo.

Abbiamo già parlato molte volte delle cure parentali, di quegli atteggiamenti di pulizia e di tenerezza, di educazione e di premura che già dalla prima musatina al Cucciolo e dal primo bacio al Bimbo, procedono in una escalation di atteggiamenti a volte dolci a volte meno. Ed è proprio in quegli atteggiamenti che si cela la verità di una crescita equilibrata.

La Mamma è tutto per un Figlio!

Bimbo e Cucciolo possono passare dalle braccia di un zio all’altro, ma le braccia di Mamma restano comunque le braccia di Mamma.

Crescere un Figlio non vuol dire solo nutrirlo, pulirlo e metterlo a letto, vuol dire anche e soprattutto farlo sentire parte di noi: accompagnarlo per mano nelle fasi della crescita, guidandolo e sorreggendolo, affinché un giorno, quando diventerà grande, possa vivere in equilibrio la sua Vita.

‘’ Dal libro: ‘’Diario: Similitudini fra Cani e Lupi - Illuminanti riflessioni - pag. 405

www.ilcane.eu - Articoli sul Lupo


Più ci avvicinavamo alla conoscenza della Natura, più ci staccavamo dai concetti antropocentrici degli uomini adulti che, dimentichi di essere stati ‘’Piccoli come gli Animaletti’’, gestiscono ogni cosa (animata o no) secondo il loro punto di vista. Questo li porta ad un asservimento del prossimo ma anche di stessi. E li porta ad assopire una serie di stati d’animo che, a volte, riemergono all’improvviso. Il loro rinascere causa dei forti disagi sia a chi non li accetta che a chi li accetta. Perché chi non li ‘’riconosce’’ si spaventa e li identifica in patologie dalle quali non si guarisce (il che mette in luce la pochezza del suo essere, ‘’essere’’ dell’uomo che si spaventa), e chi li ‘’riconosce’’ ne riamane incantato e si rammarica di averli dimenticati per lungo tempo.

Antropocentrismo - ''Tutte le rappresentazioni della Vita narrate dall'uomo, raccontano di una vita umana, dei suoi bisogni e delle sue possibilità, nonché della sua capacità emozionale e della sua ingegnosità; quando viene intrapreso il discorso (generalizzando) su altre vite, o situazioni/episodi che avvengono sulla Terra, è per le circostanze che toccano direttamente l’uomo che i discorsi/gli argomenti vengono affrontati, ossia quando le circostanze possono in qualche modo nuocere o beneficiare l’uomo, altrimenti, passano tranquillamente ‘’in secondo piano’’. Non si tiene mai in considerazione, infatti, tutto quello che è esterno all’uomo, se non è (questo qualcosa) in stretta collaborazione con la sua esistenza (con la vita dell’uomo).

Solo l’uomo ha diritto di parola, tutto il resto è niente. ...''

...e quando l'uomo si interessa a bisogni di altri Animali, lo fa solo se questi interferiscono con la sua vita (sia in maniera utile che non), sconclusionando il o i malcapitati, ... Non da meno si comporta quando è del Bambino che si occupa; a lui si avvicina con una forma di pensiero che si trova decine di anni lontana dalla possibilità della reale consapevolezza dell'Infante. Ciò crea disequilibri mentali che portano a crescite necessariamente deficitarie.


Esempi sulla insana interpretazione dei fatti: IL CORVO E L'AQUILA - IL BAMBINO E LO SPECCHIO

- Nell’agosto di quest’anno (2020), è stata pubblicata una foto e lo scritto relativo.
Dalla foto qualcuno ha dedotto ‘’cose’’, qualcun altro ne ha dedotte ‘’altre’’.

il Corvo è l’unico Uccello che ha il coraggio di beccare il collo dell’Aquila!
"L' unico uccello che ha il coraggio
di beccare un'aquila è il corvo.
Si siede sulla sua schiena e morde il collo.
Tuttavia,
l' aquila non risponde,
né lotta con il corvo.
Non spreca tempo né energia per lui,
semplicemente apre le sue ali
e inizia ad alzarsi più in alto nei cieli.
Più alto è il volo,
più difficile diventa respirare per il corvo,
e poi il corvo cade per mancanza di ossigeno.
Smettila di perdere tempo con i corvi.
Con queste persone dannose
che si avvicinano solo alla tua vita
per tentare di destabilizzarti,
per proiettare su di te le proprie tempeste.
Portali alle tue altezze,
e svaniranno da soli.
"...

Quello che accade fra un Corvo e un Aquila è ben diverso da quello che interpreta l’uomo.
A parte il fatto che potrebbe essere un fatto del tutto casuale, l’atto potrebbe mostrare una sintonia di ‘’favori’’.
Non so se il Corvo è un Uccello insettivoro che sfrutta l’annidarsi di parassiti sul corpo di altri Animali (in questo caso – l’Aquila), ma so che esistono molti Animali apparentemente o veramente più ‘’deboli’’ di altri che, tranquillamente, si avvicinano a questi ultimi e da loro non vengono cacciati.
Il compito di pulire, dato loro da Madre Natura, è un compito che il Selvatico ben conosce perché fa parte dell’equilibrio che regna ovunque non ci sia l’uomo. …
Su atteggiamenti come questo, l’uomo inventa storie tanto veritiere per il suo contorto e unilaterale modo di pensare che (per forza di cose non riesce a capirne altre) chi lo ascolta (ascolta l’oratore), prende per buono qualsiasi ‘’verità’’. …
Vittima del suo credersi unico saggio (anzi ‘’doppiamente saggio’’ ) sulla faccia della Terra, decide la traduzione di tutti gli atti a hi assiste, secondo il suo vocabolario, destabilizzando ogni cosa!
Purtroppo anche si fa convincere poco delle tante credenze, non riesce a guardare troppo oltre il suo naso da sapiens sapiens e, correggendo il ‘’tiro’’ (riferendomi sempre allo scritto), parlando (ad esempio) della quota raggiunta dall’Aquila per uccidere il Corvo, dice che il problema non è l’ossigeno, perché ‘’se ce ne è per lei, ce ne è per anche per lui’’. A QUESTO RISPONDO: se il Corvo non vola a quella quota avrà i suoi motivi, motivi probabilmente dati dall’evoluzione che l’ha voluto Corvo e non Aquila, per cui potrebbe essere un’aria diversamente composta come anche una temperatura che non lo aggrada, oppure potrebbe essere un non riuscire a ‘’mangiare/pulire’’ a quell’altezza e a quella velocità, INDI, scende dall’Aquila!!!

Se fossimo Corvo o Aquila, sapremmo dare una giusta risposta!

UOMO SE HAI UNA TESTA SUPERIORE (COME DICI), USALA, NON FARE FINTA!!!…

Il Bambino e lo specchio - dal libro ‘’A TE – Educazione Naturale’’ pag. 112

Si dice che le prime forme di osservazione del Bambino, dell’immagine riflessa, avvengano dopo i 6 mesi, per completarsi a 18. In questo periodo di tempo, non è che il Bambino sia in grado di capire da subito il significato dell’immagine riflessa, e ancor meno capisce che sia lui, però sicuramente apprende l’esistenza di ‘’altri personaggi’’ al di là del muro. Un mondo parallelo e silenzioso che come viene chiamato, ecco che si mostra.
Il Bambino è divertito da questo fenomeno e inizia la sua interazione con quel mondo.
Piano piano si accorgerà chi è veramente l’altro Bambino che abita in una casa come la sua, e in quel preciso momento, avverrà il passaggio di crescita.

‘’Ricordo quando il mio Fratellino, in groppa al suo girello, girovagando con noi per tutta casa, ci seguiva anche in bagno.
Nel bagno di Papà e Mamma c’era uno specchio enorme, e Ale rimaneva a guardare noi, fuori e dentro lo specchio; ci guardava con molta attenzione, sempre incuriosito, e si divertiva tanto quando lo guardavamo dallo specchio e lo invitavamo, chiamandolo, a interagire con noi attraverso l’immagine riflessa. Lui prima ci guardava diretti, poi nello specchio e ancora noi direttamente, e come si riaffacciava un’altra volta allo specchio rideva contento.’’

Questo piccolo ricordo, mi porta a precisare che Ale, non ha conosciuto così lo specchio, e non l’ha conosciuto neanche come viene consigliato da chi ha partorito metodo e diagnosi su ‘’la conoscenza dello specchio e della propria immagine’’.

Ale da che è nato, è sempre stato con noi, a parte che nei momenti del sonno quando, non più piccolissimo, lo adagiavamo nel suo lettino posto nella mia camera.
Portandocelo sempre dietro, ha conosciuto lo specchio come entità della casa, come ‘’normale’’ entità della casa.
Non sempre in quel bagno, ma sempre mentre era con noi nella carrozzina e poi nel passeggino, o quando lo tenevamo in braccio, ha vissuto lo specchio come una normalità; e nel momento in cui ha cominciato a capire che anche lui poteva vedere un’immagine che corrispondeva a molte altre che erano al di qua della parete, ha appreso con serenità la sua realtà. È logico che quando ci specchiavamo o lo chiamavamo eravamo tutti allegri, e facevamo le smorfie e i sorrisi, e dicevamo cose con toni spensierati, ma nessuno di noi s’è mai sognato di fargli vivere l’approccio come descritto dal metodo. Per noi, era anche un modo come un altro per giocare con lui.

Non sto mettendo in discussione quanto detto dallo studioso, non mi permetterei mai, dico solo che trovo un po’ superficiale lo studio nella descrizione ovvia di alcuni punti che rispecchiano l’idea che si dovrebbe avere della vita con la Famiglia, della socialità familiare, e della crescita insieme. L’impressione che ho, è che il metodo sia esclusivamente scritto per chi ‘’forse’’ non ha questa coscienza del ‘’significato di Famiglia’’ ed è schiavo di spettri del passato.

‘’Lo specchio di Lacan’’ è preso ad esempio come linea pedagogica per dare al Bambino l’esatta impronta per la conoscenza della propria immagine; la fase dello specchio rappresenta il punto di partenza dalla quale prenderà forma il suo ‘’io’’.
Lacan dà molta importanza alla comunicazione fra Madre e Figlio e, nella comunicazione, dà importanza all’espressività del volto, alla scelta delle parole da pronunciare, alla melodia espressiva e alla dolcezza dei movimenti di Lei, essendo il suo modo di comunicare, per il Bambino segnale di sicurezza o di dubbio.
È questa una nota del linguaggio naturale che fortunatamente non abbiamo perso e a cui, persone di un certo rilievo, ancora danno importanza.
Lacan, nel particolare dell’esperienza ‘’specchio’’ consiglia le Madri, di farlo conoscere in maniera più diretta di quella che abbiamo usato noi con Alessandro (e probabilmente molte altre persone come noi), ponendo direttamente il Bimbo difronte all’oggetto e, al momento dell’apparizione, iniziare a lodare l’immagine, facendo in modo che il Bimbo l’associ a sé e, associandola a sé, da tutto quel clamore ed entusiasmo capisca la sua importanza nel cuore della Mamma, beandosi in più, di quanto egli sia un Bimbo superlativo.
Se la Mamma non si comporterà così, e il Bimbo, in più, non venisse accompagnato nella conoscenza dell’immagine di sé, potrebbe favorirsi in lui la nascita di una sindrome schizofrenica o un comportamento isterico, degenerando poi la cosa, in dramma che potrebbe far vivere al Fanciullo (durante il sonno) incubi farciti di apparizioni macabre.
Il fattore macabro viene identificato in una conoscenza parziale di sé, ossia il Bambino conosce le sue manine, i suoi piedini, gambette e braccine, conosce un po’ la pancina, e tutto ciò che riesce a vedere del suo corpo senza usufruire dell’immagine riflessa, ma non conosce l’unità delle cose che conosce, ossia il loro essere parte di un’entità unica. Il pericolo temuto e non so come diagnosticato (a meno che non esista una macchina dei sogni che riesce a raffigurare quel che avviene nella mente dell’individuo), è riconosciuto in: parti del proprio corpo assemblate non si sa come, e ricoperte da una struttura protettiva/impenetrabile che non dà al proprietario (il Bambino) la possibilità di vedervi attraverso e ancor meno gli permette di riappropriarsene (di riprendersi ciò che gli appartiene) – negazione/privazione del proprio corpo.

Riflettendo: ma se questo è il problema, a maggior ragione il Bimbo deve conoscere ‘’lo specchio’’ come lo ha conosciuto Alessandro, ossia, fin dal momento in cui è troppo piccolo per accorgersi delle differenze fra oggetto o persona reale e oggetto o persona riflessa. Impara in questo modo ad interagire con realtà e realtà riflessa e nelle routine conosce ‘’gli involucri’’ che mantengono unite le varie parti del corpo!

Saranno probabilmente riflessioni alle quali serve del tempo per realizzare la loro veridicità sullo stato descritto o la loro bestialità, però, intanto, senza accusare o osannare, vorrei solo rimarcare un fatto: qualunque sia la novità, se rientra nella normale armonia della Famiglia, non potrà mai essere vissuta come esperienza negativa.

Gli Animali ci insegnano la classica espressione ‘’a punto interrogativo’’, che mai sfocia in dramma o all’erta, se non quando è la Famiglia a dare l’allarme. Tutte le nuove conoscenze, affrontate con la Famiglia, portano ad un accrescimento dell’Io che non deve condurre per forza di cose ad una visione narcisistica del proprio Essere, bensì ad un equilibrio di crescita.

Le esperienze fatte nella tranquillità della casa hanno un sapore e un valore confortante, così come ce l’hanno quelle fatte in ambienti sconosciuti con le persone di cui il soggetto si fida.
L’attaccamento e l’apprendimento sono fortemente legati. Importante è la Famiglia e importante è saper vedere la realtà dei comportamenti senza cercare di trovare in essi sempre e comunque uno stato patologico depistante.

La conoscenza del vero significato di alcuni concetti che smuovono emotività primitive che poi si evolvono con la crescita psichica ed esperienziale del soggetto (diversa fra Specie Animale e Specie Animale), richiede una forma di pensiero ed elaborazione che è maggiore quanto più è evoluta la Specie che la produce.
L’evoluzione (più o meno avanzata) dell’emozione, porta gli individui ad assumere determinati comportamenti. In merito a questi comportamenti, l’osservatore non deve mai generalizzarne la spinta lasciando da parte la reale capacità della Specie alla quale sta attribuendo la spiegazione del comportamento ‘’x’’, di vivere talune intensità emozionali (‘’intensità’’ nel senso di progressivo sviluppo del sentimento dall’esordio al suo completamento).

Capitolo 8 - Articoli di riporto

Ansia o stress L’Ansia è la risposta psichica a un’immagine e/o all’ipotesi incorporea di un evento, e provoca un pesante malessere.
Si è combattuti fra: desiderio, dubbio, impotenza, pena nell’immaginario… Sperare che l’inquietudine finisca e quel senso di angoscia venga trascinato via liberando il corpo dall’oppressione.
Per progettare e vivere tutto questo bisogna possedere ‘’la coscienza dell’essere’’ - ‘’Cogito Ergo Sum’’ Cartesio - viene da sé che né un Bambino e né un Animale diverso dall’essere umano di una certa età, può vivere un simile stato.

Socialità Bambini e Cani La socialità è la tendenza di alcuni Animali, fra cui l’uomo, a vivere in gruppo.
Di norma l’Essere che nasce in una comunità, ha la predisposizione a vivere in un contesto di più esseri della sua Specie, ma non è detto che non possa vivere anche con soggetti di altre Specie se anch’essi sono Animali sociali; così come però non è detto che possa farlo se dall’altra parte non esiste disponibilità di intesa, ossia un alto livello di socialità.
Fra il dire che due Specie Animali possono coesistere in quanto sociali e il metterlo in pratica ci passa un oceano di ragioni, altrimenti, Animali sociali come il Lupo e l’Uomo, il Lupo e il Cervo, l’Uomo e il Cervo, prede e cacciatori, potrebbero andare sempre d’amore e d’accordo (l’Uomo e il Cervo lo fanno di più, perché l’Uomo ha un menù alimentare più vasto del Lupo e il supermercato sotto casa).

Interessante la diversità fra: socialità/familiare e socialità/sociale

Etica - Egoismo e Altruismo "Già i bambini di 18 mesi mostrano preoccupazione se vedono vicino a loro, qualcuno che soffre o è in difficoltà. Poi ci sono una serie di passi successivi con cui questi comportamenti si raffinano nell'età della ragione". Anna Oliverio Ferraris -

Le forme di empatia cominciano ad apparire nel momento in cui le motivazioni sociali/familiari divengono coscientemente importanti. Questo non vuol dire che prima che ciò accada, al Bambino non interessa nulla di quello che è fuori dalla sua sfera, ma semplicemente significa che per lui oltre quella sfera non esiste altro. E solo quando, piano piano, altri dati, persone, esperienze, cominceranno a far parte del suo mondo, anche il ‘’nuovo’’ diverrà ‘’congiunto’’, indi reale e coinvolgente.

Già all’età di 18 mesi, i Bambini rispondono volenterosi alla richiesta di aiuto/collaborazione di un adulto/familiare e alla sua richiesta di aiutare un'altra persona (adulto o Bambino). La loro spinta e il loro impegno non sono condizionati da altro che non sia il desiderio di rispondere alla richiesta, e di operare nell’attività. Non esiste uno scopo diverso da una forma di collaborazione altruistica. Il ‘’grazie’’, identificato nel ‘’bravo’’, nel ‘’sorriso’’, nel ‘’gesto affettivo’’ ed ‘’espressione felice’’ della persona aiutata, è talmente appagante che il Bambino non ha bisogno di altro. ‘’Sporcare il grazie’’ con ricompense materiali (giochi, leccornie, regali), influisce negativamente sull’educazione morale, spostando la motivazione forte del Bambino sulla futilità e sul distacco dall’altruismo sociale.

La metodica comportamentale descritta, appartiene anche all’amico Cane, e il suo PapàLupo ce ne dà una versione più pura, in quanto non modificata dall’esperienza attraverso il contatto con il sociale umano (del FiglioCane). E cioè: nella Famiglia del Lupo, non esiste altro che la collaborazione che abbia uno scopo diverso dal bene comune.

Vita e Morte: Il concetto di dare la vita e toglierla Come accade per gli Animali, anche per i Bambini, il concetto di vita e morte che hanno, non è quello degli adulti umani.
Bambini e Animali, non conoscono la versione biologica del corpo, non sanno cos’è che gli dà la forza e la capacità di muoversi, non sanno come fanno a parlare, a sentire, a provare sensazioni piacevoli o spiacevoli.
Della vita, sanno che quando un corpo si muove è ‘’vivo’’, cioè ‘’sveglio’’ per i Bambini e forse ‘’attivo’’ per gli Animali; e della morte sanno che alcuni corpi non si alzano dal ‘’sonno’’. Del sonno, i Bambini sanno cosa sia il dormire, gli Animali no. Entrambi però, quando un corpo dorme, riconoscono l’atteggiamento del dormire da diverse varianti. Il Bambino guarda forse il movimento dato dal respiro, e se ha dei dubbi, prova a scuotere un poco quel corpo; l’Animale sente, più che altro, l’odore di quel corpo e il suo calore; può arrivare a toccarlo per capire meglio, ma se non ottiene la risposta voluta, capisce la sua ‘‘specificità’’ pacifica o non più reale.

Bene e Male Buono e Cattivo L’uomo attribuisce agli Animali diversi da lui molti comportamenti dei quali ‘’lui’’ è l’artefice, mosso da stati d’animo controversi ed esasperazione emotiva. Lo fa per scagionare sub-consciamente il proprio comportamento, e lo fa per insegnare ai Bambini una modalità comportamentale giusta o sbagliata. Se il Fanciullo, imparasse ad attribuire tali atti solo all’uomo, crescerebbe nella paura sociale. Vedendoli invece in Animali (soprattutto Selvatici), il suo disagio è verso ‘’il bosco’’ e non verso i suoi consimili.
L’ingiusta educazione però, crea delle false immagini nel Bambino che tramanderà poi a sua volta per altre generazioni, in un crescendo di malintesi che lo allontaneranno sempre più dalla Natura e dalla sua Verità.
Nessuno, all’infuori di un Animale evoluto come l’uomo, e nella Specie, solo al momento dell’acquisizione del significato di ‘’fare del bene e fare del male’’ - ‘’provocare una sensazione di bene e/o benessere’’ oppure ‘’provocarne una che infligge pena e sofferenza (godimento per la pena inflitta), è in grado di capire e partorire pensieri e comportamenti similari.

Consapevolezza del fattore positivo e del fattore negativo Il nuovo è provvisto di esperienze positive ed esperienze negative, avere accanto qualcuno, promuove, rasserena, spinge la Creatura ad assaporare nella giusta proporzione entrambe le esperienze.
Fin dai primi giorni, il respiro trasmesso/avvertito nella sua intensità, sarà per il Piccolo, un visore che avverte/trasmette dall’esterno variazioni degli accadimenti. Le risposte tranquille, serene, agitate, riconosciute nel respiro, daranno un’idea della fiducia nell’Altro, se è ben riposta oppure no.

… alcuni tratti e tanto da scoprire… nel libro ‘’A TE – Educazione Naturale’’

ANNO 2021 - INVASIONE DI ANTROPOFORME SEGNANO L'INIZIO DELLA CONCLUSIONE DELLA LIBERTA' ESPRESSIVA - Senza dar sfogo alle riflessioni riguardanti le vicende che stanno distruggendo il legame sociale in ambito prettamente umano, e senza dar sfogo all'ira nei confronti di un potere assoluto malato di SINDROME DELL'ACCUMULO e di DELIRIO DI ONNIPOTENZA, mi fermo a recitare il DRAMMA DELLA CINOFILIA, il dramma a cui è arrivata servendo quella schiera di psicopatici che, come la più abile delle Piovre, vuole ''prendere' in ogni dove piegando / modellando / esaurendo le capacità logiche di chi vuole solo la propria pace quotidiana. ''non pensare, non decidere, non essere responsabile, chinare il capo e subire la privazione esistenziale per godere di una vita da marionetta'' , porta ad avere un'esistenza manovrata da un Burattinaio che, appena vuole cambiare la scena sul palcoscenico, mette le sue marionette nel baule e lì le lascia fino a che ne avrà voglia o non ne avrà bisogno!.

La Cinofilia è morta e con lei sono morti i diritti degli Animali
Il rispettouna parola che non fa parte del vocabolario di tutti!

Cinofilia – misera condizione sociale’’ dal sito www.stellagrigia.eu

Preambolo - Qualche giorno fa. Paolo se ne è uscito sulla sua pagina fb, con un vocale riguardante il mondo della cinofilia odierna e il degrado in cui è sprofondata. (LINK)
Purtroppo non è stato uno sfogo del momento a farlo parlare in quel modo, ma un vero e proprio senso di vuoto, poichè, l’avventura che abbiamo iniziato nel 1989 e alla quale abbiamo dedicato tutto il nostro tempo da allora, è arrivata ad un punto tragico … la cinofilia ha imboccato la via senza ritorno.
Non siamo stanchi della nostra vita, non è morta la nostra passione, a morire è stata la giusta considerazione che deve avere l’umanità per il Cane!
La causa del declino, come sempre è da cercare nella sordità sapiens.
L’essere umano, gonfio nelle sue frustrazioni che lo portano a vedere cose assurde per una realtà naturale, programma la mente del Cane nell’intento di creare un clone che lo riscatti dalla misera condizione sociale e personale in cui il ‘’due volte sapiente’’ vive.
È sempre esistita nell’umanità, la paura del sociale, ossia la paura che ha la persona di mostrarsi nella propria individualità.
Questo dipende un po’ dalla mancanza di rispetto per i singoli ruoli, non capendo l’importanza della diversità, e un po’ dall’invidia e dalla cupidigia. - Potevo anche solo dire che la colpa è da attribuire alla stupidità, ma non sarebbe arrivato ‘’il concetto’’ nella maniera giusta al circuito di ricezione. -

Abbiamo parlato tante volte delle forme di antropocentrismo che dirigono ogni pensiero dell’uomo, finanche quello che non appartiene alla specie Homo Sapiens sapiens (generalizzando nella questione per non entrare nella specifica delle differenze di nascita, altrimenti ci perderemmo nei meandri delle diversità). Vittima di se stesso e dei condizionamenti di cui ha bisogno per guardarsi allo specchio e uscire di casa, non conosce altra via di comunicazione (e non capisce che ‘’Altri’’ possono non essere deboli par lui), se non quella del raggiro e del condizionamento (appunto!).

Come accennavo in un articolo (LINK - Spacciatori di parole - le droghe occulte) scritto qualche giorno prima dello ‘’sfogo’’ di Paolo, l’uomo è vittima di forme di ‘’addottrinamento psichico’’ che lo portano a vedere solo cose che gli è permesso di vedere, e a non saper leggere ‘’fra le righe’’.

Articolo – ‘’Cinofilia – misera condizione sociale’’
Chi bazzica nel mondo cinofilo, conosce un po’ tutti i vari giochini e giochetti che i ‘’docet e i non docet’’ mettono in programma nelle varie sedute di addestramento e di educazione comportamentale o di recupero psico-terapico o … di qualche altra menata che gironzola nel circuito. Ed essendo un po’ tutti capaci di seguire i dettami dei dispensari forniti dalle Lobbie, chi più chi meno è in grado di ‘’settoriare’’ la mente di un Cane.
Fra ciò che è ritenuto buono e ciò che è ritenuto cattivo, è stato fatto un mix di tutto per accontentare vecchi e nuovi, scrupolosi e faciloni, rispettosi e scorretti, creando una fitta folla di disonesti profittatori.

Dalla storia pseudo-antica, al camuffamento dei disordini interiori.
Lo sport ha dato un importante lancio (in avanti) alla conoscenza del Cane. Allo sport sono legate molte figure che hanno divulgato fra le genti, una più idonea consapevolezza del significato ‘’Amico Cane’’.
Dalle discipline sportive sono nate varie forme comunicative che poi si sono (purtroppo) perse nel tempo, ma dalle quali è stato (purtroppo) estrapolato, nella modernità, un ‘’macabro qualcosa’’ che ha dato la possibilità alla menzogna di dilagare.

Dal 2001 non partecipo più a competizioni sportive, e Paolo dal 2007. Essendo la nostra scuola però, ‘’attiva’’ anche in quel senso, oltre all’educazione sociale e familiare e la rieducazione, continuiamo a praticare sport a livello puramente personale e dilettantistico.
Da quando abbiamo iniziato ad oggi, competizioni o non competizioni, abbiamo sempre difeso il rispetto per gli Atleti a 4 zampe.

Il rispettouna parola che non fa parte del vocabolario di tutti!

ATTENZIONE - Continuando la lettura, potrete scoprire ‘’COSE’’ che lasciano con l’amaro in bocca e portano a dire: se ‘’lo sport’’ sapesse quanto fango hanno gettato sulla conoscenza che ha divulgato, darebbe fuoco a tutto per cancellare ogni traccia di se!

Fra le convinzioni poco sportive di alcuni personaggi che partecipano alle competizioni, e i cosiddetti tecnici che redigono i regolamenti e conseguenti valutazioni, e i prezzolati incapaci di capire quello che ripetono a memoria (e che cercano in questo modo di far parte della cerchia), e il ‘’perbenismo’’ che più di tanto non ce la fa a capire di cosa caspita si parla , c’è un vero guazzabuglio di strampalaggini!

Con l’inizio degli anni ’90, precisamente con la divulgazione dell’Agility, ci sono stati dei cambiamenti direzionali sulle forme addestrative. Molto giuste alcune, molto assurde altre.
Senza dilungarmi troppo, stringo con 4 parole: libertà espressiva e condizionamento positivo.
La libertà espressiva è stata una mano santa perché, dai robottini subordinati, si è passati ad avere più riguardo/considerazione per l’Individuo.
Il condizionamento (positivo o negativo è ugualmente orribile), solo per il fatto che abbia un effetto condizionante (Link interessante), porta ad incanalare/incatenare la mente del Condizionato a/verso un comportamento che Egli non intraprende liberamente, bensì per un effetto organico non controllato volontariamente dalla mente.sapiens.

Ecco che abbiamo dunque una cosa positiva e una cosa negativa.

Nei corsi di preparazione all’educazione sociale e di preparazione all’educazione sportiva, prospera l’utilizzo di necessità vitali per l’apprendimento e il superamento di ostacoli psicologici.
Si parla (cito testuali parole) di sfruttamento di: risorse alimentari, istinti, pulsioni, sopravvivenza per produrre un comportamento interattivo con l’ambiente avente, come finalità ultima, la sopravvivenza/conservazione della specie, poiché tutto il meccanismo dell’apprendimento di qualsiasi animale, è finalizzato alla conservazione di quest’ultimo.

Nessuno che parli di rapporto collaborativo fra Individui!!!

L’apprendimento è basato sul condizionamento: classico (Pavlov) risposte involontarie, di tipo emotivo, prodotte da stimoli condizionati dal frequente accoppiamento causa-effetto; sul condizionamento strumentale o operante (Skinner) risposte di un comportamento spontaneo determinato all’associazione di una gratifica derivata da una sensazione di piacere o di sollievo.
Affinchè il condizionamento sia efficace, è importante che le risposte date siano forti e chiare. Perché questo sia possibile, non ci devono essere stimoli concorrenti che potrebbero influenzare il condizionamento.
Strategia di apprendimento: rapidità, sterilità e ripetizione da abbinare al rinforzo di maggior efficacia.
Rinforzi – alimentare; ludico. Affinchè i rinforzi siano sempre efficaci, devono essere usati unicamente durante l’esercitazione. Più il cane riuscirà ad associare i rinforzi all’esercizio, più sarà invogliato a farlo.
Sfruttando i meccanismi delle strutture endogene / organiche
(utilizzate come rinforzo positivo o rinforzo negativo nel condizionare un comportamento) si ottiene la sicura acquisizione della risposta dovuta in quanto ha origine nella profondità istintuale -
le pulsioni.
Fra le pulsioni, l’adattabilità e l’aggressività svolgono un ruolo primario.
L’adattabilitàqualsiasi comportamento prodotto da un essere vivente a seguito di un’interazione con l’ambiente deve avere come finalità ultima la sopravvivenza (comportamento efficiente). Per cui, ogni cosa verrà richiesta al cane, dovrà essere per lui un comportamento efficiente. Tutto il meccanismo dell’apprendimento di qualsiasi specie animale è finalizzato alla sopravvivenza.
L’aggressivitàè una pulsione fondamentale per la specie:
Aggressività intraspecifica - il comportamento aggressivo in natura è diretto verso un individuo della stessa specie ed ha funzione di difesa: del cibo, del territorio, del branco, della prole, della possibilità di riprodursi o in generale dello status. Nel caso del cane esso può anche dirigersi verso l’uomo che, a seguito del processo di domesticazione, per il cane è un consimile.
L’aggressività fa si che soggetti dello stesso sesso abbiamo un atteggiamento repulsivo uno nei confronti dell’altro. … La repulsione fra due individui dello stesso sesso fa si che i competitori siano tenuti a distanza per difendere la possibilità di riprodursi e per meglio sfruttare le risorse dell’ambiente.
Le forme di aggressione possono verificarsi per coraggio o per paura.
All’azione offensiva, il cane coraggioso reagisce senza problemi tramite un’aggressione dominante, mentre il cane pauroso, solo se costretto, l’affronta attraverso una reazione critica chiamata ‘’fuga in avanti’’, in quanto unica via per uscire dal problema. Nel proseguo delle azioni, il comportamento aggressivo del cane può essere aumentato riducendo la paura (autodifesa), valorizzando così l’aggressività da dominanza.
Aggressività per autodifesa - Azione diretta a chiunque sia ostile nei confronti del proprio essere; presenti per lui un pericolo.


Questi ‘’comandamenti dell’educazione’’ e ‘’note informative’’ possono essere considerati/considerate delle atroci bestialità che inducono, le persone munite di scarsa chiarezza intellettiva, a credere cose dell’altro mondo.
Nomino: il condizionamento classico, il condizionamento strumentale o operante, lo sfruttamento delle risorse alimentari, l’uso canalizzato dell’aggressività, l’assurdità della considerazione come interspecifico che il cane avrebbe nei confronti dell’uomo e la repulsione fra membri dello stesso sesso.
Sposare tali teorie ed eventuali addottrinamenti, vuol dire godere del sopruso effettuato su Creature che nascono schiave, vivono come disadattati e muoiono nella disperazione.

- Nel condizionamento trovo la schiavitù della mente drogata da campane, da luci e da strumenti che modellano le personalità a piacere del ’’consumismo’’.

- Nella canalizzazione delle risposte istintive, trovo una forma di educazione che non riesco a catalogare in un contesto tanto disorientato come quello che motiva le altre congetture: e quindi, se da un lato vedo l’indirizzo per un sociale formativo, dall’altro non capisco come, certe persone che sposano le altre idiozie, possano capire che l’aggressività non è un peccato mortale, e che, se educata malamente può creare al Diseducato tanti di quei problemi che …che …se ne fosse in grado, maledirebbe l’Avo Lupo che si è fatto infinocchiare da un coscio di Cervo servito dall’Erectus del tempo che fu.

- Nelle definizioni che accolgono il Cane che considera l’uomo un conspecifico, e il Cane che ha repulsione per un ‘’collega’’ dello stesso sesso, trovo l’assurdità della consapevolezza cognitiva umana che non cito come un complimento ma come un paradosso dell’imbecillità che la definisce sapiente.

E come se non bastasse:
Sono molte le persone che credono alle capacità cognitive del Cane. A queste persone chiederei se ‘’loro sono in grado di formulare parametri cognitivi’’!!!
Il mio dubbio nasce dal fatto che è impossibile quanto asseriscono sulla consapevolezza conspecifica (del Cane) con l’umano, visto che dopo millenni ancora l’uomo non riesce a capire che il Cane non è e non sarà mai Homo; e il dubbio si conclude con l’asserzione che due maschi o due femmine hanno repulsione verso di loro. Come li spiegate allora i grandi branchi di cani randagi? Ci sono maschi e femmine che vivono in completa armonia. COME LA SPIEGATE QUESTA COSA?


Termino con una chicca per i cognitivisti a cui lascio, dopo aver trascritto il significato di ‘’cognitivo’’, un test sulla capacità cognitiva
Cognitivismo s. m. [dall’ingl. cognitivism, der. di cognitive «cognitivo»]. – Orientamento [...] della psicologia sperimentale (detto anche psicologia cognitiva) che privilegia lo studio dei processi cognitivi (percezione, memoria, ragionamento, linguaggio, ecc.) e basta la sola parola ‘’ragionamento’’ per renderlo inappropriato per i Cani

Questionario di psicologia cognitiva nel corso A-L (prof. Nicoletti)
1.Quando, dove e ad opera di chi è nato il primo laboratorio di Psicologia? Il primo laboratorio di Psicologia sperimentale è stato fondato da Wilhelm Wund a Lipsia nel 1879. In questo momento la Psicologia inizia ad essere trattata come una scienza e si arriva alla conclusione che può essere studiata, e in particolare studia il comportamento dell’uomo.
2. Qual è la differenza tra Sensazione elementare e Percezione complessa? Le Percezioni complesse sono quelle che ci danno una rappresentazione del mondo esterno, mentre le Sensazioni elementari sono il risultato delle esperienze immediate. Quindi le Percezioni complesse possono essere considerate un’elaborazione delle sensazioni elementari.
3. Cosa studiava lo Strutturalismo? Lo Strutturalismo si occupa di cosa e come sono i processi mentali, cioè come gli stimoli dell’ambiente esterno, una volta tradotti in impulsi nervosi e trasmessi al cervello attraverso le vie sensoriali, diventano Sensazioni elementari e infine Percezioni complesse.

Esame dello status cognitivo
L'esame cognitivo consiste in un esame delle attuali funzioni cognitive attraverso una valutazione dell'aspetto generale, del comportamento, della presenza di pensieri o percezioni insoliti o bizzarri (p. es., deliri, allucinazioni), dell'umore e di tutti gli aspetti cognitivi (p. es., attenzione, orientamento, memoria).
Valutazione dei 3 parametri dell'orientamento:
- Persona (come si chiama?)
- Tempo (qual è la data di oggi?)
- Spazio (qual è il nome di questo posto?)

https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-neurologiche/esame-neurologico/come-valutare-lo-stato-mentale


Meditate gente, meditate

...

Con il passare del tempo, il distacco, da Ruscello è diventato Oceano e, se anche a livello ‘’commerciale’’ ci ha creato molti problemi, siamo felici di aver seguito la via della Natura. In Essa ci riconosciamo, e con Essa siamo stati in grado di aiutare tanti Fratelli Animali che altrimenti sarebbero periti fra gli artigli del dio sapiens sapiens, della sua vil persona e del suo sporco denaro

Nei nostri libri, nei nostri siti, nella nostra scuola puoi trovare tutto il nostro percorso di recupero e una filosofia di vita che fa strada fra le vie buie dell’asfalto.

Proposta al Ministero dell'Istruzione una revisione della materia scolastica ''Educazione civile''
seguendo i canoni descritti nel libro ''A TE - Educazione Naturale'' Progetto Scuola Ambiente
.

LA NATURA - il forte legame che si è creato con la Natura ci porta a guardare le cose con occhi diversi e a capire immagini che appartengono ad altre persone vedendo in esse "le strade che ci conducono agli albori, all'immensità dell'Universo e alla nascita di questa nostra Terra".
Quelli che per alcuni possono sembrare giochi pirotecnici o schizzi di colori o mescolanze di materiali improbabilmente assonanti, in realtà non sono che la rappresentazione scenografica di quello che realmente è accaduto

Nel buio della notte, tutto è avvolto nel silenzio. Raccolto nella tua immateriale dimensione, aspetti …non sai nemmeno tu cosa. All’improvviso avverti un’energia che arriva da lontano e in un battibaleno ne sei travolto. Non siamo soli

Non sono un’artista, non sono un critico d’arte, non ho nessun certificato che mi abiliti a dire quel che sto per dire, ma ho due occhi per vedere e un’anima per capire.

Qualcosa ha cominciato a ruotare, e una pioggia di meteore ricoperte di ghiaccio è andata ad incastrarsi come ‘’grani’’, nelle fessure di rocce più grandi, incandescenti del calore prodotto dall’energia che ha dato origine all’esplosione primordiale. Il ghiaccio freddò il fuoco, il fuoco scaldò il ghiaccio e l’acqua scaturita da quella reciproca trasmissione di ‘’cure’’, bagnando la roccia intiepidita, con essa fece il resto.
Fu l’inizio della semina che avrebbe generato, un giorno, qualcosa di perfetto.
Da una apparente ostilità fra Ghiaccio e Rocce è stato raggiunto ‘’l’Equilibrio che ha partorito l’Armonia’’.

La Vita nasce nell’Acqua
Agli albori della nascita del nostro Pianeta…
…la crosta terreste era provvista di alture e grandi fosse.
Nell’aridità del suolo battuto da potenti raffiche di vento, la vita era impossibile. Vulcani attivi flagellavano il terreno con le loro eruzioni di lava, così come (ricoperti da ghiacci) vi dirompevano meteoriti, asteroidi e rocce di vario genere che arrivavano dallo spazio. Gas velenosi presentavano l’atmosfera, e una immensa attività elettrica generata da tempeste produttrici di fulmini, abbondava nei cieli.
L’acqua scaricata sul Pianeta durante le tempeste, unita all’acqua dei ghiacci di ciò che arrivava dallo spazio sulle masse rocciose, favorì il riempimento delle grandi fosse e, nell’unione con particolari gas siti nell’atmosfera, nel tempo (molto moltissimo tempo) diede inizio alla ‘’Vita’’.

La Vita nasce nell’Acqua. E sempre nell’acqua avviene anche il primo cambiamento ‘’storico’’ che favorisce la vita successiva ad un’evoluzione non più chimica, ma organica.

Si passò da organismi unicellulari a pluricellulari, in un’unione di elementi che nel loro insieme generarono diverse forme dettate, a seconda delle necessità, dalla legge della sopravvivenza e della crescita migliorativa.
Mutando le situazioni, mutarono gli organismi sia interiormente che esteriormente e, concatenandosi fra loro in un processo di interdipendenza e/o simbiosi, avviarono la più espressiva forma sociale che si sarebbe mai potuta ammirare; sto parlando della ‘’coscienza innata che induce alla collaborazione per il mantenimento e miglioramento dello stato (della vita)’’.


… nell’Acqua c’era Vita! … e sulla Terra ferma?
… vestendo il ruolo di colonizzatrice, è dalle distese d’Acqua che su quest’ultima (sulla Terra ferma) arrivò.

Nell’evoluzione della Vita, un giorno anche l’uomo raggiunse il suo ‘’livello di grazia’’.

Chi siamo

La nostra storia ha origine nella notte dei tempi. Nasciamo come Figli della Madre Terra, in un continente caldo e accogliente come il più confortevole dei grembi materni.
La nostra Patria si chiama Africa.

Africa, il cui nome non più conosciuto è Ubuntu.
Una credenza dell’Africa sub-sahariana sostiene che il significato di questo nome sia la rappresentazione di un legame molto profondo. In essa si celano due importanti espressioni: bantu e -ntu, rispettivamente ‘’umanità’’ e ‘’prefisso dei nomi astratti’’. Vi è quindi nel nome, qualcosa di terreno e di immateriale. Vi è l’unione di due verità che ancora oggi non sappiamo spiegare, ma che comunque raccolgono nell’insieme, il concetto di vita e oltre vita.
In questa meravigliosa terra, l’Africa, cresciamo e ci miglioriamo, e una volta sbocciati, come tutti i Figli quando raggiungono una certa età, anche noi abbiamo sentito il bisogno di uscire di casa per avventurarci nel Mondo. Pur non sapendo a cosa andavamo incontro, non abbiamo esitato a compiere ugualmente quel passo.

… l’evoluzione e conseguente diffusione nei territori, della nostra Specie, diede inizio a forme di specializzazione nelle arti della sopravvivenza: da cacciatori e raccoglitori di flora selvatica, divenimmo, coltivatori e allevatori.
La Mezzaluna Fertile, la regione del Medio Oriente definita la ‘’Culla della civiltà’’, viene così considerata, per essere il luogo ove si svilupparono le popolazioni più rappresentative per il nostro progresso; le sue terre estremamente fertili, il clima mite in inverno e caldo in estate, e le cinque più importanti Specie di Animali da allevamento: Capre, Mucche, Pecore, Maiali e, in zone limitrofe, Cavalli, hanno permesso la proliferazione dell’agricoltura, dell’allevamento del bestiame e l’indipendenza del nostro popolo che, ricordo - ‘’producendo da sé il cibo per la sopravvivenza’’ - non aveva più bisogno di impegnarsi con la caccia, ovviando alle problematiche che la tale dipendenza alimentare, causa.
Nascono i primi stanziamenti stabili.
La coltivazione e l’allevamento permisero, oltre all’aumento del numero degli uomini, anche quello delle loro strutture abitative.

dal libro ‘’A TE – Educazione Naturale’’

Nel suo progredire, la specie umana, iniziò a creare degli squilibri nell’ambito dei siti in cui si insediava; e tanta instabilità creò, che alla fine la Natura perì. … Molti uomini non si preoccuparono minimamente di quello che avrebbe prodotto la morte di una Madre, mentre altri invece sì. … E questi, impotenti davanti ad una Guerra fredda che il fuoco della Passione non riuscì a scaldare, si impegnarono a ricordare i tempi che generarono la Vita e il suo armonico sviluppo.

Ma la Natura era davvero morta?
Se riflettiamo su che tipo di materiali i Guerriglieri avevano fondato la loro potenza, possiamo dire che: il metallo è figlio delle Terra, e come lui lo sono tutte le materie che sono state prodotte attingendo al ventre materno e infatti, la Vita non perde mai.

Ho ritrovato le immagini della storia dell’Universo, dell’inizio della Vita sul nostro Pianeta, della crescita del nostro popolo, dei racconti che ne hanno narrato le vicende, in alcune opere dell’Artista Silvio Versace.

LE OPERE DI SILVIO – ARTE STORIA SAPIENZA E SAGGEZZA - https://silvioversace.wixsite.com/silvioversace

Qualcosa ha cominciato a ruotare,

e una pioggia di meteore ricoperte di ghiaccio

è andata ad incastrarsi come ‘’grani’’ fra le fessure di rocce più grandi

- in un susseguirsi di eventi nacque il connubio che diede la Vita -

Lingue di fuoco scaldano i ghiacci

e l'acqua prodotta addolcirà il fuoco

Nascono i primi insediamenti ed evolve la Vita in stretto contatto con la Terra

- dal Cerchio della Vita fuoriesce una spirale

che ci permette di seguire le tappe dei nostri Padri -

la Terra, le Coltivazioni, le Braccia che lavorano,

gli Animali che aiutano, l'Acqua che sana e nutre la Vita che risponde…

L'Acqua è una Madre - dal suo Corpo si sviluppano le Vite -

i Figli che rimangono collegati all'importanza dell'Acqua pura,

progrediscono in Saggezza e Conoscenza

Ricordiamo la Natura

''Non importa quale sia la natura del tuo Spirito,

sei un Figlio della Terra,

e come tale puoi vestire tutti gli aspetti della Grande Madre''

Ogni Pietra ogni Metallo è Figlio della Madre Terra

e in quanto tale, è Vivo e carico di mutevoli forme.

Con la Pietra erigo Figure che ricordano a chi non c'era,

come, dai ''Grani'' pioviuti dal cielo si è genrata la Vita

e come gli stessi grani si trasformarono poi in Ucceli

che spiccorono il volo alla ricerca di altri Mondi

SILVIO – il nostro Artista dal cuore grande almeno come il Pianeta Terra, continua ad illuminarci con tratti di storia, realtà odierne e previsioni future. Il passato, che non deve rimanere una linea scossa da qualcuno e scritta poi in chissà quale libro che nessuno aprirà mai più, viene portato alla nostra attenzione attraverso i tratti crudi, duri e al contempo ricchi di tanto sentimento (che personalmente identifico in Linfa vitale).

Visi che parlano di sofferenze per ingiustizie subite e fatte subire a chi viveva in Armonia con la Madre Terra, al solo scopo di godere delle altrui sofferenze, ignorando che tali sofferenze potrebbero diventare presto le proprie se la continua mancanza di rispetto per la Vita continuerà a governare questi menti (stolti ‘’conquistatori’’).

’E’ stato il Grande Spirito a porre qui la Terra e non possiamo venderla perché non ci appartiene.
Potete contare il vostro denaro e potete bruciarlo nel tempo in cui il Bisonte piega la testa.
Ma soltanto il Grande Spirito sa contare i granelli di sabbia e i fili d’erba della nostra Terra.

La Terra è Madre e deve essere rispettata.

Accanto alle Montagne, spianato dai nostri passi, il terreno del campo risuona.
Ti dice: la Terra è un tamburo, pensaci.
Noi per seguirne il ritmo, dobbiamo fare attenzione ai nostri passi.

Vivete dentro le Stagioni, nel Cuore della Vita, in Armonia con Voi stessi e con la Natura.''

I Nativi vivevano in armonia con la Terra che li aveva generati. Conducevano un’esistenza equilibrata con Lei e non chiedevano più di quello che avevano. Erano felici della loro esistenza.
È sicuramente questo il motivo per cui non si sono mai chiesti ‘’c’è qualcosa di più?’’ oppure ‘’posso avere di più?’’.
Pensieri che invece occupavano le menti degli INSODDISFATTI EUROPEI.

Che il ‘’progresso’’ sia per molti versi un bene, nessuno lo mette in dubbio. Ma quando questo turba un equilibrio, allora si che dobbiamo considerarlo un MALE!

Gli Europei invasero la Terra dei Nativi, e risposero alle loro domande date da stupore e paura, con doni e oppressioni.
I doni accecarono (per così dire) i Nativi, stupiti da tante cose incredibili. Le oppressioni li resero schiavi.


Esisteva un Popolo il cui nome era Nadeua-iss. I Bianchi non riuscivano nemmeno a pronunciarlo e, nelle loro assurde convinzioni, si permisero di deformarlo ribattezzandolo in Sioux, il cui significato era NEMICI.
I Bianchi attraversarono le Terre abitate da questo Popolo senza nemmeno chieder Lui il ‘’permesso’’, e sfacciatamente iniziarono ad occuparlo come se ne avessero diritto per chissà quale ‘’verità’’
Dall’oggi al domani, vennero erette limitazione sui territori e divieti che ne impedivano / vietavano l’accesso.
Quei luoghi dove, fino a ‘’ieri’’ era possibile A TUTTI correre, cacciare, dormire … erano diventati possedimenti di qualcuno che, con quell’Armonia, non c’entrava niente.

Nonostante i Nativi si mostrarono non battaglieri nei confronti degli INVASORI, questi se ne approfittarono fino a spingerli a dover accettare la morte.

Si narra di:''Una Mucca, appartenente ad una carovana mormone, un giorno si spaventò terribilmente degli schiamazzi di alcuni Bambini Nativi che giocavano nel proprio villaggio. L’Animale fuggì e nella fuga creò non pochi problemi al Villaggio mettendo tutti in grave difficoltà. Accadde che un Nativo ferì la Mucca uccidendola.
A nulla valsero le offerte di risarcimento proposte ai Mormoni (offerte che andavano ben oltre il valore reale della Mucca). Dai Nativi si esigeva giustizia attraverso la consegna di Colui che aveva ucciso l’Animale.
La consegna non fu accettata dal Capo Villaggio e … le Giacche Blu fecero fuoco su di Lui mirando direttamente alla testa. … A quell'atto, il Popolo rispose ...e la guerra tra Stati Uniti ed Indiani delle Grandi Praterie ebbe inizio.

Una Mucca che sarebbe finita comunque lessata dopo essere stata fruttata fino all’ennesima potenza, fu la scintilla che diede inizio ad un assurdo genocidio


Il giorno della memoria degli indiani Sioux: il genocidio ignorato dei nativi . Il 1 febbraio 1876 il ministro degli Interni degli Stati Uniti d'America dichiarò guerra ai Sioux “ostili”, quelli cioè che non avevano accettato di trasferirsi nelle riserve, dopo che era stato scoperto l'oro nelle Black Hills, il cuore del territorio Lakota. Come si potevano traferire migliaia di uomini, donne e bambini dalla terra dov'erano nati, in una stagione dell'anno in cui il territorio era coperto di neve? Molti indiani pare neanche ricevettero l'ordine, in quanto impegnati nelle loro attività di caccia, lontano dalla propria residenza.

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“.. Era il 5 marzo del 1973. L'attore non ritirò mai l'Oscar per Il Padrino. Al suo posto mandò una giovane Apache, Sacheen Littlefeather. E scrisse una lettera che è ancora un atto d'accusa contro il potere.”

Liv Ullman e Roger Moore, che presentavano la serata, lo chiamano sul palco. Al posto dell'attore si presenta una ragazza. E' Sacheen Littlefeather, vestita da vera Apache, che spiega con fermezza le obiezioni dell’attore contro l’immagine che la tv e il cinema hanno dato degli Indiani d’America nel corso degli anni. Fischi, urla.
Sacheen però non molla. Dice: "Sono una Apache e sono la presidente del National Native American Affirmative Image Committee (comitato degli affari degli Indiani d’America). Stasera rappresento Brando e mi ha detto di dirvi, in un discorso molto lungo che non posso condividere con voi attualmente, per motivi di tempo, ma che sarò lieta di condividere con la stampa più tardi, che non può accettare questo generoso premio a causa del trattamento oggi riservato agli indiani d’America nell’industria del cinema"... leggi tutto l'articolo


In attesa di scrivere la Storia e ...magari di riscrivere il Passato,

cancellando gli atti orribili compiuti da coloro che non vedono altro che ''il potere'',

e calpestano chiunque e qualunque cosa per di ''AVERE''

Il nostro pensiero è rivolto a tutti i Popoli ingannati

Siamo tutti Fratelli - il Rispetto innanzi tutto!

I fiori profumati sono nostri fratelli,
il cervo, il cavallo, la grande aquila, questi sono nostri fratelli.
Le creste rocciose, gli spiriti dei prati,
il calore del corpo del cavallo
e l'uomo appartengono tutti alla stessa famiglia.
Così quando il Grande Capo di Washington ci fa sapere che
desidera comperare la nostra terra, ci chiede tanto.
Su quello che Capo Seattle dice,
il Grande Capo di Washington può contare, così
come i nostri fratelli bianchi possono contare sul ritorno delle stagioni.
Le mie parole sono come le stelle.
Esse non tramontano.
leggi tutto

E se la Madre Terra non viene rispettata?
Silvio risponde mostrandoci i grattaceli – monumentali ed esagerati tanto quanto chi li ha partoriti – che vagano senza meta (il presente). Vittime del buio non hanno più un faro che indichi loro la Via. Ma la Natura ama i suoi Figli; la Natura è colei che ha avuto la forza di far crescere e prosperare i suoi Figli e, solo quando questi hanno perso il lume della ragione, ha fatto in modo che, nella solitudine, potessero trovare nuovamente il tempo per riflettere su chi o cosa erano diventati.

I cambiamenti avvengono per merito di quel magico qualcosa che permette di vedere il domani guardando indietro nel tempo.

Grattacieli erranti come Ice-berg alla deriva, vagano fra gli Oceani alla ricerca di un Porto dove attraccare. ... Non ci sono fari all'orizonte che indichino la strada. ...L'uomo ha distrutto tutto. ...Ha solcato il ventre della Madre Terra tanto in profondità che l'ha sezionata dividendola di tanti piccole parti che nel tempo si sono disintegrate. ...

Gli Ice-berg sono tutto ciò che resta. ...

ma

...la Vita nasce nell'Acqua, per cui, un raggio di Sole sarà in grado di risvegliarla dalla disperazione in cui è sprofondata.

Ed ecco che

la Natura torna a colorare la Speranza

Ad annuciare la trasformazione e la Vita, insieme ai Ghiacci e al Verde che ne svela un particolarissimo contenuto, Silvio Versace segnala il volo di due Cicogne ... i candidi Uccelli che allietano i Cieli con doni speciali ... le Nascite.

In diverse parti del mondo la Cicogna viene associata alla nascita di un Neonato ... è un comune modo di dire che il Bambino "è stato portato dalla Cicogna". L'origine di questa frase idiomatica è incerta, anche se fin dai tempi antichi il ritorno della Cicogna era associato alla Primavera e dunque al concetto di Rinascita e Rigenerazione.

Alle Cicogne si unisce il canto di qualcuno che dalle Stelle è sceso sulla Terra a guidare coloro che, nel cambiamento, vorranno vivere in Armonia

Le ''lame'' non sono sempre coltelli che feriscono ...
possono essere sottili parole che indicano luoghi dove è difficile entrare, o indicano verità che è difficile individuare.

Fra le punte aguzze dei Ghiacci
tre Lupi ululano, intonando il canto del Risveglio dell Vita.

Il Bianco del Candore, l'Azzurro cristallino della Trasparenza e il Verde del Manto che scalderà la Speranza
inebriandola di aromi e colori che da Essa nasceranno


L’evoluzione – Darwin realizzò un meraviglioso percorso a ritroso, per scoprire le origini della vita sulla Terra (Piante e Animali) - testo ‘’L’origine della specie’’ -. Per quel che riguarda la nostra Specie, ad esempio, ha collegato le varie forme di ominidi che conosceva, arrivando a identificare le molteplici variazioni dell’evoluzione e le peculiarità specifiche differenti, pur essendo rinchiuse queste (le forme di ominidi), nell’ambito di una medesima ‘’Famiglia’’.
Uso il termine ‘’Famiglia’’ per rappresentare tutto ciò che è relativo alle ‘’Comunità Sociali’’ che racchiudono elementi che possono essere identificati come similari. Le similitudini possono riguardare la Specie di appartenenza, l’identificazione di una sua derivazione assemblatasi per adattamento ad un determinato sito, oppure un Nucleo di gran lunga più modesto ma pur sempre idoneo, come: ‘’la Famiglia’’ formata da ‘’Genitori e Figli’’.
La bellezza delle ‘’Famiglie’’, sta nell’essere composte da elementi similari (condizioni fondamentali dal punto di vista conoscitivo e relazionale), ma anche, e secondo me questa seconda annotazione è parimenti importante alla prima, da elementi dotati di ‘’individuale personalità’’; ossia da Esseri caratterialmente simili per quel che fa parte dello studio di Darwin, ma dissimili per quel che riguarda le particolarità dell’espressione psicologica (ciò che è l’indole espressiva del soggetto). Questa diversità fa della Famiglia, un bene che, nell’unione di tutti i componenti e di tutte le Famiglie, forma quel che mi piace definire la ‘’perfezione’’.

Le differenze fisiche e psichiche esistenti fra Fratelli e Sorelle (genere a parte), sono segnali che aiutano a scoprire le identità, facendo sì che le Entità, prendano la veste di Individuo.
La diversità caratteriale permette la cooperazione e il raggiungimento di un obiettivo, nonché la nascita di una Famiglia migliore.
Le affinità e le diversità, del Popolo degli Uomini, dovrebbero essere la forza motrice che genera il miglioramento nella collaborazione, e affina il fantastico equilibrio nato con la Madre Terra.

La Natura, non ha creato tutti gli Esseri Viventi uguali, non l’ha fatto con gli Animali e non l’ha fatto con le Piante, e ha programmato che le diversità dei siti, fossero / divenissero / progredissero / si perfezionassero, basandosi proprio sulle diversità di tutto ciò che in essi esisteva, favorendo in tal modo, il completamento fra loro per dare vita all’equilibrio.
L’unione delle diversità dà la possibilità ad ogni elemento di assolvere il proprio compito, senza invadere quello di un altro e viceversa. Solo una tale collaborazione crea un ordine stabile.

Possiamo tranquillamente dire, in merito, che questo rappresenta l’equilibrio necessario per poter sopravvivere e poter svolgere una serie di compiti orientati al mantenimento del benessere o al miglioramento dello stato qualora ce ne fosse l’esigenza.

Ogni forma non idoneamente messa in atto, deposita una variazione dell’equilibrio.
A cosa porta questa variazione?
Al disequilibrio!

L’uomo, nel suo evolversi, ha minato l’equilibrio delle diversità, creandone altre che sono andate un po’ oltre il limite consentito.

… alcuni tratti e tanto da scoprire… nel libro ‘’A TE – Educazione Naturale’’


La Vita è qui, proprio dove meno te lo aspetti

Un grazie di cuore a quest'Uomo che, con la sua Arte, ci ha reso partecipi degli Eventi in maniera così intima e onirica

Fra: Colori, Fiabe, Miti, Simboli che hanno governato il passato e hanno accompagnato molti di noi verso strade che un domani avrebbero dato vita al nostro ''io'', ecco un Personaggio che appartiene a tutti, e che, come quando ce lo presentarono a ''quel tempo'', ancora suscita emozioni grandi. - IL LUPO e il rapporto fra BIANCO e NERO-
A parlarcene è una Ragazza particolarissima che ha un cuore grande come l'Arte che esce dalle sue mani.

La saggezza del Lupo - di Gloria Oleggini Lakewolf

La Luna e la sua Notte

La saggezza del Lupo - di Gloria Oleggini Lakewolf

Contrariamente alla banale normalità della logica umana, Gloria Oleggini Lakewolf riesce a leggere in ciò che le passa accanto, non quello che tutti credono lei leggerà, ma quello che realmente deve leggere.



Nel Lupo ritratto qui accanto, non vediamo il malvagio assassino che il mondo intero riporta come un Essere carico solo di ferocia, ma la Guida del nostro cammino, per l’esattezza un messaggero di saggezza.

Il disegno lo raffigura come l’effige del Bene e del Male, della Luce e del Buio, del Giorno e della Notte; in entrambe le figure non è difficile notare la sua dolcezza espressiva.

Nella metà Bianca, la solarità - Una spinta a guardare il mondo dal lato positivo e a trovare in esso la slancio per proseguire. Nella metà Nera, il mistero - Nell’oscurità della Notte, il buio può significare la negatività come anche la riflessione.

- Vaghiamo ciechi, ignari di cosa ci aspetta. Gli occhi del Lupo e il suo digrignare, ci danno l’esatta coscienza del dubbio, ma ci dicono anche che non siamo soli.
Il resto dell’umanità ha timore di quella figura, perché mette a nudo le proprie paure, quelle che non si vorrebbero mai affrontare.

Il Nero, il Buio, la Notte … Protezione o Paura?! … semplicemente l’impulso a fermarci.

 

È in sostanza, quell’ostacolo che ci impedisce di continuare invitandoci all’arresto per riflettere … nella Notte l’organismo si rigenera … concentrato su altro, ci rende deboli e vulnerabili agli stimoli esterni. Nel Buio (il dubbio), nella Notte (la riflessione / la rigenerazione), abbiamo bisogno di una Guida, di qualcuno che vegli su noi … Il Lupo, attento è presente, ci protegge, ci mette in guardia e favorisce la nostra crescita/rinascita.


Queste riflessioni, probabilmente vive in me, ma legate ad una conoscenza ancora mescolata con il ‘’credo popolare’’, le ho potute pulire ed esternare, dar loro un ordine logico e al contempo istintivo, solo dopo aver guardato l’immagine del disegno di Gloria.
A Lei il mio Grazie per aver favorito in me una ulteriore crescita!

Dal libro ''A TE - Educazione naturale'' Barbara Tullio Paolo Caldora -

Abbiamo avuto l'onore di poter godere della Saggezza di Gloria, una ragazza speciale che vive tanto vicina alla Verità! Grazie Gloria!

Un profondo legame con l’equilibrio, dà al Lupo la conoscenza.

Questo lo ha portato ad essere incaricato di un ruolo che lo vuole ‘’Guida delle questioni vitali’’.
La sua grande intelligenza gli permette, quando si trova di fronte al bivio dell’incertezza, di scegliere la via giusta seguendo sia la logica dell'istinto che quella dell'esperienza-

Nella sua innata saggezza sociale, è in grado di gestire le risorse vitali di cui il suo terrotiorio ha bisogno per sopravvivere, senza mancare mai di rispetto alla Vita.

Una volta l'essere umano lo riconobbe come Faro, lo Spirito Guida che per lui (per l'uomo) si mostrava ogni volta che ne aveva bisogno. Anche l'uomo era per il Lupo, parte del Creato, e fino a che si sono considerati parte dello stesso Branco, la Lupa è stata la Mamma che provvedeva anche a lui.

Un meraviglioso esempio di Educazione Civica che Gloria Oleggini Lakewolf, ha qui raffigurato in una fantasiosa immagine del Lupo Maestro, Guida, Genitore e Custode.

Un Grazie di Cuore a questa Artista dall'Animo immenso e dalle mani d'oro!

 


MammaLupa - Il Lupo che è dentro di Me

Riflessioni sulla favola di Cappuccetto Rosso
Tratto dal libro "A TE - Educazione naturale'' - Educazione Naturale di Barbara Tullio e Paolo Caldora (pagine 176 e 177)

Cappuccetto Rosso - La storia di una Bimba che attraversa il bosco, per andare a trovare la Nonnina malata.

Cosa rappresenta realmente il Bosco? … Chi è il famigerato Lupo Cattivo? …
Cappuccetto Rosso e il Lupo Cattivo … da sempre vediamo la Favola immaginando l’incontro in maniera a dir poco terrificante … Nel piccolo video che seguirà, Cappuccetto Rosso è l’eroina che ci illustra esattamente cos’è il Bosco e chi è il Lupo.
Ella è una Bimba la cui Mamma, prima di farla uscire di casa, ha raccomandato di non dare confidenza agli estranei, e ha messo in allerta sulla presenza, nel Bosco che avrebbe dovuto attraversare per giungere dalla Nonnina, di un Lupo Cattivo.
Ma il Bosco è veramente un Bosco? … e chi c’è veramente in questo Bosco? … chi è veramente il Lupo Cattivo?
… il Lupo che appare nella Favola, è un Uomo!
A conferma di ciò, tutte le versioni della storia, narrano di
...CONTINUA A LEGGERE

L’Ululato - La sacralità del Mistero
Difficilmente un uomo riesce a rimanere emotivamente indifferente quando ascolta questo misterioso canto. Vuoi perché fin da piccolo cresce ‘’vittima’’ male-informata che lega l’Ululato ad avvenimenti o presagi o personaggi funesti, vuoi perché, arrivato ad una certa età e acquisite altre informazioni, resta affascinato da un’idea cosmica, diametralmente opposta alla prima, che ne fa un segnale rasserenante emesso da una Creatura che veglia nell’ombra mostrandosi solo in talune circostanze e solo ai più meritevoli.
Viste le due forme di insegnamento/apprendimento, è facile capire il perché della diversità opinionale, generata da Favole e Leggende che l’un l’altra si confermano e si smentiscono.

Leggi ‘’La Saggezza di Gloria’’

L’Ululato a cui la globalità umana è più legata, è quello del Lupo.

In realtà, l’Ululato non è che un modello comunicativo emesso da quegli Animali che hanno un idioma meno complesso del nostro ma pur sempre fornito di ‘’coloriti’’ vocalizzi dai molteplici significati a seconda delle situazioni per cui vengono emessi.

- Approfondiamo -
Tutti gli Animali che vivono in un contesto sociale, sono muniti di capacità comunicative che esaltano le peculiarità dei singoli soggetti e le loro intenzioni. Ogni Specie ha il suo idioma, ogni età ha una sua modalità espressiva.
Le capacità comunicative sono composte da linguaggi corporei: ...CONTINUA A LEGGERE

Negli Occhi del Cane – è il nome di quel piccolo libro di cui abbiamo già parlato molte volte. Negli Occhi del Cane è il corso che nel 2005 ha gettato le basi per una nuova conoscenza del Mondo Cane e, con il passare degli anni, ha posto in evidenza la ''potenza del linguaggio naturale''. Negli Occhi del Cane è anche il nome che abbiamo dato all’Associazione creata da Paolo, da me e da mio Fratello Alessandro, per aiutare alcune Creature che, finite nelle grinfie dell’uomo, vivevano all’ombra di se stessi.

Perché abbiamo scelto questo nome?
Probabilmente perché gli Occhi sono specchio dell’Anima, e perché l’Animasofia è l’Energia che permette la Vita Animasofia da animalis / anima (latino ''che dà la vita'' / greco ''Anemos'' - ''soffio'') e sofia (greco ''sapienza'') – .
Sta di fatto che ‘’ogni volta che guardo negli Occhi un Cane, un Gatto, un Pulcino, ho l’impressione di riflettermi in quegli Occhi’’. Sono puri, non conoscono menzogna e trasmettono realtà, del presente e del passato, nelle quali ci si può immergere per scoprire tutte quelle cose che non vediamo nello specchio di ‘’verità’’ che ci condizionano a guardare in maniera totalmente errata. … Da qui … il riflesso!

Negli Occhi del Cane difende i diritti di quelle Vite che non hanno voce nel mondo umano; che vengono usate e calpestate per tornaconti economici ed ego-esistenziali, da tutti coloro che si mascherano ogni giorno con un costume diverso fino a che non trovano quello che li identifica il meno possibile; un costume che copre la loro cattiveria, la loro pochezza interiore, il loro essere niente di fronte al mondo.

Nel nostro piccolo, diamo ancora dignità agli Animali allontanandoli dalla società che li vuole oggetti senza carisma.

Oggi solo Favole:
2006 esce la prima delle nostre Favole. … Ho sempre amato le Favole, fin da piccole …e ora che piccola non sono più, continuo ad amarle.
Nelle Favole trovo la saggezza di una realtà che non ha confini. Trovo la magia che unisce tutte le Creature e dà loro la forza per superare tutte le avversità.
Alcune Favole ti portano a riflettere in un modo serio, altre ti presentono i fatti in maniera scherzosa e solo dopo esserti perso in quelle risate, pensi ‘’… caspita … non me ne erao accorto …però c’ha ragione!’’

Come inizia una Favola?
Forse inizia così:

- Mi trovo a vagabondare nella periferia della mia città, in un quartiere di cui avevo sentito parlare distrattamente un giorno che mi trovavo allo zoo per vedere due Lupi che sapevo essere molto particolari.
Questo quartiere non è nuovo di zecca, ma mi sa tanto che neanche i miei concittadini lo conoscono bene.
Rimane un po' nascosto dietro ad una bella Chiesa che ha, sul suo lato sinistro, un bellissimo campanile costruito con delle pietre blu; se capissi qualcosa di pietre potrei forse anche sapere qual è il nome di queste e il perché cambiano tonalità ogni tanto, a seconda degli umori di chi le guarda mi viene da dire.
Rimango incantata ad ammirare quel campanile e, mano a mano che passano i minuti, mi sento coinvolgere sempre più profondamente...
Ad un tratto, un profumo di foglie secche e vento d'autunno mi risveglia; mi accorgo che sta venendomi incontro una signora vestita in maniera semplice e pulita; e' lei che sprigiona quel profumo; si accompagna ad un grande Cane nero con il mantello che non so se è un po' vissuto dall'età o dalla vita. Mi arrivano ad un passo e si fermano.

"Salve" mi dice lei. "Salve" rispondo io.

"Ti stai chiedendo perché?"

"Perché di cosa?"

"Oh, ti chiedi perché le pietre del campanile cambiano colore!" ...

Come faceva quella signora a sapere che stavo guardando il campanile e che mi stavo realmente chiedendo perché le pietre non hanno un colore definito?...

"Tranquilla cara, non pensare ch'io sia una qualche maga o indovina o un personaggio che addirittura e' uscito da una Favola. Noo! So quel che ti chiedi perché tutte le persone che si fermano qui per un po', lo fanno ... rimangono incantati da quel campanile e dal gioco dei colori ... Per questo lo so e cccosì ...ecco che t'ho fatto la domanda."

"Mi scusi la prego, mi ha colto un po' di sorpresa; e' la prima volta che visito questa parte di città, abito qui da sempre ma in un quartiere che sta dal lato opposto e... Beh abbiamo spiegato tutto allora" .

Sorridendo la signora mi disse che solo alcune persone si accorgevano del cambiamento di colore delle pietre, ed era dovuto al fatto che solo in pochi guardano oltre la superficialità dell'apparenza. Mi stavo incuriosendo da morire, di certo voleva dirmi qualcosa, si va bene ma cosa?! Sa tanto di discorso filosofico e potrebbe essere invece solo la mia libera interpretazione delle frasi. L'enigma fu subito risolto perché la signora continuò dicendo:

"Vedi, c'è chi come te, ha piacere di scoprire cosa ci sia dentro alle cose o alle persone; che so, tipo di che materiale e' fatta quella cosa che si guarda o che si ha in mano, da dove viene quel materiale, come sono stati lavorati materiale e oggetto... Semplice curiosità con una punta di desiderio che arricchisce... oppure vuole sapere se quella persona che ha davanti si comporta in un certo modo, si esprime in un certo modo, dice certe cose per... Non lo so... Sicuro per un motivo ben preciso... Oppure di vuol sapere perché si veste con abiti appariscenti o insignificanti; o ancora ci si chiede se i capelli sempre di quella persona sono veramente lisci o veramente ricci o se il colore dei suoi occhi esprime un'emozione o e' sempre uguale a prescindere da quel che prova."
"Beh si in effetti sono un po' così, ma sinceramente, credo che nessuno abbia apprezzato mai questo mio carattere, anzi, sono sempre stata considerata una bella rompi..."

"Si si capisco, non mi dici niente di nuovo. È normale che la gente comune ti veda così, anche perché praticamente gli fai la radiografia ogni volta che vi incontrate, questo li fa sentire nudi. Non capendo che invece è proprio con persone così che si dovrebbe stringere amicizia perché hanno tanto da dare e in più, sono sincere. Le persone così, non hanno paura di guardare, sono contente quando riescono a fare delle scoperte e non si arrendono mai. Sono positive! Queste persone sono quelle che si guardano dentro, cercano di migliorarsi e si accettano per quello che sono ."..."Affrontare i propri limiti accresce!"

"Bene e dopo questa interessante analisi profonda che fa bene per l'autostima ( tanto per rimanere in termini psicoanalitici), non e' che potrei sapere perché quelle pietre cambiano colore?"

"Ah non lo so!... Credo che in fin dei conti un colore ce l'abbiamo... Credo che siano le nostre emozioni che ce li fanno vedere differenti... Sempre per quei discorsi fatti prima"

E qui una frase di mio Padre ci sta proprio bene " la filosofia e' quella cosa con la quale o senza la quale tutto rimane tale e quale".

Ringrazio la signora e mi allontano. Devo rientrare a casa, volevo farmi un giretto in cerca di ispirazioni fantastiche per le mie storie e ... Boh forse l'ho trovate o forse no... Mi ci vuole un caffè e una fetta di torta... Poi vedremo quando sarò davanti alla tastiera cosa uscirà.
Non sai mai da dove nasce lo spunto per una storia fantastica o quale sia l'idea che ti mette in moto il cervello lambiccandoti oltre misura pur di trovare la ragione a quel "dato" che ti è entrato in testa e come un tarlo ti mangia fino a che non risolvi l'enigma.

Ecco è così che tutto nasce... Le nostre Favole e le nostre Riflessioni... Buona lettura!

‘’Ciro: storia di un Cane’’ ‘’La Valle di Lestla e il Leggendario Popolo di Ekra e Faal’’ ‘’Into the wild town’’ ‘’Sole d’Argento’’

Una "piccola" gratifica: le nostre Favole fanno parte dell'archivio Disney per l'eventuale trasposizione cinematografica

 

...continua